Il Gazzettino. Europa League, il pareggio sorprendente del Napoli al Camp Nou. La Lazio battuta come da pronostico a Oporto, l’Atalanta rischierà, in Grecia, nonostante la rimonta

(tuttosport.com)

Le 3 italiane hanno chances di raggiungere gli ottavi di Europa league: il Napoli pareggia 1-1 a Barcellona, la Lazio comunque faticherà a rovesciare il 2-1 di Oporto, mentre l’Atalanta ottiene un 2-1 incoraggiante, a Bergamo con l’Olympiacos, nella sfida più agevole.
Al Camp Nou, dunque, il Napoli si difende concedendo poco, per tre quarti di gara. Avanza al 28’: Elmas scambia con Zielinski, rasoterra del polacco, Ter Stegen respinge e sempre Zielinski infila. Il pari al 13’ della ripresa, traversone di Adama Traorè da destra, Juan Jesus devia con un dito, l’arbitro romeno Kovacs è richiamato dal Var, per un rigore fiscalissimo, trasformato da Ferran Torres. Il finale è molto blaugrana, grazie ai cambi offensivi di Xavi, Meret comunque non effettua parate.
In Portogallo, Lazio in vantaggio a metà primo tempo con Zaccagni, al 7° gol stagionale, di tacco su schema d’angolo. La rimonta del Porto con la doppietta di Toni Martinez, a cavallo dei tempi, ad anticipare l’azzurrabile Luiz Felipe, di testa e poi in girata. Strakoska evita il 3-1, sempre dello spagnolo, la squadra di Conceiçao comunque è superiore, nella ripresa. L’Atalanta costruisce tanto, concede però al 13’ il destro da fuori a Tiquinho Soares. La doppietta è del difensore albanese Djimsiti in 2’, dopo un’ora, sempre su angolo, testa e poi destro. I greci sbagliano il pareggio con Camara.
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

Il Gazzettino. La Fiorentina resiste sino a due minuti dalla fine, al Cagliari basta un gol con il Bologna. Il 3-3 tra Sassuolo e Napoli, il pari nel derby di Genova. Il Benevento non vince da due mesi

(Fabio Rossi – LaPresse)

https://www.ilgazzettino.it/pay/sport_pay/atalanta_esagerata_verona_ok-5808101.html

L’Atalanta affianca la Juve, al terzo posto, il Crotone resiste giusto un tempo, con Cosmi al debutto in panchina. Al 12’ segna Gosens, tra i difensori si conferma il migliore d’Europa, come cannoniere, nell’ultimo quadriennio, il pareggio è a metà primo tempo di Simy, con l’incertezza di Freuler, nel secondo tempo Bergamo dilaga, con Palomino e Muriel (errore di Golemic) in due minuti, con la conclusione a giro di Ilicic e poi con Miranchuk. E’ a 4 punti dal Milan.
A Firenze, la Roma fatica per un tempo. Viola insidiosi con Vlahovic, respinge Pau Lopez, Dragowski invece si oppone al sinistro di Pellegrini. Alla ripresa segna Spinazzola, servito da Mancini. Che salverà su Ribery. L’1-1 è su autogol di Spinazzola, su cross del francese. Sbaglia un gol Mayoral, Ribery invece calcia sul fondo, poi Pau Lopez chiude su Vlahovic. A 2’ dalla fine risolve Diawara, servito da Karsdorp: 1-2. A Benevento, il Verona realizza due gol in nove minuti, a metà primo tempo, con Faraoni e l’autorete di Foulon. Nella ripresa Lasagna arrotonda e sfiorerà la 4^ rete.
Il Cagliari ottiene la seconda vittoria di fila, con Semplici, contro il Bologna decide Rugani al 19’, di testa. Emiliani poco incisivi, perdono Dominguez per infortunio e reclamano il rigore per una mano di Nandez.
Senza pubblico, il derby di Genova offre poche emozioni. L’intuizione di Ranieri funziona a metà, solida la difesa a tre, deludente l’apporto di Verre sulla trequarti. Il primo tempo è su ritmi bassi, Zajc sbaglia il cross ma coglie la traversa. Al 7’ st segna Zappacosta, lanciato da Strootman, la Sampdoria reagisce con Candreva, tiro e poi l’angolo che al 32’ Tonelli trasforma di testa.
Sassuolo-Napoli 3-3, neroverdi a lungo superiori. Meret para in avvio su Berardi, Insigne realizza con il destro ma in fuorigioco, servono 2’ al Var per annullare. Il Sassuolo avanza con la punizione di Berardi, su cui Maksimovic di testa inganna Meret. Pareggia 4’ dopo il Napoli con azione Demme-Zielinski, il polacco infila con tiro a giro. Prima dell’intervallo Rogerio per Caputo, colpito alle spalle da Hysaj, rigore, realizzato da Berardi. Che nella ripresa coglie una traversa, poi il palo con Caputo. Al 27’ il 2-2 con Di Lorenzo, da distanza ravvicinata, poi Consigli salva il pari. Si arrende al 90’, il fallo è di Haraslin su Di Lorenzo, dal dischetto Insigne aveva già ritrovato sicurezza, proprio con la Juve. Allo scadere Manolas tocca Haraslin, il contatto è leggero ma punibile, Caputo trasforma.
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

