Grazie a Paolo Martocchia, chi vuole pubblicare su vannizagnoli.it è il benvenuto: riflessioni, analisi, foto.

Un grazie a chi ci segue, in particolare a Paolo Martocchia che quotidianamente contribuisce mettendo su questo sito le mie idee. E’ un giornalista di professionie, con lui non servono raccomandazioni, nulla, è un lusso per me avere il suo contributo. E’ un freelance noto e applicato.

Il sito è aperto ai contributi, naturalmente gratuiti, di chi vuole pubblicare. L’importante è avere qualcosa da dire, anche di temi lontani da sport e costume, ma essere autonomi. Al massimo noi ritocchiamo un titolo.

Anche foto, interviste, curiosità dal cuore della città di Reggio o anche da molto più lontano.

Dispiace magari solo una cosa, in prospettiva. Avviare un discorso e poi interromperlo perchè la persona, dopo avere sperimentato qui il piacere di pubblicare quasi liberamente – evito solo argomenti molto delicati – e magari avere fatto un’esperienza giornalistica pura o importante per la sua professione fa presto un’altra scelta. E’ normale, nell’ordine delle cose.

Soprattutto, il nostro sito è gratuito, è tempo libero, è piacere di comunicare. Cerchiamo sponsor ma senza grande attenzione. Ho chiesto in giro per la città, a chi già conosco. A prescindere, baristi, fornai, gente comune rifiuta di raccontare la propria storia davanti al mio telefonino.

Peccato, d’altra parte la privacy, la paura, il non volere prendere posiione. E poi comunque preferiamo che tutto resti un gioco, gratis per tutti.

Restiamo aperti a chi voglia intervenire, contribuire, condividere l’avventura. In totale autonomia.

Sognavo un network di persone, di professionisti, ma è difficile coinvolgere i colleghi.

In fondo la mia storia non piace. Troppa visibilità inseguita, il lavoro di freelance, il lavorare da freelance suscita ironia, da sempre.

Poi ci sono i freelance di vero successo, popolari, e allora va bene.

Ultima notazione. Preferisco scrivere gratis, per diletto, passare nel totale anonimato, pubblicare i miei articoli che vengono pubblicati sulle testate nazionali, regionali e locali piuttosto che inseguire il consenso facendo ridere, con le belle battute, con lo stile tipico da social network.

Tanta firme nazionali, de La Stampa in particolare, su facebook e twitter non ci sono. Questione di stile. Magari hanno il blog sulla loro testata.

Da me raramente avete la battuta giusta, la provocazione per far discutere.

Preferisco essere impopolare, piuttosto che fare il comico.

Conta poi quello che esce sui media veri, quello che si pensa, la cifra assoluta. Non la risata grassa strappata, il battutismo.

Invece, c’è sempre il piacere di incontrare persone, di raccontarle, di confrontarsi, di ascoltarle e farsi ascoltare.

Non tutti apprezzano.

Di sicuro non uso le tecniche commerciali, le tecniche di comunicazioni tipicamente femminili.

Vendersi è un’arte, io non sarò mai capace.

Questo, ripeto, è un sito internet registrato in tribunale. Rispondiamo di tutti i contenuti, non è un semplice blog.

Soprattutto, ora ho apprezzato una nuova tecnica, condividere su twitter e facebook, pigliare il meglio di quanto pubblicano colleghi e amici.

La pluralità di idee e contributi mi piace.

Poi sono consapevole che un redattore o un opinionista puro è più seguito.

Qui, semplicemente, ci occupiamo di quanto proponiamo ai quotidiani e viene pubblicato o meno. Paolo Martocchia ha la passione, per il momento, di pubblicare, di occuparsi, di recuperare le segnalazioni che effettuo a livello nazionale, soprattutto.

Temi che mi spiace buttare e lui recupera con puntualità.

Ovviamente, massima libertà per chiunque, magari però come redazione decidiamo di evitare certi temi o preferiamo che chi interviene da noi sia in sintonia con il nostro pensiero in generale. Quindi niente sparate, provocazioni forti, iperboli, cose da censura, insomma.

I protagonisti non siamo noi, sono sempre gli altri. Sportivi, personaggi che abbiano qualcosa da dire, professionisti.

A me basta. Grazie, buona fine d’anno.

 

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