Il Gazzettino, Feyenoord-Napoli 2-1. Una Champions da 5+, gli azzurri finiscono in Europa league. Sconfitti nonostante gli ultimi minuti in superiorità numerica. Gli errori di Albiol su entrambi i gol, la partita era da chiudere in avvio

Infranto il sogno azzurro (it.eurosport.com)

Feyenoord-Napoli 2-1
GOL: pt 2’ Zielinski (N), 33’ Jorgensen; 46’ st St. Juste.
FEYENOORD (4-3-3): Vermeer 6,5; Niewkoop 5,5 (35’ st St Juste 6,5), Van Beek 6, Tapia 5,5, Malacia 6; Amrabat 6,5, Toornstra 6, Vilhena 5,5; Berghuis 6 (26’ st Larsson 6,5), Jorgensen 6,5, Boetius 5,5. All. Van Bronckhorst.
NAPOLI (4-3-3): Reina 6; Maggio 6 (19’ st Mario Rui 5,5), Albiol 4,5, Koulibaly 6, Hysaj 6; Allan 6 (15’ st Rog 5), Diawara 6, Hamsik 5,5; Callejon 5 (30’ st Ounas sv), Mertens 6, Zielinski 6. All. Sarri.
Arbitro: Michel 6,5.
Note: 50mila spettatori. Ammoniti: Vilhena, Mertens, St. Juste. Espulso Vilhena al 39’ st per doppia ammonizione. Recupero: pt 0’, st 3’.

Era troppo bello, per il calcio italiano, portare tutte le squadre alla fase primaverile delle coppe. Il Napoli esce, è significativo che finisca in Europa league la prima di serie A. Era troppo difficile passare agli ottavi di Champions, non tanto vincere in Olanda, quanto sperare che il City, già primo, volesse guastare la festa degli ucraini per chiudere a punteggio pieno. La squadra di Sarri addirittura perde sul campo del Feyenoord, lontanissimo dalla coppa dei Campioni vinta nel ’70, dall’Intercontinentale e poi dalla Uefa del ’74. Il Manchester è la più forte del continente in stagione, eppure si piega rapidamente a Charkiv. Così il 2-1 subito dal Napoli nei Paesi Bassi neanche è significativo.
Gli azzurri segnano subito, con Zielinski, abile a trasformare sotto misura un pallone vagante. Su punizione dalla trequarti sinistra di Diawara, Albiol fa da torre in mezzo per Mertens, anticipato da Toornstra che respinge corto sui piedi del polacco ex Udinese, che da due passi infila di controbalzo destro sotto la traversa.
Si gioca davanti a 50mila spettatori, è una bella lezione di sportività di una nazione che vive per il calcio e ieri sera giocava solo per l’onore, per evitare di essere la 22^ formazione nella storia della Champions a chiudere senza punti. Il Napoli spreca molto, in avvio, due volte con Mertens, sembra una serata scontata, si attendono solo notizie dall’altra parte d’Europa. L’uno-due realizzato dai rossoneri tramortisce il Napoli, che sull’1-0 dei rivali busca il pari. Cross dalla destra, con il sinistro, di Berghuis per Jorgensen. Albiol è in ritardo sul danese, lo stacco è perfetto, alla destra di Reina. Succede poco altro, qualche tiro fuori e da fuori del Napoli, una buona difesa dei biancorossi, abili nel pressing. Nonostante l’espulsione di Vilhena, in scivolata pericolosa su Ounas. Allo scadere, angolo da destra di Larsson, St.Juste anticipa Albiol e di testa batte Reina sulla sinistra.
Il Napoli non è inferiore allo Shakhtar, ha perso la qualificazione all’andata, in Ucraina, ma pure a Manchester, con il rigore sbagliato da Mertens. Senza dimenticare il 2-4 subito al San Paolo, dopo avere cominciato in vantaggio. Il sarrismo in Europa paga di meno, il girone era complicato ma alla portata. Non più difficile di quello della Roma.
Non gioisce Maggio, l’esterno destro di Montecchio Maggiore, sostituito a metà ripresa per Mario Rui, con spostamento a destra di Hysaj. A 35 anni è ancora un buon mestierante della fascia, una sicurezza, l’ultimo esponente del Napoli che sognava con Mazzarri. Adesso l’Europa league, inseguendo la finale che manca da fine anni ’80. In fondo neanche i tifosi del Napoli ci credevano molto, considerati gli appena 15mila presenti al 3-0 con lo Shakhtar. Con Insigne, forse, ieri sarebbero arrivati i tre punti, sarebbe cambiato nulla. In Europa servono fisicità e intensità anche superiori. Ma adesso De Laurentiis si concentrerà su scudetto e coppa Italia, per rivincere qualcosa. La Champions è stata da 5+.
Vanni Zagnoli

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