Il Gazzettino, Europei di atletica. Il ct Locatelli: “Ho il record di medaglie, a Spalato 1990 ne vincemmo 12, di cui 5 d’oro”

Federico Cattaneo (Colombo/fidal.it)

Gli Europei di Berlino sono iniziati ieri pomeriggio, con le qualificazioni.

Kevin Ojiaku ritrova in parte la forma di un anno e mezzo fa, quando al coperto arrivò oltre gli 8 metri, passa in finale del salto in lungo con 7,90, 4^ misura. 

Stasera, dalle 19,30, le semifinali dei 100, con l’attesissimo Filippo Tortu e Marcell Jacobs, fra i migliori 12 della stagione a livello europeo e iscritti di diritto. Li raggiunge Federico Cattaneo, 25 anni, con 10”39 in batteria, buona partenza ma poi si è arenato, comunque viene ripescato. «Speravo nei primi due posti – racconta -, peraltro superare il primo turno era già uno scoglio. Entrare in questo stadio è una scarica unica di emozioni: l’impresa storica di Jesse Owens, il rigore di Fabio Grosso nella finale mondiale è tutto bellissimo».

Sintetizza la magia della pista in cui il fenomenale americano azzeccò il poker di titoli olimpici, nel 1936, 100, 200, lungo e staffetta, come poi Carl Lewis.

Un pizzico di storia vorrebbe scriverla anche Tortu, da podio, nella gara regina dell’atletica. 

«La stagione – racconta – fin qui è stata bella, ma l’obiettivo è la finale europea. Da questa gara capirò se posso ritenermi soddisfatto di questa annata. Il britannico Hughes è il più forte in questo momento, spero di essere io la sorpresa, oppure Marcell (Jacobs)».

Dispiace che rinunci ai 200, sarebbe stato da finale anche sulla distanza doppia, ma si è programmato con grande oculatezza, assieme al padre Salvino, allenatore. «Dopo il 9”99 abbiamo scelto di non gareggiare più sui 100: è stata la cosa migliore, perché quella trasferta mi è costata dal punto di vista nervoso, era fondamentale ricaricare le batterie per arrivare qui al top. Sarà emozionante vedere l’Olympiastadion pieno, fa già effetto vuoto, trasmette sensazioni uniche».

Con Jacobs, Cattaneo e magari Howe, oppure Desalu, domenica gareggerà nella 4×100. «Credo tanto in questa staffetta, siamo un gruppo di amici».

Per l’Italia è l’Europeo della rinascita, con 91 atleti, solo a Monaco 2002 ne parteciparono di più, 95. «Da ct – sorride Elio Locatelli, 75 anni, richiamato un anno e mezzo fa nel ruolo -, ho il record di medaglie, a Spalato 1990 ne vincemmo 12, di cui 5 d’oro».

Due anni fa, l’Italia conquistò 2 ori, 2 argenti e 3 bronzi, già confermare i 7 podi sarebbe un buon risultato.

OGGI. Con dirette su Rai2, Raisport ed Eurosport, si assegnano i primi titoli. Alle 8,35 la 50 km di marcia, con Andra Agrusti, Michele Antonelli e De Luca, difficilmente da medaglie. De Luca ha 37 anni, è fra i veterani della spedizione, è stato bronzo ai mondiali a squadre a Roma, nel 2016, assieme ad Antonelli. Nella femminile c’è Mariavittoria Becchetti.

Alle 9,30 inizia il decathlon con Cairoli, poi le qualificazioni del disco, con Faloci e Kirchler. Nelle batterie dei 400 ostacoli, Linda Olivieri. Dalle 10,30, il vicentino Matteo Galvan, nelle batterie dei 400, poi le qualificazioni degli 800, con la vicentina Elena Bellò e la padovana Santiusti, destinata a passare. Nelle qualifiche del disco, Di Marco, poi il trio degli siepisti: Abdelwahed, Chiappinelli e Zoghlami.

Nel pomeriggio, alle 18,45 la finale del martello, quindi le semifinali dei 100 donne, con Bongiorni e Siragusa. Alle 19,45 le semifinali dei 400 ostacoli, con Vergani e Bencosme. Alle 20,20 si assegna l’oro dei 10mila con Yeman Crippa da prime posizioni e Lorenzo Dini. 

Vanni Zagnoli

(v.z.) Sui 100, avanzano Anna Bongiorni (11”53) e Irene Siragusa (11”61), con gli ultimi tempi di recupero. Stessa cosa per José Bencosme nei 400 hs, in 50”80. Nel martello, Marco Lingua è 13° e primo degli esclusi: 73,07, dopo due nulli, mentre Simone Falloni è 21°. Nel peso, fuori Leonardo Fabbri, in 18,04, nella qualificazione disputata all’esterno dello stadio. Giovedì mattina toccherà a Daisy Osakue, nel disco.

Da “Il Gazzettino”

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