La domenica sportiva. I temi sulla Germania mondiale, il 9 su 9 di Marquez, la cannibale Marianne Vos

Pensieri in libertà, sulla domenica sportiva.

Conquistatori, farei come slogan in grande, sulla Germania.

Come Colombo e gli esploratori delle Americhe (Caboto, Magellano, Vasco da Gama), per la prima europea vittoriosa in Sudamerica.

La ricetta tedesca è fisicità, applicazione e serenità. Low e gli altri ct campioni del mondo. E’ composto come Del Bosque (Spagna), Marcello Lippi era molto più esuberante, sul piano dialettico. Lo Scolari del 2002 aveva la squadra più forte, vinse con la tattica, limitando i rischi. Aimè Jacquet nel ’98 in Francia trionfò e poi sparì. Carlos Parreira nel ’94 ricorse ai rigori con l’Italia.

Franz Bechenbauer nel tempo è diventato dialetticamente incontenibile, è stato fra i rari ct campioni anche da calciatori.

Bilardo nell’86 con l’Argentina era molto furbo, aspettava e aveva Maradona. Bearzot era sornione, con l’Italia nell’82. Menotti era un filosofo, un rivoluzionario, nel ’78.

Lahm e Schweinsteiger (e pure Mertesacker, entrato allo scadere della finale) furono battuti dall’Italia 8 anni fa.

La Germania può aprire un ciclo modello Spagna.

Storicamente è la migliore d’europa, superiore all’Italia con 3 europei e tante finali e semifinali.

Il collettivo è senza punti deboli, a me piacciono i singoli di contorno: Hummels, Howedes, Boateng.

L’esultanza composta, da tedeschi, appunto.

La galleria di sportivi tedeschi: Schumacher, Becker, dovrei pensarci a fondo.

Le nazionali di basket, volley e altri sport non hanno invece tradizione.

E’ il primo mondiale della Germania unita, un dominio non più macchiato dal doping dell’Est che aveva portato tanti titoli negli sport olimpici.

La ricostruzione del mondiale sui punti di rischio della Germania: è andata sotto con il Ghana, manifestava qualche sofferenza con gli Usa, l’Algeria l’aveva portata ai supplementari, la Francia invece aveva combinato poco.

Messi miglior giocatore ma scadente nelle gare chiave, non merita il pallone d’oro, neanche della stagione.
Comunque, “Argentina don’t cry”, è il mio slogan.

Per completare la domenica, nella motogp, Marques fa 9 su 9, mentre Giacomo Agostini per 3 anni di fila fece 10 su 10, addirittura.

E brava la cannibale olandese Marianne vos, da anni regina del ciclismo, sempre piazzata o vittoriosa. Si è presa il Giro d’italia, purtroppo non è conosciiuta come meriterebbe.

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