Il calcio del procuratore Vanni Puzzolo e di Vanni Zagnoli. “Presidente Tavecchio, stop ai ripescaggi”.

tavecchio

(v.zagn.) E’ arrivato il terzo fallimento in un decennio del Venezia, stavolta con un proprietario straniero, russo, neanche si iscrive la Reggina, 6 anni fa ancora in serie A, reduce dal decennio migliore della sua storia.

Un punto di penalizzazione è in arrivo per il Benevento, l’Ischia Isolaverde, la Paganese, il Pisa 1909, la Lupa Castelli Romani (ex Cisco e Lodigiani Roma), per il Martina Franca, il Savona e la Vigor Lamezia, quest’ultime due coinvolte nell’inchiesta sul calcioscommesse ‘Dirty Soccer’.
Non avevano invece presentato la domanda di iscrizione Barletta, Grosseto, Monza Brianza e Castiglione delle Stiviere.

In Lega Pro, dunque, sopravvivono 52 società. Per i ripescaggi i club di Serie D dovranno versare 500mila euro a fondo perduto: un altro ostacolo che mette in dubbio il raggiungimento delle 60 squadre previste dalla riforma, a pieno regime soltanto da un anno.

A mio avviso si può tranquillamente restare con tre gironi da 18 squadre, con due soli ripescaggi, in maniera assotigliare il professionismo nazionale.

Vanni Puzzolo

Condivido ampiamente questa analisi.  Dopo le cinque rinunce,  oggi sono ufficiali anche le mancate iscrizioni di Varese,  Venezia,  Real Vicenza  e Reggina.

Il Varese  squadra e società di grandi tradizioni,  solo tre anni fa aveva sfiorato la serie A con il duo Sean Sogliano-Sannino. Il Venezia sparisce dopo appena tre anni di gestione russa,  il Real Vicenza a due anni dalla nascita. Infine la Reggina,  forse la più blasonata va nei dilettanti  dopo anni e anni di serie A e serie B,  e con lei si eclissa anche loi storico presidente Lillo Foti.

Spiace dirlo,  ma è un segnale inequivocabile che questo tipo di professionismo non può reggere,  da procuratore dovrei essere per i ripescaggi,  per i posti di lavoro, per i giocatori che non rimangono a piedi,  ma questo che professionismo è?

L’ Aic di Damiano Tommasi si batterà per continuare ad avere posti di lavoro,  ma questa serie C scoppia,  dopo tre mesi le società non pagano gli stipendi,  inseriscono tutti contratti al minimo e si impegnano a pagare nero che non corrisponderanno mai.

E così  i calciatori non venendo pagati non pagheranno i loro agenti,  i contributi vengono pagati sempre in ritardo e comportano penalizzazioni che alterano il campionato.

Tavecchio ha l’occasione per mettere mano alla tanto auspicata e promessa riforma,  operi solo 4 ripescaggi e componga 3 gironi da 16 squadre, in prospettiva. Persino troppe, siamo seri. Perchè il professionismo vero non può essere questo: meglio meno squadre,  meno giocatori sbandati, professionisti solo a parole, ma di fatto precari del pallone,  ma serietà assoluta nel versare contributi ed emolumenti.

 

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