Il Giornale. Gli arbitri proseguano dopo i 45 anni, il limite di età non ha senso, considerati Totti e Federer, la Fifa prolunga i migliori, Rizzoli è cooptato per Russia ’18, il presidente Nicchi: “La nostra base è ampia e di valore, altri paesi sono arretrati. Collina top da dirigente e numero 1 in campo. Le “vittime” di calciopoli non sono mie”

Zagnoli con Pierluigi Collina, presidente degli arbitri della Fifa

http://www.ilgiornale.it/news/sport/i-fischietti-ultimi-baby-pensionati-1358595.html

http://www.cinquantamila.it/storyTellerArticolo.php?storyId=589313050a02f: la rassegna stampa quotidiana di Giorgio Dell’Arti

L’integralità del racconto degli arbitri e dell’incontro con il presidente Nicchi

Vanni Zagnoli
Se Totti a 40 anni è ancora competitivo, se Federer a 35 vince per la 5^ volta anche il 3° grande slam di tennis, perchè un arbitro deve smettere a 45 anni? Vierchowod lasciò a 41 anni, nel 2000, idem Costacurta, ma nel ’07, neanche serve pensare a Buffon, che può reggere per la nazionale (magari riserva) sino al 2022, addirittura, quando avrà 44 anni. Arbitrare è diventato un esercizio podistico, oltre che di riflessi e concentrazione, ma 45 anni sono nulla. Il limite di età ha poco senso, dovrebbe essere come per i giornalisti, certi direttori erano ottuagenari e in fondo nei campionati masters si assiste a performance incredibili.
L’Italia ha storicamente i migliori arbitri al mondo, ha guidato 3 finali mondiali: con Gonella in Argentina ’78, favorì i padroni di casa; con Collina in Giappone 2002, Rizzoli in Brasile ’14. Solo l’Inghilterra ottenne più designazioni (4). Agli Europei, il bilancio è di 3 pari, sempre con gli inglesi, con Gonella in Jugoslavia ’76, Pairetto a Germania ’88 e Rosetti in Svizzera e Austria 2008. Questo per dire che dovrebbe essere la nostra federazione a levare il vincolo anagrafico o perlomeno rialzarlo agli antichi 52 anni, invece fa opposizione, rispetto alla Fifa che l’ha abolito e anzi ha già preselezionato Rizzoli per il mondiale del ’18, quando avrà 47 anni. Il designatore Marcello Nicchi, classe ’53, non è proprio convinto. “Perchè la base è ampia – racconta – e il prolungamento dell’attività di Nicola, classe ’71, non è indispensabile. In altre federazioni c’è penuria di grandi direttori di gare e allora sarebbe più importante”. E’ curioso che il presidente non abbia limite di mandati (“Sono al terzo”) e invece un fischietto abbia la data di scadenza. Potrebbe essere utile persino nelle serie inferiori o all’estero. “Ma noi abbiamo tanti direttori di gara di alto livello, non ci preoccupiamo quando uno finisce, per Rizzoli valuteremo anno per anno”.
Anche questo è singolare, le deroghe ad personam. Scontata comunque, perchè Rizzoli non può dirigere il secondo Mondiale dopo una stagione di stop. Meglio sarebbe azzerare i vincoli. Da fine 2014 la Fifa propone una revisione fisica annuale, per gli over 45, ma la sensazione è che alcuni potrebbero reggere persino verso i 60. Ancor più difficile è cambiare la cultura italiana, anche sui campi giovanili o dilettantistici, dove il dalli alla casacca nera è settimanale. “Lì è sufficiente la volontà – garantisce Nicchi, aretino, 64 anni -: la federazione deve prendere posizioni rigide contro la violenza. Che ripudiata da tutti, giocatori e spettatori”.
Rimangono da riabilitare i fermati per errore all’apice della carriera, per sospetta collusione con il sistema Moggi: Paparesta e Bertini, Tiziano Pieri, Dondarini e altri non meritavano di finire in anticipo, per sospetti non provati, al contrario di De Santis e dei designatori Bergamo e Pairetto. “Dal 2009, quando venni eletto la prima volta, non ne ho mai commentato le uscite. Perchè calciopoli non appartiene alla mia gestione: fu una brutta pagina, ma non rivango il passato, per costruire il futuro”. E infatti si è piegato alla Var, su richiesta del presidente Tavecchio e di Infantino. “E’ una sperimentazione, uscirà qualcosa di interessante”.
E al movimento è utile che Collina sia stato eletto alla presidenza degli arbitri della Fifa. “E’ anche designatore della Uefa, riconoscimento alla mia associazione e all’Italia. Il cui livello arbitrale medio si è alzato, è all’estero che è arretrato”. Il viareggino della sezione di Bologna è forse il migliore nella storia del calcio, stupisce il suo successo anche da dirigente: “E’ una persona perbene, valida anche alla lavagna, altrimenti neanche sarebbe diventato designatore in serie A”.

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