Altro tema professionale, l’irrisione del freelance che firma su più testate. E la voglia di insegnare giornalismo, proibita o quasi a chi non è laureato.

Vanni Zagnoli
Vanni Zagnoli

Cari amici,

siccome me le voglio cercare, vi sottolineo un tema per me caldo.

Negli ultimi anni, come lavoro io, curriculum alla mano, divento – io in particolare – oggetto di scherno. “Ah, ah, ah, la firma inflazionata”. “Lui che si propone di qua, ma anche di là e poi di là ancora”.

Persino l’ufficio stampa di una società calcistica di serie A mi chiedeva come lavoro, addirittura i compensi.

Allora succede che il redattore ti guarda dall’alto verso il basso, che il caposervizio o caporedattore è richiestissimo proprio per il suo ruolo.

 

Io, invece, è meglio che non faccia sapere di firmare su più testate.

Bisogna stare nell’ombra, no?

Persino la tracotanza di un conduttore che, portando io due libri da mostrare in tv per qualche secondo mi ha dato del “marchettaro”.

Due libri di colleghi, redattori, uno è una firma.

Anni fa andai a trovare un volto televisivo, anche, era caposervizio di un quotidiano regionale, o capordattore, comunque allo sport. “Vanni, cosa mi ciondoli davanti?”. Chiamo il tale e anche il tal altro. Vi metto insieme. E’ una guerra tra poveri, vero?”.

La più grande umiliazione mai provata. “Era una giornata particolare”. Una presa in giro dal primo all’ultimo metro. “Ragazze, lui è vanni zagnoli…”. E poi: “Cosa ciondoli? L’unico che ti fa scrivere sono io…”.

Falso, là collaboravo dal ’95 e per anni ho scritto tanto su vari settori.

Altro capitolo, l’incasso del no a priori o quasi.

Guai andare oltre il no del caposervizio o del suo vice, è pericolosissimo. Si paga con l’azzeramento.

Chiusura in bellezza. Un caro emiliano, Cristiano Tassinari, ha scritto un libro sulla vita di freelance, appena assunto. Io non posso scriverlo perchè il contratto non arriverà mai.

Ringrazio Stefano Tesi per i consigli preziosissimi e tutti gli amici, soprattutto lontani.

“E per ultime entrino le firme inflazionate…”. Beh, io lo sono al passato, via.

E le esclusive?

Esistono anche colleghi che si comprano lo spazio, in tv e radio, se lo rivendono e pontificano.

Dopolavoristi che fanno lavori di qualità, firme. L’importante è che in esclusiva. Meglio fare un altro mestiere ma firmare in esclusiva.

Pensionati richiestissimi.

Ragazzi, dai, mi fermo perchè il rischio è di bruciarsi ogni contatto.

Non essendo laureato, fatico a insegnare la professione, ma mi piacerebbe molto farlo. Anche qui chiedo aiuto, naturalmente nella zona di Reggio, massimo Milano, via, dai. Per presentarmi a chi conta, nelle università. Sarebbe un’esperienza per me nuova ma molto stimolante. Negli ultimi mesi sto facendo le prove con alcuni amici.

Buona domenica e grazie a tutti.

 

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