Il Gazzettino, l’Atalanta vola al passo del Chievo. Diamanti è il migliore, Cherubin subentra bene. I veronesi restano da 7 pieno, solo nel primo biennio con Delneri fecero meglio

La curva orobica
La curva orobica

Vanni Zagnoli

Il Chievo ha già stravinto il suo campionato, è a 5 punti dal Milan e a +16 sulla zona retrocessione, non ha mai rischiato la serie B. Raggiunge la 13^ salvezza con un budget minimo, con un miracolo simil Empoli: sono le vere regine del calcio italiano, nel rapporto soldi buttati, spettacolo e risultati.

La partita di Bergamo conta poco per entrambe, anzi l’Atalanta raggiunge la salvezza matematica con 3 giornate d’anticipo, archiviando il recente parziale di 14 gare senza vittorie. Il 70enne Reja aveva chiuso il 2015 con speranze di Europa league, cullate anche da Maran, suo erede sul piano del carattere e della concretezza, ma con punte di spettacolo superiori. Adesso l’Atalanta è a 11 punti in 6 partite, mentre il Chievo chiude perdendo 1-0 la sequenza esaltante di 13 punti in 6. Al Brumana decide Borriello, a bersaglio per la 3^ gara di fila, fra l’altro in una settimana, sarà davvero merito della dieta che gli ha fatto perdere 7 chili. A 33 anni resta efficace, l’aveva dimostrato già al Carpi, ma a Castori non piaceva perchè giocava per sè, ovvero non aveva voglia di difendere. Al pari di Matos, sacrificato anche all’Udinese.

Nel pomeriggio orobico, le motivazioni fanno la differenza, i nerazzurri chiudono con dignità una stagione adesso da 6 pieno, il Chievo resta da 7 ma ieri non va oltre la sufficienza, perchè Sportiello non compie miracoli. E’ Borriello a pungere il collega Bizzarri, in avvio. Diamanti si danna, come Birsa e Meggiorini, nelle controfughe clivensi. E anche il difensore Toloi, brasiliano dagli avi goriziani, esalta il 39enne portiere veronese. Si fa male l’altro centrale Paletta, al pari del sostituto Stendardo, e allora rifulgerà Cherubin, ex capitano del Cittadella che in B arrivò ai playoff. Il ritmo resta basso, così Castro di testa avvicina il palo.

La curva bergamasca rimane muta per un tempo (protesta contro le restrizioni del Viminale, revocate ieri) per esplodere al 10’ della ripresa sulla traversa di Alino Diamanti, con un tiro cross improvviso: sul rimbalzo si avventa Marco Borriello, con la rapacità del bomber che in A debuttò nel Treviso. Birsa solletica Sportiello con un sinistro da fuori, poi l’espulsione del Papu Gomez per la manata in faccia al finnico Hetemaj. Radovanoviç con un destro da lontano non sorprende il portiere. Il Chievo punta a chiudere all’8°, fece meglio solo nel primo biennio con Delneri.

Atalanta-Chievo 1-0

GOL: 10’ st Borriello.

Atalanta (4-2-3-1): Sportiello 6; Masiello 6.5, Paletta 5,5 (29′ pt Stendardo sv, 36′ pt Cherubin 6.5), Toloi 6.5, Brivio 6; Cigarini 6,5, De Roon 6.5; Kurtic 6, Diamanti 7 (36′ st Conti sv), Gomez 5.5; Borriello 6,5. All. Reja.

Chievo (4-3-1-2): Bizzarri 6, Spolli 5, Gamberini 5.5, Cacciatore 5.5, Gobbi 6,5; Castro 6, Radovanovic 5, Hetemaj 5,5; Birsa 5 (26′ st Pepe 6); Meggiorini 5.5 (20′ st Inglese 5.5), Floro Flores 5 (10′ st Pellissier 5). All. Maran.

Arbitro: Cervellera di Taranto 6.

Note: ammoniti Hetemaj, Paletta, Stendardo, Spolli per gioco scorretto, Kurtic per proteste Espulsi nel st: Gomez (A) al 30’ per fallo di reazione, l’allenatore Reja al 44′ per proteste. Angoli: 8-6 per l’Atalanta. Recupero: pt 3’, st 4′ Spettatori: 15.914, incasso 150.056 euro.

 

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