Il Gazzettino, Cagliari-Torino 0-0. Vincono le difese, meglio i granata, almeno nel secondo tempo. Barella è sempre bravo, il gioco di Maran non convince

Romagna con il turbante (immagini.quotidiano.net/lapresse)

I medici avevano sconsigliato a Walter Mazzarri di seguire il posticipo. Il tecnico del Torino aveva accusato un malore, sabato, non era stato bene già un’altra volta, al Napoli, senza tuttavia saltare partita. Avrebbe dovuto staccare il telefonino, per evitare emozioni forti, ecco, Cagliari-Torino ne ha offerte poche e allora il tecnico granata può riprendersi tranquillamente.
Il primo tempo è uno dei meno significativi dell’intero campionato, talmente tattico da azzerare le occasioni. Il Cagliari si fa vivo prima dell’intervallo con il tirocross di Barella, la palla accarezza la traversa dopo una deviazione di Djidji. Il vento e la pioggia penalizzano lo spettacolo, favorendo le difese. Si annoiano i 13mila spettatori, i dati ufficiali ne danno 15800, quasi 3mila abbonati, però, sono rimasti a casa per il maltempo e la gara di lunedì. In allenamento, il Cagliari aveva perso Castro, dopo un’ora si fa male anche l’azzurro Pavoletti, intanto Belotti impegna il portiere Cragno, in orbita nazionale, che si salva con un bagher pallavolistico. Il Toro migliora, Frustalupi leva Soriano per Zaza e Parigini per Ansaldi, sbilanciandosi per tentare di vincerla. Le parate di Cragno sono sulla conclusione dal limite di Iago Falque, sul sinistro di Zaza, servito da Parigini, e sul tiro da 25 metri, molto potente, di Belotti. Meglio il Toro, che raggiunge Atalanta e Fiorentina a 18 punti, ma per l’Europa league serve parecchio di più, mentre il Cagliari sale a +4 sulla zona retrocessione. Barella è sempre bello da vedere, meno il gioco di Maran, che al Chievo era più efficace, a parte l’ultimo girone, che portò all’esonero. Con Rastelli, il gioco dei rossoblù era fin troppo spregiudicato, adesso è prevedibile ma utile per la salvezza. Cerri in B era dominante, al ritorno in Sardegna incide poco. Anche al Torino serve maggiore birra, per raggiungere la settima piazza e il ritorno in Europa
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

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