Da il Mattino, calcio: Di Carlo (Cesena) vuole fermare il Napoli. “Higuain e Callejon però non ci fanno paura, intanto superiamo il Cagliari, in classifica”

Champions League 2010/2011 Turno Preliminare Ritorno Genova - 24.08.2010 Sampdoria-Werder Brema
Domenico Di Carlo

Stavolta il pezzo per il Mattino di Napoli era molto più lungo rispetto a quanto era concordato, questa è la versione integrale.

di Vanni Zagnoli

Nothing is impossible. Domenico Di Carlo ti guarda e riflette, senza gesticolare. Non ne ha bisogno. Sa benissimo che salvare il Cesena è una missione quasi irrealizzabile, con i 6 punti da recuperare all’Atalanta quart’ultima e quell’unica vittoria: alla prima di campionato, al Manuzzi contro il Parma, in fondo da due mesi. Allora c’era Pierpaolo Bisoli sulla panchina del cavalluccio, ovvero l’eroe della doppia promozione e della terza, ai playoff contro il Latina. Bisolone è un bolognese di Porretta allievo di Mazzone, aveva compiuto un altro capolavoro due anni fa, subentrando dopo tre giornate a Nicola Campedelli, fratello minore dell’ex presidente bianconero Igor: si battè a lungo per i playoff con una squadra angustiata dalla crisi economica. “Vorrei essere giudicato almeno a dicembre, in serie A”, disse alla vigilia della finale di Latina, a giugno, in pieno mondiale. Il presidente Giorgio Lugaresi l’ha accontentato, senza tuttavia resistere alla tentazione di un esonero comunque immeritato. Come a Cagliari (dove però ruppe con Daniele Conti e Agostini) e come a Bologna (un punto in 5 partite). Il problema è che in A il gioco di rottura di Bisoli non basta, servono idee, non solo carattere. Questo presidente è espressione della famiglia Manuzzi-Lugaresi, proprietario della regina di Romagna dal 1964, escluso appunto il lustro di gestione Campedelli, poi retrocesso anche in Portogallo, con l’Olanense. Giorgio Lugaresi è pure l’unico presidente di serie A in possesso di un account facebook che cura personalmente, cosicchè questo articolo glielo posteremo in bacheca.

Ha scelto Di Carlo perchè avventuriero della panchina. A Mantova portò dalla serie C2 alla finale playoff per la serie A la squadra di Fabrizio Lori, passato dagli atterraggi in elicottero allo stadio Martelli alla galera. A Parma venne esonerato per Cuper che fece peggio e Ghirardi retrocedette, sfiorando il crack economico. A Verona subentrò a Iachini con 5 punti in 10 gare ma si salvò in anticipo. Anche l’anno successivo. Alla Sampdoria “puntiamo al massimo”, ci confessò dopo l’addio di Cassano e la vittoria firmata Pozzi, proprio a Cesena. Venne giubilato per Cavasin, retrocesso e insultato. Tornò al Chievo e si salvò bene, nell’ottobre 2012 però viene esonerato dopo una sequenza di 5 sconfitte. Un anno fa prende il Livorno spacciato, lo rianima, arriva a giocarsi la salvezza con 12 punti in 14 gare ma il presidente Spinelli si lascia guidare dalla scaramanzia dei soprabiti gialli e dai sentimenti per Nicola, il tecnico della promozione, e lo richiama. “Pensare – ci confermò Di Carlo – che ero stato vicino a subentrare alla Lazio, a Petkovic”.

Il calcio è la vita di questo ciociario di Cassino, da calciatore centrocampista del Vicenza vincitore della coppa Italia sul Napoli di Montefusco, subentrato a Simoni. In estate era a Dimaro per seguire Benitez, a novembre a Reggio per Sassuolo-Atalanta, accanto a Pulga, ex Cagliari. Al Mapei ha debuttato in campo esterno prima della sosta, raccattando l’1-1 allo scadere con Ze Eduardo.

A 50 anni, Mimmo ha carisma, esperienza e un gioco mai insufficente. E’ un Bisoli appena più prodigo di spettacolo, con i bianconeri aveva debuttato perdendo 1-4 con la Fiorentina.

“Adesso – racconta a Il Mattino – siamo un po’ all’inferno, dobbiamo lavorare un passo alla volta: dapprima l’obiettivo è prendere il Cagliari, scaliamo al più presto una posizione. Alleniamoci e cambiamo l’atteggiamento, a tratti rinunciatario. I tifosi sono eccezionali, a Reggio Emilia ci hanno sospinti sino alla fine”.

Resta la perplessità sull’attacco, con 13 reti superiore solo a Torino e Chievo. “Gli esterni devono supportare di più le punte, non bastano solo ripartenze a 1-2 giocatori, vanno attaccati gli spazi, bisogna pressare più alta. La sosta aiuta a recuperare la condizione migliore, ho dato i compiti a casa. La nostra qualità è da serie A, eppure partendo da dietro dobbiamo lavorare di più e meglio degli altri, anche lo spagnolo Carbonero può ancora dare molto”.

Dici Napoli e Mimmo ne cita due. “Higuain e Callejon, pericolosissimi. Anche con la Fiorentina però siamo stati competitivi, escluso sulle palle inattive. Dobbiamo avere più coraggio, crederci perchè gli azzurri sono più forti ma non mi spaventato. Come le stagioni, le partite possono cambiare in qualsiasi momento”.

Domenico Di Carlo fa il mentalcoach, anzitutto.

 

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