Il Gazzettino, Chievo-Milan 1-4. Suso è un lusso per i rossoneri, pensare che era persino finito in panchina e ceduto in prestito. Maran è molto migliore di Montella, però il potenziale è all’opposto

Suso ha segnato il primo gol (gettyimages)

E pensare che qualche volta Suso è finito in panchina. Per il Milan, lo spagnolo è un lusso. Eravamo a Reggio Emilia, quando debuttò in amichevole, bastarono pochi minuti per intuire la sua classe, devastante. Montella non ha ancora capito che deve costruire la squadra attorno a lui, che ha una marcia in più, da anni. Mihajlovic non ne aveva compreso il talento, al punto che lo mandò al Genoa e anche solo per questo meritò il licenziamento. Suso è il Milan e al Bentegodi decide la partita, gol d’autorete di Cesar propiziata.
Il Chievo neanche inizia la rimonta inebriante del derby, Maran è infinitamente migliore del Montella dell’ultimo biennio eppure la qualità rossonera non è paragonabile alla classe operaia dei mussi. Stavolta non vanno in paradiso, l’idillio sublimato con il Verona è finito.
I gialloblù avevano iniziato bene, con Cacciatore al cross dal limite a destra, Pellissier di testa sorprende Donnarumma sul palo più lontano, Romagnoli salva sulla linea: riciclo dell’azione, Cacciatore che serve all’indietro Radovanovic, destro rasoterra e il portiere agguanta. Suso fa le prove del gol, poi l’ex Birsa traversa, Tomovic si libera di Musacchio e di testa manda alto.
La rete del sorpasso, allora. Lancio profondo per Kalinic, Cesar anticipa il croato, serve al limite di destra Suso. Lo spagnolo si accentra e scarica il sinistro sul secondo palo dove Sorrentino non può arrivare. Altri 5’ e dal limite, a destra, Suso centra per Kalinic, Cesar nel tentativo di anticipare il croato la infila. Alla ripresa il tris. Errore di Rodriguez in area rossonera, Birsa appoggia per Cacciatore che svirgola. La palla arriva a Suso che avvia un contropiede micidiale innescando Kessie in velocità, l’ex atalantino vede Calhanoglu sulla sinistra, il turco entra in area e conclude di potenza in porta. Una cavolata il Milan deve pur farla, avviene con Kessie, che dà via libera a Birsa, puntualmente a bersaglio. Come il Milan, nel poker. Calhanoglu serve Suso, il fantasista verticalizza immediatamente per Kalinic, tenuto in gioco da Cacciatore. Il croato di fronte al portiere non sbaglia, con l’esterno destro. Tomovic è il migliore dei veronesi, coglie la traversa su punizione, con deviazione di Donnarumma, che poi blocca sul destro da fuori di Radovanovic.
E’ stato un Milan da 7, via, mentre il Chievo è da 5+. Ha perso molti duelli e neanche nei tre reparti ha convinto. Montella respira, può lavorare tranquillo, i cinesi non lo mandano più via. Bonucci in tribuna se la ride, rientrerà con calma. Il Milan al momento vale l’Europa league, ma il potenziale resta di grande livello. Da terzo posto, addirittura, in prospettiva.
Vanni Zagnoli
Chievo-Milan 1-4
GOL: pt 36’ Suso, 41’ Cesar aut; st 9’ Calhanoglu, 16’ Birsa ©, 19’ Kalinic
CHIEVO (4-3-1-2): Sorrentino 5,5; Cacciatore 6,5, Tomovic 6,5, Cesar 5, Gamberini 5; Castro 5,5, Radovanovic 5, Hetemaj 6; Birsa 6 (20’ st Meggiorini 5); Pellissier 5,5 (9’ st Stepinski), Pucciarelli 5. All. Maran.
MILAN (3-4-2-1): Donnarumma 6; Musacchio 6, Romagnoli 6,5, Rodríguez 5; Calabria 6, Kessie 6,5, Biglia 6,5 (23’ st Locatelli 6,5), Borini 6; Suso 7,5 (28’ st Montolivo 6), Çalhanoglu 7; Kalinic 6,5. All. Montella.
Arbitro: Di Bello (Brindisi) 6.
Note: ammoniti Borini, Hetemaj, Calhanoglu. 15mila spettatori. Recupero: pt 0’, st

 

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