Dunque, grave dimenticanza. Per questo mio agosto a Sportitalia, con 3 presenze: devo ringraziare Francesco Cherchi, sardo illuminato

Dunque, rientriamo da Pantelleria, raccolgo alcune belle storie che spero di pubblicare e vado in una tv a Milano, dove pubblicavano i calendari. Conosco l’inviato di Sportitalia Gilli, apprezzato in tv. Gli chiedo come posso contattare la redazione, per un motivo particolare. Senza disturbare ovviamente il direttore Michele Criscitiello.

Il resto, diciamo, è merito di questo collega, responsabile delle relazioni esterne, di Sportitalia. Francesco Cherchi lavora dalla Sardegna, all’inizio mi dava del lei, addirittura. Apprezza il curriculum, mi auguro il mio modo di lavorare. Ma poi è un esempio, preferisce non apparire, in alcun modo.

Ecco, amo i deskisti nascosti, chi non vuole brillare. In fondo anch’io per anni ho lavorato nell’ombra. Gli devo molto.

Ho mancato gravemente nell’evitare un ringraziamento pubblico, immediato. Quello privato non vale, è scontato. E poi, lo sapete, amo chi lavora in provincia, dalla provincia.

L’Italia è piena di professionisti del livello e della pazienza di Francesco Cherchi.

All’inizio, pensavo appartenesse alla famiglia Cherchi, famosa per il pugilato. Invece.

Che lezione mi dà Francesco, ma me la danno in tanti. Lavoro nell’ombra e senza nulla chiedere, come visibilità. E mi dice: “Per la tv bisogna essere portati”.

Verissimo. Però è sempre giornalismo.

E’ il piacere di condividere un qualcosa, anche da lontano, di episodico, con l’irpino Criscitiello – che mai ha avuto un profilo facebook, era un fake -, con il reggino Alfredo Pedullà, figlio d’arte, con il caposervizio di Libero Fabrizio Biasin, lariano, con ragazzi che potrebbero essere miei figli e che inseguono un sogno.

Con ragazze che potrebbero essere sorelle minori di mia moglie Silvia.

E poi, dulcis in fundo, un incontro illuminante. Diego. Poche parole, non serve tanto. Poche dritte, per la vita. Un mental coach. Se qualche calciatore ne sente il bisogno, io più di tutti.

Allora, grazie anche per questo, Francesco, amici di Sportitalia, grazie Silvia e amici delle redazioni dove ho contatti. E amici del calcio. E sostenitori. E amici sportivi, dicevano una volta.

 

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