Calcio. Al Bentegodi Hellas Verona e Parma si giocano una fetta di salvezza. Gli scaligeri per non essere risucchiati nella zona rossa, i ducali per avvicinare il quartultimo posto.

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Roberto Donadoni

A una giornata dal giro di boa, Hellas Verona e Parma si sfideranno al Bentegodi a caccia dei punti salvezza.

Le due squadre fecero un figurone nella passata stagione (gli scaligeri chiusero decimi da neopromossi con 54 punti e i crociati sesti con 58), quest’anno sono la brutta copia: i veneti sono tredicesimi a 18 insieme a Empoli e Torino, i crociati ultimi a 9 in coabitazione con il Cesena.

Il Verona è ritornato in A soltanto l’anno scorso dopo 11 stagioni e con i 20 gol di  Luca Toni colse risultati importanti, tra cui il 2-2 in rimonta con la Juve, il 4-1 con la Lazio costato la panchina a Petkovic il 2-1 all’esordio con il Milan.

Il Parma era trascinato da Fantantonio Cassano: 12 gol e i 100 in A raggiunti nel derby emiliano con il Bologna, gli sono valsi la convocazione al Mondiale; la squadra raggiunse lo storico record di 17 risultati utili consecutivi.

Ma Verona-Parma è anche storia di trofei in bacheca. I gialloblù di casa hanno vinto lo storico scudetto del 1984-85 e perso tre finali di Coppa Italia (’75-’76, ’82-’83 e 83-84. I parmigiani sono il quarto club italiano in Europa con più titoli: una Coppa delle Coppe, due Coppe Uefa e una Supercoppa Europea. In Italia i ducali hanno vinto tre Coppe Italia e una Coppa Italia.

Fino agli anni ’90 non c’era paragone tra le due città: i veronesi militavano in A frequentemente e i parmensi stavano salendo verso la A. Storie di due città diverse e che domani vedranno le loro principali squadre disputare la sfida per non retrocedere in B.

Biagio Bianculli

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