Il Gazzettino, atletica. Tamberi non è più solo sbruffoneria, è campione d’Europa indoor. A Glasgow vola ancora a 2,32, senza l’infortunio era da podio olimpico e mondiale. Lo show con l’asciugamano, gli schiaffoni sulle cosce. Il padre allenatore ha complicato la carriera di Alessia Trost, facendole cambiare tecnica e rincorsa

Gianmarco Tamberi (ilgazzettino.it)

Non siamo più abituati agli ori dell’atletica, fra olimpiadi e mondiali, e allora sia gloria a Gianmarco Tamberi. Gimbo vince il salto in alto, con 2,32, sarebbe bastato il 29, perchè il greco Baniotis e l’ucraino Protsenko avevano più errori, sulle misure precedenti. Il marchigiano è sempre re della leggera nazionale, aspettando la prima medaglia vera di Tortu, non è più soltanto comicità, con quella mezza barba fatta e l’istrionismo. Gimbo è tornato e senza l’infortunio al tendine prima delle olimpiadi era da prime piazze a Rio. Il mancato podio europeo di Berlino è riscattato dal titolo indoor, persino facile. Tamberi è allenato dal padre Marco, l’uomo che ridisegna la tecnica di Alessia Trost, fra enormi difficoltà a ritornare sopra i 2 metri.
Gimbo è il numero uno d’Europa, oggi varrebbe forse il podio mondiale oppure olimpico, è uno dei più amati d’Italia, per la simpatia e la disciplina, una delle più affascinanti dell’olimpismo. Il percorso è immacolato, per tre salti, poi un errore a 2,32, gli ultimi tentativi sono a 2,34 e a 2,36, a gara vinta. Tamberi è grande amico di Paltrinieri e in prospettiva raggiungerà i suoi vertici di popolarità.
A Glasgow, Emirates arena, si impone 29 mesi dopo il gravissimo infortunio di Montecarlo, era dagli Europei di Amsterdam 2016 che non saliva su un podio di rilievo, cerca l’appoggio del pubblico con l’asciugamano-kilt di nuovo indossato intorno alla vita, come nella qualificazione di venerdì.
Ritmo vertiginoso, la regola impone di saltare entro 30” da quando il giudice dà il via, il match dura poco più di un’ora. Risolve il 2,29 al primo salto, festeggia con il salto della morte e due tuffi sui sacconi.
I due rivali sbagliano entrambi il primo tentativo, passano direttamente a 2.32. gimbo fallisce la prima, non la seconda, Baniotis e Protsenko sbagliano tutto. Il greco è argento, l’ucraino bronzo. 
Gimbo sembrava andare alla guerra, con chignon e tricolore sulla spalla, carico come sempre. «Dopo due anni e mezzo impossibili tra lacrime e frustrazione, ora sento troppa emozione – racconta -. Finalmente ci siamo, si riparte da qui: sono tornato. E sapete che non mi accontento». Aizza la folla, si tira schiaffoni sulle cosce per riattivare la muscolatura. «Ora so quanto valgo – racconta in trance post-agonistica -, peccato mancassero avversari che mi stimolassero misure maggiori ma ora ho un sorriso che dice: goditi questo momento. Me lo merito. E’ una vittoria che dedico a tutta l’Italia, il Paese più bello del mondo. Questa maglia azzurra mi regala sempre un’energia pazzesca. Tra sette mesi ci sono i Mondiali e io voglio salire sempre più in alto».
Alla serata indimenticabile è mancato solo il podio di Claudio Stecchi quarto nell’asta con 5,65. L’ultimo titolo campione d’Europa era stato sei anni fa, Daniele Greco nel salto triplo a Göteborg 2013, ora 30enne e penalizzato da infortuni a raffica. Stasera tocca al salto in lungo, a Tania Vicenzino (6,68), mentre la vicentina Laura Strati non è passata (12., con 6,40), al pari di Sonia Malavisi nell’asta, nona, con 6,50. Sugli ostacoli, 60, semifinali per Lorenzo Perini e per Luminosa Boglioli. Dovevano essere gli Europei delle altiste a Nordest, la friulana Alessia Trost e la vicentina elena Vallortigara escono in qualificazione. Quinta sui 400 la modenese Lukudo, comunque eccellente, con 52”48. 
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

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