Il Gazzettino, scherma. L’oro del fioretto femminile, con la conturbante Alice Volpi, mamma brasiliana. Solo un passaggio incerto con la Germania, in semifinale. Il bronzo della sciabola: “Ma valiamo di più”. Possibili 11 medaglie

Alice Volpi, oro nel fioretto a Lipsia insieme a Arianna Errigo, Martina Batini e Camilla Mancini. Papà senese, mamma brasiliana (youtube.com)

Vanni Zagnoli
E poi c’è il tremendismo della scherma, che mai delude. Due medaglie, ieri, oro dal fioretto femminile e bronzo dalla sciabola. Resta giusto la spada femminile, per ottenere metallo pregiato in ogni arma e in entrambi i sessi. Tanta roba, leggenda che alimenta leggenda.
Quel parate e risposte è spettacolare, al caldo di Lipsia, ex Germania est, come davanti alla tv. Le interruzioni sono inferiori al passato, la bagarre è contenuta e la tecnica valorizza l’Italia.
Dunque le azzurre sono alla 13^ finale mondiale in 20 anni, quasi scontato arrivarci. Gli Usa sono competitivi ma non come nell’atletica o nel basket, per esempio, e allora il ct veneziano Andrea Cipressa ha gioco facile. Non fa rimpiangere Stefano Cerioni, passato alla Russia, è contornato dalla Trilla, portabandiera ad Atlanta ’96. Atlantatam era il tormentone Rai dell’epoca, questi sono i giorni del tamtam in pedana, quell’avanzare vorticoso e poi parata e risposta.
Nei quarti il 45-25 al Giappone, poi il +11 sulla Germania, ma dal 29-30, complice il passaggio a vuoto di Martina Batini. L’ingresso della 23enne romana Camilla Mancini consegna il +6 all’altra debuttante, Alice Volpi, senza dimenticare la propulsione di Arianna Errigo. La finale sugli Usa è dominata, sul 18-9 non c’è già più pathos, neanche dal 30-13 al 35-20 con la Mancini. Finisce 45-25, è il 4° trionfo in sequenza. Propiziato da una danza preparatoria, sempre diversa, innestata quando c’erano ancora Valentina Vezzali ed Elisa Di Francisca. Cose da tv, che vide entrambe sul palcoscenico.
Il terzo posto degli sciabolatori è pure contro gli Usa, il confronto è controllato dagli azzurri, con personalità e nervi saldi. Il piemontese Enrico Berrè raggiunge il 38-33, il napoletano Luca Curatoli si fa infilzare da Homer sino al 41-40 senza poi lasciargli scampo. Festeggiano anche il foggiano Luigi Samele, 30 anni, e il napoletano Dario Cavaliere, riserva, sostituto di Aldo Montano, infortunato. In semifinale il 43-45 con l’Ungheria, campione olimpici e mondiale. Berrè azzecca il +7, lascia a Curatoli sul 40-34 ma è il biolimpionico Szilagyi a rovesciarlo, con il 5-11. Negli ottavi, 10 stoccate di margine sul Canada, poi 18 alla Francia, sempre grazie alla regia del ct Giovanni Sirovich. Che si rammarica: “In tutta la stagione siamo sempre stati nelle prime due posizioni”.
Oro alla Corea del Sud, argento magiaro.
Oggi la penultima giornata, con la sciabola femminile e la spada. Dalle 10 l’iridato Paolo Pizzo, con Marco Fichera ed Enrico Garozzo (a sedere Andrea Santarelli), mezz’ora dopo il bronzo Irene Vecchi, con Rossella Gregorio (fidanzata del nuotatore padovano Luca Dotto) e Loreta Gulotta, piuttosto che Martina Criscio. Difendono l’oro europeo. Le medaglie sono 7, le 11 (enplein delle squadre) sono alla portata.

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