Il Giornale di Sicilia. L’ex Corini: “Il Palermo sarà costruito dopo la cessione di Vasquez. Borriello potrebbe fare la differenza anche solo in 20 partite. Gilardino è stato eccezionale, per dedizione”. “Il Trapani meritava la serie A, con Petkovic”. Gli oscar per gli Europei: “A Neuer e Boateng, Kroos, Payet e Griezmann”

L’integralità della lunga chiacchierata con Eugenio Corini per Il Giornale di Sicilia. E’ stata pubblicata solo la parte sul Palermo, ieri.

Vanni Zagnoli

Eugenio Corini, 45 anni (in copertina), aspetta una panchina, è fermo da una stagione e mezza, dall’esonero immeritato al Chievo, che aveva salvato benissimo per un biennio.

Genio, come giudica il Palermo, ora?

“Riparto dalla salvezza, al culmine di una stagione molto delicata. Era in una situazione difficile, è stato bravo l’allenatore Ballardini, con i ragazzi: mai hanno mollato, nonostante le molte avversità, anche a 4 giornate dalla fine sembrava complicata”.

Che squadra sta nascendo?

“Siamo lontani dal varo, nel senso che è appena stato ceduto Gilardino, solo con la partenza di Vasquez inizieranno gli acquisti”.

Lei è a guardare da fine ottobre 2014. Qual è il modulo prevalente, fra chi ha la salvezza come primo obiettivo?

“Il calcio moderno non è legato a un sistema, la maggioranza dei tecnici cambia durante la gara e adatta il sistema di gioco durante il campionato. Chi ha la difesa a 4, muove le altre 6 pedine, fra centrocampo, trequarti e attacco e questo avviene anche con la retroguardia a tre. Anche agli Europei propongono varianti, in base alle caratteristiche degli avversari”.

Ecco, oggi si gioca molto per distruggere il gioco, come dimostrano il Portogallo campione d’Europa e l’Atletico Madrid sconfitto ai rigori nella finale di Champions league.

“E’ fondamentale avere un’idea propria di gioco, adattandola tuttavia al tipo di gara: difensiva, come del Portogallo in Francia, contro la Croazia e la Polonia, o offensiva, come per esempio con il Galles. La Germania resta la nazionale migliore al mondo, eppure si è adattata, nei quarti e in semifinale. Il segreto è cercare di prendersi un vantaggio in ogni situazione”.

Certo, però è più bello vincere controllando il gioco, come vorrebbe sempre Arrigo Sacchi.

“Quello dipende delle qualità tecniche, riesce con giocatori brillanti nel palleggio e nello smarcamento diversamente si punta sul recupero palla e ripartenza veloce. Il Galles ha offerto un calcio piacevole, avvicinando la finale”.

Compila le sue pagelle dell’Europeo?

“La più forte è stata la Germania, come talenti la Francia è quasi al suo livello, mi aspettavo molto di più dall’Inghilterra. Certamente merita i complimenti il Portogallo, per avere vinto senza neppure arrivare ai rigori”.

E in serie A? Come si riparte?

“Con la Juve un passo avanti a tutte Sono curioso di assistere alla crescita di Roma e Napoli, vediamo l’evoluzione e il mercato di entrambe. Inoltre dobbiamo valutare se Inter e Milan siano pronte almeno per la Champions, se non per lo scudetto”.

Passiamo in rassegna gli acquisti del Palermo?

“Alcuni erano già lì, sono stati semplicemente riscattati, oppure rientrano da fine prestito. La squadra è ancora da fare”.

Le cessioni, allora.

“Dicevo, la plusvalenza con Vasquez determinerà il budget. Piuttosto, plaudo al rientro del ds Rino Foschi, esperto, apprezzato nel mio quadriennio a Palermo, da regista: ha capacità per assemblare la miglior rosa possibile”.

Corini, al Chievo fece in tempo ad allenare Sorrentino?

“Per 6 mesi, finchè a gennaio fu ceduto ai rosanero. E’ un portiere di rendimento, penalizzato solo da un infortunio, all’epoca, ha esperienza, qualità e sciorina grandi parate, determinanti per la salvezza. Come la regia di Maresca, che autografò anche il gol chiave, contro il Verona, retrocesso: al rientro, garantiva un rendimento altissimo, con grande personalità e qualità”.

Due prestiti hanno lasciato Palermo.

“Brugman aveva impattato bene, al primo, vero anno di serie A, a Pescara farà bene. Come Cristante, talento andato anche al Benfica: in rosanero non si è ritagliato molto spazio, deve trovare consapevolezza nei suoi mezzi”.

A 34 anni, Alberto Gilardino è ancora un attaccante significativo?

“Viene da 10 gol. Mostra dedizione, professionalità e qualità altissime, poichè è sempre a disposizione e anche dalla panchina è utile: è integro e con tantissime motivazioni”.

Capitolo acquistabili. Ciano merita la serie A da anni?

“Sì, perchè da punta esterna ha sempre fatto molto bene. Ha grandi capacità, in B è determinante per assist e gol, cerca la consacrazione in A”.

Come centravanti piace Borriello, altro 34enne…

“Fra Carpi e Atalanta è andato bene. E’ pure integro, dà sempre un peso specifico al ruolo, come Gilardino”.

Marco Borriello nella nebbia
Marco Borriello nella nebbia. Piace ai rosanero

Ecco, quanto può reggere, in prospettiva, da titolare?

“In ogni rosa è difficile fare distinguo, nei 25 ci sta alla grande. Va considerato qualche infortunio, nel calcio odierno un attaccante può fare la differenza in 30 partite o anche solo giocandone una ventina, l’importante è che siano alto livello”.