Il Gazzettino, Il Messaggero. Supercoppa, Juve-Napoli 2-0. La zampata di Cristiano Ronaldo, Insigne calcia fuori il rigore dei supplementari a 10′ dalla fine, Cuadrado vola verso il raddoppio e la 9^ volta dei bianconeri

(sport.sky.it)

La prima stesura, per Il Messaggero e Il Gazzettino

https://www.ilgazzettino.it/pay/sport_pay/reggio_emilia_insigne_calcia_fuori_il_rigore_dei_supplementari_a_10_dalla_fine-5715078.html

Reggio Emilia 
Insigne calcia fuori il rigore dei supplementari a 10’ dalla fine, arriva così la nona supercoppa della Juve, non la terza del Napoli. La decide Cristiano Ronaldo, l’uomo delle finali, e il verdetto è giusto perchè i bianconeri attaccano di più, fanno la partita, soprattutto nella ripresa, imponendo classe superiore. Il Napoli aspetta, preso il gol dopo un’ora reagisce blandamente, a parte quel tocco di McKennie su Mertens.
Fuochi d’artificio fuori dallo stadio Mapei, al fischio iniziale. Il 4-4-2 della Juve diventa spesso 4-2-4, quando salgono gli esterni McKennie e Chiesa, che fa buon pressing ma non va oltre. Ronaldo calcia da fuori, ottiene solo un angolo. Neanche quello per Arthur, al tiro dal limite. 
Torna Cuadrado, dopo quasi un mese, si è negativizzato al covid in mattinata e ha raggiunto la Juve in ritiro. Conduce i giochi la squadra di Pirlo, con attenzione, cercando lo spiraglio giusto, il ritmo però non si alza, il fraseggio è fine a se stesso. Una buona chance è frustrata dal fuorigioco che in realtà non c’era, comunque Ospina aveva respinto. Il Napoli aspetta, non ha fretta, come nella coppa Italia della ripresa dopo il lockdown, resta corto e si muove con concentrazione, dove la Juve manda la palla. Mario Rui guadagna metri e una punizione, dal limite, spostata a sinistra, l’esecuzione di Insigne è stranamente telefonata. Danilo disturba l’uscita di Szczesny, rischiando di farsi aggirare da Lozano, qualche sbavatura resta, nella retroguardia piemontese. Sale il Napoli, Gattuso incita all’uno contro uno, a cercare le superiorità numeriche. Koulibaly non si fa aggirare da Cristiano Ronaldo, rimedia a una sua incertezza. L’unica palla gol vera del primo tempo è sul cross di Demme, Lozano vola e il portiere della Juve fa la stessa cosa.
Riprendono campo i bianconeri, ci fosse il pubblico magari troverebbero maggiore ritmo, i raddoppi napoletani funzionano. Ogni volta che ha la palla in area, Cristiano tira, non trova però la porta. Gattuso chiede maggiori ripartenze, è invece la Juve a essere subito insidiosa, alla ripresa, con Bernardeschi, subentrato a Chiesa, Ospina tiene la palla sulla linea. Esce su Cristiano, che ruba il tempo anche a Manolas e avvicina il palo. Cristiano crossa, Manolas salva in angolo e poi segna. Bernardeschi angola, Bakayoko devia e Cristiano è lì e segna. Sale anche Arthur, come apporto, la Juve fa girare palla e ogni tanto affonda, sulle fasce. Serve un episodio per rimettere in parità partita il Napoli, l’irruzione improvvida di McKennie su Mertens, avventata. Valeri va al Var e fischia il rigore. Insigne calcia a un metro dalla porta, sarebbe stato il suo 100° gol nel Napoli. Nel recupero,  Szczesny vola sulla torsione di Lozano, sul capovolgimento di fronte il volo è di Cuadrado, a lanciare Alvaro Morata al raddoppio.
Pirlo respira, insomma, il -10 dal Milan in campionato è recuperabile, soprattutto se vincerà il recupero con il Napoli. E’ il suo primo trofeo, in questo fa meglio di Sarri che aveva perso la supercoppa e la coppa Italia. Gattuso è alla terza finale persa su 4.

Vanni Zagnoli

Juventus-Napoli 2-0
JUVENTUS (4-4-2): Szczesny 6,5; Cuadrado 6,5, Bonucci 6,5, Chiellini 6, Danilo 5,5; McKennie 6, Arthur 6,5, Bentancur 6,5 (38’ st Rabiot ng), Chiesa 5,5 (1’ Bernardeschi 6,5); Kulusevski 6 (37’ st Morata ng), Cristiano Ronaldo 7. All. Pirlo 6,5.
NAPOLI (4-2-3-1): Ospina 5,5; Di Lorenzo 6, Manolas 5,5, Koulibaly 6, Mario Rui 5,5 (38’ st Politano ng); Bakayoko 6 (22′ st Elmas 6), Demme 6,5 (38’ st Llorente ng); Lozano 6, Zielinski 6, Insigne 5; Petagna 5 (27′ st Mertens 6). All. Gattuso 6.
Marcatori: st 19’ Ronaldo, 50′ Alvaro Morata.
Note: ammoniti: Ronaldo, Zielinski. Pt 0′, st 5′.

