10 anni dall’oro olimpico di Stefano Baldini: il mio ricordo, dopo un’intervista contestata

ATENE 2004: BALDINI ORO NELLA MARATONAStefano Baldini festeggia il decennale dell’oro olimpico, a fine mese. Di recente gli ho scritto su facebook, ricordando un ricordo personale particolare.

Caro campione dei sogni, da reggiano, tantopiù di paese – di Castelnovo Sotto, abitante a Rubiera -, ti ho sempre seguito con un orgoglio smisurato. Purtroppo non ho i pdf dei racconti sulla tua famiglia, ho solo i cartacei.

Assieme a Carlo Ancelotti, sei ambasciatore della mia terra. Con Giuliano Razzoli, fidanzato di mia nipote, Eleonora Riccò.

Di voi ho sempre apprezzato la famiglia, i familiari podisti, l’altra professione esercitata a lungo. La compostezza, il carattere, la pulizia del personaggio. L’intelligenza.

Accadde, caro Stefano, che scivolai, con te, su una buccia di banana, per la Gazzetta di Reggio.

La ricordo bene, si parlava della Corradini.

Rimasi male, di fronte alla tua telefonata, si raffreddò il rapporto, per questo il tuo trionfo per me non fu così saporito.

Errori, ne ho fatti tanti, nei confronti di personaggi.

Hai avuto la fortuna di essere raccontato dal giornalista che preferisco, in assoluto, dal ’92 a oggi. Franco Bragagna. Mio insegnante di italiano, di geografia, di dizione. E per tanti italiani.

A 17 anni, per la verità, caro Stefano, impazzivo per il racconto di Gelindo Bordin a Seul, firmato Paolo Rosi.

Ecco, oggi siamo colleghi, tu sei un grande commentatore e mi auguro apprezzi i racconti, i colleghi, le parole, la classe, l’intelligenza, la completezza. Sono, Stefano, un tuo ammiratore anche da giornalista.

E pure di Stefano Tilli, Stefano Mei, Bellino, Giorgio Rondelli. Rappresenti l’orgoglio della nostra terra.

Sono di famiglia contadina, l’orgoglio è doppio. Buona festa, un abbraccio. Da Coviolo.

Vanni Zagnoli (con Silvia)

 

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