Il Gazzettino: Chievo-Lazio 1-1. Gamberini segna dopo 4 anni, pareggia De Vrji, al primo gol italiano. Un tempo con un’unica occasione

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Vanni Zagnoli

Chievo-Lazio è una partita un po’ così, come Atalanta-Torino e Milan-Udinese. Anzi, più povera ancora, perché a Bergamo e a San Siro nel finale c’è brio. Il nostro calcio è in generale al ribasso, tatticismo e fallosità, ritmo basso, niente Maxibon: “Two gust is mel che one”, diceva lo spot. Monocorde, insomma, non per tutti i gusti, quando il punto va benino. Alla Lazio perché è in trasferta, a Maran dal momento che quando deve o può fare la partita somiglia tanto a molti pragmatici: Iachini e Colantuono, Corini e persino di Castori. Arranca, poiché il talento gialloblù è da salvezza stiracchiata e Rolly si danna da 3 stagioni per tenerlo ai margini della zona Europa.

Dunque, il primo tempo è “poc et tut”, accade poco di tutto, si dice in dialetto emiliano, nella regione in cui Simone Inzaghi è cresciuto e si è rivelato, a Piacenza. Al suo posto doveva esserci il Loco Bielsa e magari la Lazio sarebbe migliorata decisamente, così ricorda la concretezza del primo Pioli, con la parata di Marchetti su Cacciatore.

Alla ripresa il vantaggio clivense su angolo da destra di Birsa, Gamberini stacca e gira in rete, dopo 4 anni: giocò 8 partite in nazionale, senza disputare Europei nè Mondiali, a 35 anni resta competitivo. Il pari è su azione di Keita, la chiusura in area piccola di De Vrji, tocco spurio per la prima rete del difensore olandese in A: fu tra i migliori al mondiale brasiliano, l’anno scorso venne angustiato da problemi fisici. Keita non dispiace, il resto è quel che accade in tante partite di mediolivello. Basta guardare anche solo gli highlights della Premier league, da noi mancano il tremendismo e gli assoli che riempiono gli stadi, inglesi, tedeschi e spagnoli. Ci si entusiasma di più con le olimpiadi e quasi persino con le paralimpiadi, questa è la realtà del Bentegodi (semivuoto, con la squadra del quartiere di 8mila abitanti, imbattuta qui da inizio 2016) e di un Chievo-Lazio qualsiasi. Vivacizzato nel finale dai biancocelesti e da De Guzman, bronzo mondiale in Brasile. Se sta bene, caratterizza, da sinistra. Dunque, un tempo da 5, il secondo da 6/7. Veronesi da 6-, biancocelesti da 6+.

Chievo-Lazio 1-1

GOL: st 6′ Gamberini (C), 10′ De Vrij

Chievo (4-3-1-2): Sorrentino 6; Cacciatore 6, Dainelli 6, Gamberini 6,5 (35′ st Cesar sv), Gobbi 6; Castro 6, Radovanovic 5,5, Hetemaj 6; Birsa 6 (32′ st De Guzman 6), Meggiorini 5,5, Pellissier 6 (25′ st Inglese 5,5). All: Maran.

Lazio (4-3-3): Marchetti 6,5; Basta 5,5, De Vrij 6,5, Bastos 5,5, Radu 6; Parolo 6 (43′ st Djordjevic sv), Biglia 6, Lulic 5,5 (21′ st Milinkovic-Savic 5,5); Felipe Anderson 5,5, Immobile 5,5, Kishna 5 (7′ st Keita 6,5). All: Inzaghi.

Arbitro: Orsato di Schio 6,5.

Note: ammoniti Hetemaj, Biglia, Milinkovic-Savic, Basta, Cesar, Felipe Anderson e Radu per gioco scorretto. Angoli: 6-3 per il Chievo Recupero: pt 4’, st 5’. 12mila spettatori.

A cura di Giangabriele Perre

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