Da “Il Gazzettino”, “Il Messaggero”

Ilmessaggero.it, Ilgazzettino.it. Juve, Pirlo:« Da allenatore ha un sapore diverso». Ronaldo: «Scudetto possibile». Agnelli: «Il più bel trofeo sarà il prossimo»

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/la_juve_arriva_72_trofei_pirlo_ha_un_sapore_diverso_rispetto_quando_giocavo_chiellini_ronaldo_scudetto_possibile-5713820.html

https://www.ilgazzettino.it/sport/calcio/la_juve_arriva_72_trofei_pirlo_ha_un_sapore_diverso_rispetto_quando_giocavo_chiellini_ronaldo_scudetto_possibile-5715453.html

di Vanni Zagnoli

A ben pensare, ha ragione Gennaro Gattuso. «Abbiamo sofferto di più 7 mesi fa, al di là della vittoria ai rigori». Insomma per Gattuso Sarri aveva fatto meglio di Pirlo, nonostante il 2-0 di ieri. Il tecnico juventino al primo trofeo da allenatore obietta: «Non ricordo quella partita, non c’ero. Comunque abbiamo costruito più del Napoli».

Andrea si è aggiudicato la sfida del cuore con l’amico Rino, con cui ha condiviso il decennio al Milan e il percorso nelle nazionali, dall’under 15 all’ultima presenza di Gattuso, quando l’Italia perse 3-2 dalla Slovacchia e si avviò a uscire dal campionato del mondo in Sudafrica, al primo turno, da campione. 

«È una grande gioia alzare il primo trofeo da allenatore – racconta l’ex regista della Juve -, è qualcosa di diverso, ancora più bello che da giocatore. Le critiche dei giorni scorsi erano eccessive, la squadra mi sta seguendo con attaccamento alla maglia e orgoglio. Stiamo cercando di portare avanti questo gioco, di domenica in domenica alcuni mancano per infortunio o per la pandemia».

Che ha toccato anche il Napoli, per la verità, il bilancio delle assenze in questa sfida era più penalizzante per gli azzurri: «Non è facile mandare in campo gli stessi ma il gruppo mi segue dal primo giorno. Penso tutti i giorni a lavorare, so di avere una squadra forte e una società solida alle spalle. Lavoro con tranquillità con le cose che ho in testa». 

E’ la differenza rispetto a Sarri, che magari Paratici avrebbe voluto confermare, non Agnelli. La supercoppa, peraltro, per almeno un tempo non ha offerto spettacolo: «E’ difficile vedere due squadre giocare bene in finale. Mi dispiace per Gattuso, ma ormai facciamo un lavoro diverso da quello di prima, mi porto a casa la vittoria. Non siamo quelli di San Siro con l’Inter, ci voleva questo tipo di partita, di squadra e di sacrificio».

E’ servito anche il ritorno di Cuadrado. E’ sempre stato asintomatico, ha avuto tempo di lavorare a casa e lo ha fatto bene. Ha tenuto fino al 95′, c’è da fargli i complimenti. Non è da tutti stare fuori 15 giorni, allenarsi da solo ed essere pronto».

Per Chiellini è il 18° trofeo della carriera. «Non sono stanco di vincere – garantisce il capitano -, volevamo riscattarci, ci tenevamo a fare bene e ci siamo riusciti in tutte le fasi. Il Napoli palleggia bene e in contropiede è sempre pericoloso. Siamo stati anche capaci di soffrire, è una serata da ricordare e può essere anche una ripartenza».

Cristiano Ronaldo è al 760° gol in carriera. «E’ stata una partita sofferta su un campo di gioco che non era il massimo – spiega il cannoniere bianconero -, abbiamo vinto una coppa importante anche per la fiducia. Dovevamo avere un atteggiamento diverso rispetto a quanto s’era visto contro l’Inter, una partita in cui non avevamo fatto bene. Milan e Inter sono molto forti, ma manca ancora molto, per lo scudetto, è possibile».

Infine il tweet di Andrea Agnelli. «Sono dieci anni di fila che vinciamo un trofeo… pas mal, ma il più bello sarà sempre il prossimo!».

Intanto la bacheca è arrivata a 72 trofei, di cui metà scudetti.

Da “ilmessaggero.it”, “Ilgazzettino.it”

Ilmessaggero.it. Juve-Napoli 2-0, le pagelle: Bernardeschi vivacizza, Szczesny vola, McKennie fa e disfa. Petagna e Insigne negativi

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/juve_napoli_2_0_bernardeschi_vivacizza_szczesny_vola_mckennie_fa_disfa_petagna_insigne_negativi-5713809.html

di Vanni Zagnoli

Juventus 4-4-2

Szczesny 7 Due grandi parate, nel primo tempo e nel recupero. 

Cuadrado 6,5 Buon avvio, si spegne ma concede nulla a Insigne, e si rianima nel finale.

Bonucci 6,5 Nessuna proiezione offensiva, con Petagna non ha problemi, lo anticipa e libera. Emerge la sua personalità anche sul vantaggio, limitando le palle gol del Napoli a due.

Chiellini 6 Terza partita di fila da titolare, sta riprendendo sicurezza.

Danilo 5,5 Due volte è sorpreso da cross, quando deve accentrarsi per difendere fatica. Il meno in palla della difesa. 

McKennie 6,5 Si lascia sfuggire Demme nell’azione del potenziale vantaggio del Napoli. Si accende alla ripresa, con un bel cross. Guasta tutto calciando Mertens.

Arthur 6,5 Per un tempo fa rimpiangere Pjanic, non dà profondità, neanche propulsione. Nel secondo tempo cresce, anche dopo il vantaggio.

