Atletica. Bolt resta il più veloce del pianeta, ma le vere imprese sono di Taylor, a 8 centimetri dal record nel salto triplo, e di Wlodarczyk, vicina al primato nel martello

Bolt travolto dal cameraman
Bolt travolto dal cameraman

di Vanni Zagnoli

Bolt, certo, ha vinto anche i 200 piani. Il più l’aveva fatto sui 100, sulla distanza doppia chiude in 19″55, davanti sempre a Gatlin. A questo punto il pronostico era per il giamaicano, vulnerabile in partenza, più che sull’allungo. Il fuoriprogramma c’è stato dopo, quando è stato travolto da un cameraman che ha perso l’equilibrio nel giro di pista.

Negli ultimi 15 metri allunga, poi frena in anticipo.

Le imprese di giornata, però, sono state altre due, con record mondiali sfiorati.

Christian Taylor, americano, salta 18.21 nel triplo, all’ultimo tentativo sfiora il mondiale di Jonathan Edwards, 18.29, del mito inglese, oggi giornalista. Precede il cubano Pichardo, a lungo in testa alla gara. L’americano è campione olimpico, era stato quarto due anni fa ma vinse il titolo nell’edizione in Corea, nel 2011.

Anche la polacca Anita Wlodarczyk avvicina il suo primato, ma il martello femminile è una disciplina più giovane. Per due volte passa gli 80 metri, fa 80.85 e 80.27, a inizio mese aveva stabilito il record in  81,08.

Sui 400 donne, il titolo va all’americana Allison Felix, 49”26.

L’unica azzurra in gara nel pomeriggio è stata Gloria Hooper, quinta nella terza semifinale dei 200, con 22”92. La veronese ha stabilito il suo personale, è già tanto, di questi tempi, con l’atletica italiana così in difficoltà.

 

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