Tra i rosanero chi conosce?

“Bosi è stato mio compagno al corso di Coverciano, con i giovani si è comportato molto bene e aveva mostrato capacità anche in quelle due panchine con il Palermo. Assieme al responsabile del settore giovanile Baccin, ha il merito di avere portato la primavera alla finale del torneo di Viareggio”.

Quali di quei ragazzi sono pronti per la serie A?

“Simone Lo Faso è grandissimo, ricorda il talento di Vasquez, sono curioso di vederne l’evoluzione. E La Gumina, lotta e lavora, pur avendo il gol nel sangue, ha meritato l’esordio in A”.

Il Palermo è atteso da un’altra stagione tribolatissima, con salvezza arrivata a 20’ dalla fine?

“Giocatori molto importanti sono stati ceduti, aspettiamo la squadra che nascerà, è in costruzione. Gli obiettivi saranno parametrati al loro valore, anzi non sempre i risultati rispecchiano le aspettative, il budget e i nomi”.

Crotone-Palermo sarà una sorta di derby del sud, per la prima volta in serie A, peccato che sia sfumato il derby vero, con il Trapani…

“Ma i granata vengono da una grande stagione. A gennaio erano in linea con gli obiettivi, sopra la linea di sofferenza, di lì si sono scatenati: anche per la bravura del ds Faggiano e il rendimento della prima punta, Bruno Petkovic, con uno score pazzesco. Meritarono la finale e pure la promozione, a Serse Cosmi è mancato giusto il guizzo decisivo”.

Quale squadra le piace, in serie A?

“Il Torino, se prenderà davvero Iago Falque, Giaccherini e Ljajic, innestandoli su un telaio già importante. Belotti viene da un campionato positivo e Mihajlovic offre garanzie”.

Ventura è adatto per l’Italia?

“Ha una esperienza straordinaria, da maestro di calcio. La chance della vita implica l’eredità pesante di Conte, dovrà gestire la qualificazione”.

In che senso?

“Beh, siamo all’opposto rispetto agli Europei. In Francia si qualificavano le prime due di ogni gironi più le migliori terze, anche dopo la prima fase finale. In Russia 2018 andrà solo la prima, dunque la Spagna è obiettivamente favorita, e la seconda andrà allo spareggio”.

Ha 68 anni, al mondiale diventeranno 70. Viene in mente Cesare Maldini, 70enne con il Paraguay, in Corea del Sud e Giappone 2002…

“Per gli allenatori, non ho mai creduto a gioventù e anzianità, contano le capacità e l’esperienza molto. Trovo idee nuove in veterani e vecchie in giovani. E viceversa”.

Il meglio dei tecnici italiani è in Inghilterra?

“Per Mazzarri parla la storia, ovunque ha già raggiunto gli obiettivi, la spettacolarità è molto soggettiva, spesso si creano etichette: Napoli e Reggina sapevano giocare e contrattaccare. Ranieri debutta in Champions, può raggiungere gli ottavi, con le conferme dei tre migliori: Vardy, Marhez e Kantè”.

Lo scudetto del Leicester a cosa è paragonabile?

“Al titolo del Verona nel 1985. O anche all’Europa league del Sassuolo, partito per la salvezza, ma più ricco, grazie alla Mapei”.

Guidolin e il Galles, allora.

“Con Francesco ho convidiso 4 stagioni a Palermo, compresi i licenziamenti e i ritorni, con momenti esaltanti, di cui è costellata l’intera sua carriera. Ovunque ha sempre fatto molto bene, anche allo Swansea si è salvato in anticipo, partendo da posizione di classifica pericolosa”.

Al Chelsea, Conte sarà favorito per la Premier?

“No, perchè tante sono le pretendenti, anche in Europa”.

Un tecnico italiano all’estero potrebbe fare il direttore tecnico dell’Italia?

“No, perchè auando lavori in società così importanti, sei assorbito a tempo pieno dall’incarico, con tutti i traguardi da onorare. Anche l’impegno in federazione sarebbe a tempo pieno, partendo dalla strutturazione del settore giovanile”.

Si parla di Alberto Zaccheroni, ex ct del Giappone, esonerato di recente nel campionato nipponico. Corini, chi propone?

“Marcello Lippi era la più giusta e  opportuna, anche solo per il titolo mondiale di 10 anni fa. Leggo della situazione particolare legata al figlio Davide, manager. La scelta compete alla federazione”.

Per il Giornale di Sicilia, le va di compilare il top11 di Francia 2016?

“Preferisco limitarmi ai migliori nella spina dorsale di una squadra. Dunque, come portiere Neuer (Germania) si prende sempre i riflettori, senza dimenticare il fantastico Europeo di Buffon. Tra i difensori, Boateng, nonostante l’errore del rigore procurato contro l’Italia, valso l’1-1: ci sarebbe anche Bonucci, ma per velocità, forza e gol preferisco il tedesco”.

Via con gli elementi offensivi.

“A centrocampo, un altro germanico, Kroos è fantastico, per come legge il gioco. Sulla trequarti, Payet, conosciuto due anni fa nell’Olympique Marsiglia, in amichevole contro il mio Chievo: gioca nel West Ham, in Inghilterra, con Ogbonna. Alla voce centravanti, Griezmann, scarpa d’oro, prima punta veloce, abile a giocare anche sotto il centravanti e da esterno”.

Come tecnico?

“Conte, perchè ha fatto un grande lavoro”.

Niente portoghesi?

“Beh, lo spirito di squadra li ha portati al titolo, non solo il ct Fernando Santos o Cristiano Ronaldo, Renato Sanchez o Eder, goleador nel secondo tempo supplementare”.

vzagn

 

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