Bentancur 6,5 Altro oscuro, mai un’illuminazione. Il traccheggio laterale non accende mai, però è prezioso nel contenimento.

Dal 38’ st Rabiot ng Contribuisce all’argine finale.

Chiesa 5,5 Ronaldo arriva a giocare a sinistra, pestandogli i piedi. Neanche calcia da fuori.

Dal 1’ st Bernardeschi 6,5 Buon impatto e gol sfiorato, non segna da 6 mesi. Dimostra di meritare la riconferma.

Kulusevski 6 Le intuizioni sono buone, manca la giocata risolutiva. Pressa in maniera convinta, cala nel secondo tempo.

Dal 38’ st Alvaro Morata 6 Entra e non può sbagliare il raddoppio.

Ronaldo 7 Spesso fuori dal gioco, è esentato dal pressing, ma quando si accende è insidioso. Avvicina il palo, calcia sottoporta una palla vagante.

All. Pirlo 6,5. Come sempre lascia che sia il vice Baronio a urlare indicazioni. L’ha preparata bene sul piano psicologico, dalla Juve però ci si attende ancora di più.

Napoli (4-2-3-1) 

Ospina 5,5 La solita uscita a vuoto, per il resto è abbastanza sicuro. Sui gol non è colpevole.

Di Lorenzo 6 Nel duello fra numeri 22 contiene Chiesa e anche Cristiano, quando arriva lì. Aveva iniziato con bella personalità, con Bernardeschi soffre di più. 

Manolas 5 Tre errori, un angolo concesso e quel qui pro quo con il portiere, non sfruttato da Cristiano. Che lo aggira anche sul gol. 

Koulibaly 6 Negli anticipi, nella determinazione è ai suoi migliori livelli, dalla sua parte la Juve passa raramente.

Mario Rui 5,5 Spinge poco ma contiene con notevole applicazione, Cuadrado e McKennie lo mettono all’angolo, di più non può.

Dal 38’ st Llorente ng E’ la mossa della disperazione.

Demme 6,5 Gran cross da sinistra per l’occasione migliore per il Napoli, sino al finale. Quando sradica palla ad Arthur si capisce la determinazione. Cala, come tanti, sull’1-0.

Dal 38’ st Politano ng Si batte, in quegli istanti frenetici.

Bakayoko 6 Sembra che non ci sia, invece è il perno dell’argine del Napoli, si muove come un tergicristalli.

Dal 22’ st Elmas 6 Un po’ elementare, nel subentro, dà un pizzico di energia e movimento, senza fare la differenza. 

Lozano 6 Prezioso anche nelle chiusure, avvicina il gol di testa. Sparisce un po’ nel secondo tempo, salvo riermegere in quella girata aerea. 

Zielinski 6 Partita di contenimento, di raddoppi, dovrebbe anche impostare. 

Insigne 5 Il cinque a Koulibaly per una chiusura è significativo, raddoppiando su Cuadrado. Sintetizza lo spirito, quanto fosse nella partita, per contenere. Però si accende raramente e sbaglia il rigore così.

Petagna 5 Nel primo tempo non si vede mai, la prima finale della carriera tradisce l’emozione e i limiti tecnici. Un buon movimento alla ripresa, non ancora così pronto per  una finale di questo livello. 

Dal 27’ st Mertens 6 Si guadagna il rigore, si muove come sempre parecchio.

All. Gattuso 6 Segue azione per azione, come fosse basket. Ha ragione quando dice che il Napoli aveva sofferto di più con la Juve nella finale di coppa Italia piuttosto che stasera. 

Arbitro: Valeri 6 Direzione di esperienza, al Var corregge immediatamente il rigore non fischiato. Un fuorigioco nel primo tempo è sbagliato dal collaboratore.

Da “Ilmessaggero.it”

Ilmessaggero.it, Ilgazzettino.it, Leggo.it, Quotidianodipuglia.it. Ronaldo e Morata regalano la prima gioia a Pirlo. Supercoppa alla Juve

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/juventus_napoli_supercoppa_diretta_live_risultato_formazioni_20_gennaio_2021-5713424.html

https://www.ilgazzettino.it/sport/calcio/juventus_napoli_supercoppa_diretta_live_risultato_formazioni_20_gennaio_2021-5713663.html

https://www.leggo.it/sport/calcio/juventus_napoli_supercoppa_diretta_live_risultato_formazioni_20_gennaio_2021-5713656.html

https://www.quotidianodipuglia.it/sport/calcio/juventus_napoli_supercoppa_diretta_live_risultato_formazioni_20_gennaio_2021-5713656.html

di Vanni Zagnoli

Il Napoli finisce con il 3-2-5, tutti avanti, costruisce un’altra occasione da tempi supplementari, parata da Szczesny, sulla girata di Lozano, ma allo scadere prende anche il secondo. Di Morata, su azione di Cuadrado.

Risolve il gol dopo un’ora di Cristiano Ronaldo, da rapace, Insigne piange in panchina, ha sulla coscienza il rigore calciato sul fondo, di un metro e passa, completamente sbagliato.

“E’ stata una partita complicata – ammette Cristiano Ronaldo -, con l’Inter è andata male, spero che questo trofeo possa essere un buon viatico, possiamo ancora vincere lo scudetto”.

Gattuso va sportivamente ad abbracciare i bianconeri, è alla terza finale persa su quattro, contro la Juve, onestamente il Napoli ha fatto di meno eppure avrebbe potuto raggiungere i supplementari.

