Il Chievo torna a vincere al Tardini dopo 12 anni e mezzo. Decide una bellissima punizione di Zukanovic che permette ai veneti di lasciare il terzultimo posto.

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Zukanovic viene festeggiato dai compagni dopo il gol

Parma-Chievo 0-1

GOL: 9′ st Zukanovic.

Parma (4-3-3): Mirante 6; Cassani 5,5 (14’ st Mauri 5,5), Santacroce 5,5, Lucarelli 5,5, Feddal 6; Nocerino 6, Mariga 5 (24’ st Belfodil 5,5), Galloppa 4,5; Varela 5,5, Palladino 5, Rodriguez 5,5. All.: Donadoni.

Chievo Verona (4-4-2): Bizzarri 6; Frey 6, Dainelli 6,5, Gamberini 6, Zukanovic 7; Schelotto 5,5, Radovanovic 6 (42’ st Birsa 5,5), Izco 6,5, Hetemaj 6; Paloschi 5 (1’ st Botta 5,5), Pellissier 5,5 (26’ st Meggiorini 6). All. Maran.

Arbitro: Rocchi di Firenze 6,5.

Note: espulso al 30′ Galloppa per somma di ammonizioni. Ammoniti: Feddal, Santacroce, Paloschi, Frey, Nocerino e Radovanovic. Angoli 3-3.

Recupero: pt 2’, st 3’. Spettatori: 10.270, di cui abbonati 9.580, per un incasso di euro 155.727.

di Vanni Zagnoli

Parma – Giampietro Manenti si presenta come presidente del Parma ma la squadra crociata va incontro alla 5^ sconfitta di fila, scivolando a 12 punti dalla salvezza, virtualmente a -14, perchè arriverà presto ne arriveranno 2 di penalizzazione. Il Chievo fa una partita inizialmente alla Corini, ovvero difensiva, con l’uomo in più dalla mezz’ora riparte di slancio e se l’aggiudica con la punizione di Zukanovic, legittimandola con una manovra armoniosa e mezza dozzina di occasioni create. L’inizio è crociato, come quasi sempre, rovescia l’inerzia l’espulsione di Galloppa. Il centrocampista romano trattiene Izco e poi irrompe su Hetemaj, sempre molto vitale. Feddal sfiora per due volte in vantaggio, in difesa invece fatica. Al 9’ della ripresa Mariga stende Radovanovic al limite e lì arriva la punizione capolavoro del bosniaco Ervin Zukanovic. Il ritmo resta elevato, lo spettacolo discreto, Josè Mauri, Varela e Belfodil reagiscono eppure è Mirante a salvare su Pellissier. Nel finale palo di Meggiorini, occasione sprecata da Botta e due da Birsa. Eppure risale a +2 sul Cagliari, dopo 3 sconfitte in sequenza.

Il Parma evidenzia i soliti problemi difensivi, i tifosi non ci credono più, espongono lo striscione: “Il nostro amore oltre la categoria. Portate i libri in tribunale e andate via”. Significativi i 600 spettatori paganti per 15mila euro d’incasso.

Numeri in sintonia con il potenziale dichiarato dalla Mapi group, ovvero 0 affari l’anno scorso, un passivo di 71mila euro e un capitale di 7500. Come farà a ripianare un debito fra i 78 e i 96 milioni, ovvero più grande di almeno 10mila volte?

“La mia azienda – osserva il nuovo presidente Giampietro Manenti – ha sede in Slovenia, all’estero è normale versare cifre così basse. Mapi ha tanti marchi, nel campo dell’energia, dell’alimentare e presto avrà anche un canale tv. Abbiamo partner in Ucraina, Polonia, Bulgaria e Turchia, vorrei portare giocatori polacchi e ristrutturare il settore giovanile”.

Lo scetticismo è alimentato dai tentativi a vuoto di comprare Brescia e Pro Vercelli. “I dirigenti piemontesi avevano preferito non vendere. Ubibanca mi aveva dichiarato solvibile, a differenza del gruppo pakistano di qualche mese fa, era stato l’ex presidente del Brescia Corioni a non volermi”.

Già a ottobre aveva tentato di acquistare il Parma dall’ex presidente Ghirardi, che però gli aveva impedito di vedere i conti.  “Adesso ho un piano di 5 anni, di ristrutturazione aziendale”.

I soldi per gli stipendi sono da versare entro lunedì per evitare ulteriori penalizzazioni.

L’ad Fiorenzo Alborghetti smentisce che il nuovo proprietario abbia pagato appena un euro. “L’ex presidente designato Doca intendeva solo dire che il gruppo albanese non ha guadagnato nulla dalla rivendita. Manenti non è matto a prendere una società a rischio di fallimento”.

Sulla sponda Chievo Maran invece spera nella salvezza e difende Pellissier dal nuovo coinvolgimento nel calcioscommesse “E’ sereno, sono cose vecchie”.

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