Il Gazzettino, Europei di atletica. Filippo Tortu 5°: “Sono mancato a metà gara, è una delusione”

Filippo Tortu (Colombo/fidal.it)

Filippo Tortu tossisce, colpa dell’aria condizionata in aereo. «Però non c’entra un c. con il podio sfumato. Non ho corso male, eppure sono mancato da metà gara, è una delusione».

Il milanese di famiglia sarda è solo 5°, aveva vinto la sua semifinale, e uno dei favoriti, il francese Vicaut, accusa problemi muscolari nel riscaldamento, la tensione. Che si fa sentire anche sul nostro talento: per essere fra i primi due, avrebbe dovuto migliorare il 9’99, il record strappato a Pietro Mennea. Che 40 anni fa, ma a Praga, vinse, per ripetersi, sui 200, alle olimpiadi di Mosca. 

Filippo fa 10”08, poco: «Era importante vincere o prendere una medaglia: per questo sono molto arrabbiato. Ero rilassato, forse un po’ indurito sulle spalle dopo la partenza. E’ la vera batosta della mia carriera, negli ultimi metri vedendomi dietro ho mollato, sbagliando, perchè non si fa».

Si rifarà in staffetta, magari, ma non avrebbe dovuto rinunciare ai 200. Paga anche i due turni ravvicinati (aveva vinto la sua semifinale, in 10”12), non è abituato. A differenza dell’oro, Zharnel Hughes, 9”95 del britannico nato ad Anguilla, nei Caraibi, e allenato da Glen Mills, già forgiatore di Bolt, che qui trionfò nel 2009. Secondo Reece Prescod, a un centesimo, poi il turco Harvey, 10”01 e l’altro britannico Ujah.

Sui 100, l’Italia non sale sul podio da Atene 1982, con il romano Pierfrancesco Pavoni, Filippo si perde al primo terzo di gara, anzichè uscire alla Bolt si arena. A Berlino il nero Jesse Owens zittì il fuhrer, nel 1936, qui Tortu è comunque il primo dei bianchi. In cuffia ascolta Pensiero Stupendo, di Patty Pravo, per rilassarsi, ieri leggeva un libro di Francesco Cossiga e anche solo per questo è unico. L’anno prossimo punterà alla finale nel mondiale di Doha, ma sarà ancora più complicata.

In una delle tre semifinali, Jacobs è quarto in 10”28, a Savona con 10”08 era stato vicino a Tortu; più lontano Federico Cattaneo, 10”39.

Chiudono all’ultimo posto le loro semifinali Anna Bongiorni e Irene Siragusa, l’oro va alla britannica Asher-Smith in 10”85 fenomenale, argento per la tedesca Luckenkemper, sull’ex regina, l’olandese Schippers.

Fuori in semifinale sui 400 ostacoli Bencosme e Vergani.

In mattinata, Chiappinelli (miglior tempo) e Abdelwahed raggiungono la finale dei 3mila siepi, non Zoghlami; il vicentino Galvan avanza sui 400, in 45”48. Incredibile il 6° posto di Simone Cairoli nel decathlon dopo la prima giornata, mentre il favorito Mayer abbandona.

Eliminati nel disco Kirchler (60,42), Faloci (59,27) e Di Marco (57,49). Si fermano alle batterie degli 800 la padovana Yusneysi Santiusti (2’02”46) e la vicentina Elena Bellò (2’02”77), Linda Olivieri sui 400hs. Doppiette polacche nel peso (Haratyk e Bukoviecki) e nel martello (Nowicki e Fajdek).

Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

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