Nel primo tempo, l’unica occasione vera è per gli azzurri, cross di Demme dalla sinistra, Danilo è anticipato da Lozano e Szczesny vola. L’avvio era stato bianconero, poi un po’ di Napoli, di nuovo la Juve, dopo l’intervallo, con l’ingresso di Federico Bernardeschi. Il suo muoversi in maniera dinoccolata crea scompiglio, Ospina para sulla linea. Non si intende con Manolas e Cristiano Ronaldo rischia di beffarli. E’ lì che il match gira, l’angolo è di Bernardeschi, una deviazione a centroarea di Bakayoko libera il portoghese, sfuggito a Manolas. Entra Elmas, la Juve fa girare palla e punge. Mckennie a 10’ dalla fine fa una stupidaggine, tocca Mertens spalle alla porta, Valeri va al Var e fischia subito il rigore. Insigne neanche avvicina il palo, calcia come peggio non potrebbe. Gattuso lo lascia in campo, fa entrare anche Llorente, una palla da urlo, da tempi supplementari, arriva di nuovo, la girata di Lozano esalta la reattività di Szczesny è super, fa capire perchè il titolare è lui e non più Buffon, a 43 anni.

Il 2-0 è l’ultima azione, con il Napoli sbilanciatissimo, quasi non conta. Onestamente, il Napoli poteva osare poco di più, ha scelto di aspettare, di difendere, quando è scesa la concentrazione ha rischiato e preso gol. La Juve ha giocato un po’ alla Allegri, con quanta più avvedutezza possibile, dopo i due gol presi a San Siro. Non aveva fretta, sapeva prima o poi di poter trovare la rete, persino agli overtime, se fosse stato necessario. Resta a lungo sul campo, a festeggiare, Bonucci fotografa Cuadrado con la supercoppa, è la 9^ per la Juve, naturalmente un record. Il colombiano è tornato nel pomeriggio, dopo il covid, ha contribuito alla serata negativa di Insigne.

Primo tempo tranquillo, secondo più combattuto. Non è stato un Napoli tanto inferiore rispetto alla coppa Italia portata via a Sarri, ai rigori, all’epoca si riprendeva dopo il lockdown, Pirlo l’ha preparata con freddezza, azzerando dopo la figuraccia di Milano. Il presidente Andrea Agnelli twitta: “Sono dieci anni di fila che vinciamo un trofeo… pas mal, ma il più bello sarà sempre il prossimo!”.

LE FORMAZIONI UFFICIALI

Juventus (4-4-2): Szczesny; Cuadrado, Bonucci, Chiellini, Danilo; McKennie, Bentancur, Arthur, Chiesa; Kulusevski, Ronaldo. All. Pirlo

Napoli (4-2-3-1): Ospina; Di Lorenzo, Manolas, Koulibaly, Mario Rui; Demme Bakayoko; Lozano, Zielinski, Insigne; Petagna. All. Gattuso

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilgazzettino.it”, “Leggo.it”, “Quotidianodipuglia.it”

Ilmessaggero.it. Juve, solo Delneri aveva meno punti di Pirlo. Che chiede strada all’amico Gattuso per vincere il primo trofeo

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/solo_delneri_aveva_meno_punti_di_pirlo_nella_juve_di_agnelli_andrea_chiede_strada_amico_gattuso_respirare-5711321.html

di Vanni Zagnoli

Domani sera si gioca, è la prima stagionale di Juve-Napoli, in attesa del recupero di campionato ancora da calendariare. Si gela, al Mapei stadium, il Napoli è arrivato a Parma, in aereo, dopo che sembrava destinato a Bologna, la Juve è a Reggio, entrambe si alleneranno magari solo in giornata, naturalmente a porte chiuse. La diretta è alle 21, su Rai1 e su radioRai1.

Finalmente si gioca, insomma, anche se il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis avrebbe voluto rinviare per questioni commerciali, per introitare più sponsor, la Lega si è opposta. “Io non ho problemi a giocarla adesso – dice Gattuso -, aveva già chiarito il presidente”.

E’ la partita di Ringhio contro Pirlo, campioni del mondo insieme, da titolari, nel 2006. Hanno condiviso  un percorso azzurro infinito. “Dall’under 15 all’under 21 – racconta Rino -, sino alla coppa del mondo. E’ molto importante per la mia carriera, l’ho aiutato anch’io a raggiungere grandi obiettivi. E’ nata una grande amicizia, con tantissime cose in comune, qualche danno fuori dal campo con le mogli l’abbiamo combinato. Andrea ha preso più schiaffi da me che dal padre”.

Un trofeo potrebbe levare le nubi che si addensano sulla testa di Andrea Pirlo, in campionato ha raccolto 9 punti in meno rispetto a Sarri, la cui panchina iniziò a scricchiolare proprio dopo la coppa Italia persa ai rigori contro Gattuso, dopo il primo colpo assestato dalla Lazio, in supercoppa. Rispetto a Sarri, Pirlo ha ottenuto innesti per 200 milioni, ovvero Chiesa, Morata e Kulusevski, Arthur e McKennie. Il giovane Frabotta è infortunato, comunque per un po’ uscirà dai titolari, magari sarebbe stato utile Luca Pellegrini, pagato 22 milioni e in prestito al Genoa.

Da quando c’è Andrea Agnelli presidente, solo Delneri aveva meno punti, in questo momento della stagione. Mancano i gol dei centrocampisti, Arthur e Bentancur, Rabiot e Ramsey sono fermi a due reti, nelle loro complessive 77 presenze. Tre gol, coppe comprese, di McKennie, che difatti dovrebbe tornare titolare. Probabile dal primo minuto anche Bernardeschi e davanti Ronaldo con Kulusevski. 

La Juve di questo grande ciclo, dei 9 scudetti di fila, ha lasciato metà supercoppe per strada (4 su 8) e 5 coppe Italia su 9. Insomma è su questi due trofei a essere vulnerabile, mentre sul campionato aveva già recuperato un notevole ritardo iniziale con Allegri, dopo avere perso a Reggio con il Sassuolo di Eusebio Di Francesco, a fine ottobre 2015. E’ a -10 dal Milan, con quella partita con il Napoli da recuperare. 

Gli azzurri vinsero due supercoppe, sempre contro la Juve: con Albertino Bigon in panchina, 5-1 al San Paolo contro Maifredi, nel ’90, ma come apertura di stagione, e ai rigori, prima del Natale 2014, con Benitez su Allegri. Una la persero ai supplementari, con Walter Mazzarri in panchina, in estate, nel 2012. Per 22 volte su 32 è stata vinta dai campioni d’Italia, stavolta il pronostico è molto incerto, la supercoppa può rappresentare il rilancio di Pirlo o la conferma di Gattuso. Che è alla quarta finale da allenatore: perse le prime due con il Milan, contro la Juve, 4-0 in coppa Italia, e 1-0 in supercoppa, due anni fa, sempre contro Allegri, poi il trionfo di ripartenza da covid, appunto contro Sarri. E adesso un altro capitolo, per un pubblico solo televisivo o radiofonico, più qualche centinaio fra ospiti e sponsor.

Da “Ilmessaggero.it”

Il Gazzettino. Allo scadere, il primo successo di Gattuso al Napoli, su autorete, e il pareggio del Parma con Grassi, contro il Brescia. Il Bologna domina a Lecce, escluso negli ultimi minuti, 2-3: Mihajlovic affronta il suo Medel, nervosissimo

Un momento di Bologna-Lecce (Maurizio Lagana/Getty Images)

A Reggio, il Napoli soffre nel primo tempo, subendo gol da Junior Traorè: al 29’ l’errore è di Mario Rui, sul lancio di Locatelli. La ripresa è azzurra, con il pari di Allan, che al 12’ aggancia in area il traversone di Zielinski, Peluso non chiude e il destro è all’incrocio. Callejon ha tre occasioni, Romagna e Pegolo chiudono, poi coglie la traversa. Mertens sbaglia di testa. Sul tirocross del belga, Pegolo respinge e Callejon infila ma in fuorigioco, evidenziato dal Var. Il portiere bassanese è attento anche su Zielinski, ma a 30” dalla fine su angolo Di Lorenzo prolunga e Obiang in spaccata fa autogol, per anticipare Elmas: l’1-2 ci sta.

C’è la faccia di Sinisa Mihajlovic, nel successo salvezza del Bologna a Lecce. Al 40’, sono scintille tra Tachtsidis e Medel, interviene l’allenatore per calmare il cileno leader del centrocampo rossoblù: Medel è nervoso anche nei confronti del proprio tecnico, che sta vincendo la battaglia contro la leucemia e non ha perso l’impulsività; Abisso ammonisce entrambi i giocatori. Con il ritorno in panchina del serbo, il Bologna è volato a +8 sulla zona retrocessione, grazie anche ai successi di Napoli e sull’Atalanta. 
Cinquecento i tifosi arrivati dall’Emilia, il 37enne Palacio si procura tre occasioni, Gabriel replica. Orsolini in tuffo scheggia la traversa, poi Tachtsidis lancia per errore Poli, il centrocampista di Vittorio Veneto mette fuori. All’intervallo Sansone azzecca la sua finta, a sinistra, Orsolini tocca sottoporta il vantaggio: i salentini in genere costruiscono tanto, nel primo tempo concedono la bellezza di 15 tiri. Alla ripresa Gabriel ferma in uscita Sansone, raccoglie Palacio che serve Soriano, al raddoppio. Orsolini si conferma da nazionale, già per gli Europei, finta su Calderoni e suggella la sua prima doppietta in A. Il Lecce segna nel finale, con Babacar su traversone di Calderoni e con Farias. Il centravanti del Bologna Santander, invece, va in ospedale per una possibile frattura alla tibia.
A capeggiare la lotta per il settimo posto, probabilmente utile per l’Europa league, c’è il Parma, capace di rimontare nel recupero il Brescia, avanti con il quarto gol stagionale di Balotelli. L’ex centravanti azzurro spiega: «Ho avuto pochi problemi in carriera, in genere sono stati ingigantiti. Con il Brescia pensavamo di essere più avanti, comunque ci salveremo in anticipo. A gennaio resto, salvo che il presidente non mi venda… Ho colto 2-3 legni, in quest’andata, devo stare più in area, per sfruttare i cross».
Con Grosso non è mai sbocciato il feeling: «Neanche mi aspettavo il ritorno di Corini. In quell’allenamento, Grosso non vedeva la giusta intensità, mi disse che potevo andare a casa. In questi mesi ho avuto solo un mezzo calo, proprio con lui. Adesso mi alleno 10-15 volte tanto, rispetto a quanto facessi in gioventù».
Sul campo, il Parma paga il pressing di Spalek su Brugman e trova poche ripartenze. Il gol bresciano su tirocross di Torregrossa dalla destra, Hernani devia e Balotelli è pronto al tocco, in posizione regolare. Il pari è originato dall’errore di Martella a centrocampo, Kulusevski centra per Alberto Grassi che al 92’ insacca in acrobazia.

Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

Il Messaggero. Spal-Napoli 1-1. Quel rigore concesso agli azzurri e poi levato al Var, puniti tanti falli di mano meno evidenti. La differenza tra Fabian Ruiz ed Elmas, l’evanescenza di Callejon. Comunque il Napoli ha costruito di più

(repubblica.it)

Per carità, il Napoli meritava di vincere, ha costruito abbastanza più della Spal, attaccato tanto e raccolto poco. Come la Juve a Lecce, comunque ha figurato meglio dell’Inter con il Parma. La percentuale realizzativa è attorno al 10%, in base alle occasioni create, quasi metà rispetto alla prolificità dell’Atalanta, avversaria di mercoledì. Ecco, il -3 da Bergamo è significativo, solo per due volte in questo decennio il Napoli è uscito dalle prime tre, Ancelotti è insofferente, quando spiega che “Ghoulam non era in condizione per questa partita, ci sono le scelte dell’allenatore”. Con Sarri era devastante, i due infortuni gravi pesano, il tecnico sposta a sinistra Di Lorenzo, vulnerabile in difesa e meno scatenato in spinta. Quando Malcuit esce in lacrime per un colpo preoccupante al ginocchio destro, Allan arretra a terzino, mancando Manolas, Hysaj e Mario Rui. 
Va bene il turnover ma il macedone Elmas, 20 anni, da titolare poteva andare bene al San Paolo, in una partita del genere, l’ingresso di Fabian Ruiz almeno doveva essere all’intervallo. A 32 anni Mertens perde brillantezza nelle partite ravvicinate, l’altro in scadenza Callejon subentra senza decidere: “Servivano più cross alti, con Llorente”, ammette Carletto. Lo stesso spagnolo quando c’è da abbattere una delle difese più indomite d’Italia tradisce limiti, Ibrahimovic parttime avrebbe un altro impatto. Milik è in palla, Insigne di meno, al rientro da titolare.
Il bigmatch della domenica pomeriggio a tratti è intenso come una partita di basket, conclusioni frequenti, rimbalzo fuori area e azione riciclata. Il sinistro di Petagna su punizione coglie la traversa, la Spal resterà penultima ma non c’è all’allarme perchè 5 avversarie sono nel giro di 3 punti. Paloschi fa buon pressing, concede peraltro la punizione che origina il gol: Allan avanza, attira Murgia e serve lateralmente Milik, Arcadio il polacco segna dal limite, nello stadio in cui si era infortunato, due anni fa, fanno tre reti in due gare di campionato. “Avremmo dovuto uscire tempestivamente”, riconoscerà Vicari. Come Martens nell’ultimo biennio ha segnato 7 reti da fuori, solo Messi fa meglio. Il pari è sul cross da destra di Strefezza, brasiliano di 22 anni potenzialmente da Champions: Insigne e Luperto non chiudono, Elmas non arriva e il destro di Kurtic è nell’angolino, lo sloveno è al 21° gol in 5 anni, tanti per un centrocampista. La Spal ha un buon momento, poi si abbassa. Vicari muove il braccio in maniera istintiva sul cross di Mertens, è vicino al corpo, con le nuove regole è strano che La Penna conceda il rigore e poi ci ripensi al Var. Ospina esce a vuoto, è graziato da Paloschi, si rifarà volando su Vicari, romano di 25 anni, da nazionale. I cambi portano il Napoli a chiudere con 5 elementi offensivi, Fabian Ruiz da fuori coglie il palo, Berisha è attento su Milik. “Non abbiamo mai perso lucidità – chiosa Ancelotti -, non abbattiamoci”. Tre punti persi con il Cagliari, due a Ferrara, con le piccole il Napoli non è sempre grande.
Vanni Zagnoli
Spal-Napoli 1-1
Spal (3-5-2): Berisha 6; Tomovic 6,5, Vicari 7, Igor 6 (9′ st Cionek 6); Strefezza 6,5, Murgia 6, Missiroli 5,5, Kurtic 6,5 (32’ st Valoti 6), Reca 6; Paloschi 6 (16′ st Floccari 5,5), Petagna 6. A disp.: Thiam, Letica, Valdifiori, Moncini, Sala, Felipe, Salamon, Kryezui, Mastrilli. All. Semplici 6,5. 
Napoli (4-4-2): Ospina 6,5; Malcuit 6 (24’ st Callejon 5,5), Luperto 6, Koulibaly 6, Di Lorenzo 6; Elmas 5 (9′ st Ruiz 6,5), Allan 6,5, Zielinski 6,5, Insigne 5,5; Mertens 6 (27’ st Llorente 5,5), Milik 7. A disp.: Meret, Karnezis, Lozano, Maksimovic, Ghoulam, Younes, Tonelli, Gaetano. All. Ancelotti 6,5. 
Arbitro: La Penna di Roma 5,5. 
Marcatori: pt 9′ Milik, 16′ Kurtic.
Note: ammoniti Strefezza, Tomovic, Luperto, Cionek e Berisha. Espulso per proteste Fabbrizzi, preparatore atletico della Spal. Angoli 4-4. Recupero: pt 2’, st 6′. Spettatori: 14726.

Da “Il Messaggero”

Ilmessaggero.it, Spal-Napoli 1-1. Un legno e un gol per parte, il braccio di Vicari era punibile. La parata di Ospina, Di Lorenzo a sinistra perde tanto

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/spal_napoli_risultato_pareggio_ancelotti_milik_insigne-4824536.html

di Vanni Zagnoli

E’ il weekend delle provinciali, neanche il Napoli va oltre il pareggio. A Ferrara meritava di vincere, sull’1-1 pesa il rigore per il braccio di Vicari, concesso e poi levato al Var, in una stagione in cui nel dubbio si fischia contro il difensore. 

Il bigmatch del pomeriggio a tratti è intenso come una partita di basket, azioni insistite e riciclate. Il sinistro di Petagna su punizione coglie la traversa, Ancelotti si lamenta perchè c’erano ferraresi a meno di un metro dalla barriera, vicino a Callejon.

Il ritmo è vorticoso, come tante volte quando la Spal gioca al Mazza, e per vincere. Paloschi fa buon pressing, concede peraltro una punizione, Allan avanza, attira fuori Murgia, serve lateralmente Milik e il polacco segna dal limite, nello stadio in cui si era infortunato, due anni fa. “Avremmo dovuto uscire tempestivamente”, riconoscerà Vicari. E’ la quarta marcatura stagionale del mancino polacco, come Martens negli ultimi due anni ha segnato 7 reti da fuori area: solo Messi ha fatto meglio. 

Semplici era contento dell’avvio, sprona ad aumentare il pressing. In maglia blu, la Spal continua a pungere, Paloschi gira di testa fuori ma era in fuorigioco. Serve peraltro l’uscita laterale di Berisha per chiudere Milik, servito da Insigne. In maglia blu, la Spal recupera palla e riparte di gran carriera. Pareggia al 16’ grazie al cross da destra di Strefezza, l’esterno aggira Insigne, Luperto non chiude e il destro di Kurtic è imparabile, nell’angolino, con mancato arrivo di Elmas. Lo sloveno è al 2° gol stagionale, può battere il suo record della scorsa stagione, di 6, tanti, per un centrocampista.

Si riparte con l’arrembare napoletano, Di Lorenzo a sinistra si adatta, è comunque insidioso, al punto da far ammonire Strefezza. Mertens arretra sulla trequarti, a impostare, la squadra di Ancelotti si difende con umiltà, manca precisione in Elmas, macedone di 20 anni, impiegato più del previsto. La Spal si abbassa, Tomovic chiude Milik vicino alla linea. Gli attaccanti azzurri si muovono fin troppo, Mertens non trova la porta in tirocross. Vicari muove il braccio in maniera istintiva sulla cross di Mertens, è vicino al corpo, con le nuove regole è strano che non ci sia rigore. Il centrale colpisce palla e ritrae, La Penna va al Var e si rimangia la decisione. La Spal si gasa, Ospina esce a vuoto, Paloschi ha perso il fiuto del gol, tocca fuori: aveva giocato solo 19’ in totale. L’irruzione di Tomovic su Insigne era da cartellino arancione, se venisse introdotto. 

Si riparte, Murgia calcia dalla bandierina, Vicari anticipa Di Lorenzo e fa volare Ospina, sulla linea, è la parata del mese. Esce il timido Elmas per Fabian Ruiz, in panchina per turnover, il Napoli concede qualcosa di troppo e ha frenesia nelle uscite e nelle rifiniture. Kurtic e Fabian Ruiz calciano da fuori, la deviazione di Tomovic è rischiosa. Il pubblico estense entusiasma, in questo stadio all’inglese, gasa Vicari, in chiusura su Milik: il romano è da nazionale, a 25 anni. E’ un po’ come Salisburgo-Napoli, gli azzurri sono superiori, cingono d’assedio la trequarti però è dura imporsi, il guizzo non arriverà. Malcuit esce in lacrime, il ginocchio destro potrebbe accusare una lesione ai legamenti: Ancelotti è già senza Manolas, Mario Rui e Hysaj.

Dentro Callejon, poi Llorente, per Mertens, poco illuminante. Allan arretra come esterno destro difensivo, la circolazione di palla infinita porta al palo mancino di Fabian, da fuori. In questa situazione sarebbe utile Ibrahimovic, meno macchinoso dello spagnolo, nonostante i 4 anni in più. Il sinistro di Milik impegna Berisha, soprattutto nella seconda opportunità. Il forcing non trova sbocchi, resta l’abilità spallina nel chiudersi. Di Lorenzo crossa, Milik poi sbaglia il traversone, Semplici può esultare: tutti in cerchio e poi sotto la curva. 

In serie A l’Atalanta resta infinitamente più vivace e produttiva, rischia di sfuggire nella lotta per il terzo posto. In questo decennio solo due volte il Napoli è finito oltre le prime tre, quest’anno faticherà a rientrarvi. “La prestazione c’è stata, ottima – sottolinea Ancelotti -, abbiamo scelto di andare più sulle fasce, serviva magari qualche cross alto. Tante occasioni sono arrivate, con lucidità. Non abbattiamoci, mercoledì abbiamo proprio l’Atalanta. Ghoulam non gioca perchè non è in condizione”.

Da “Ilmessaggero.it”