Il Gazzettino, Federico Bernardeschi: “Siamo giovani ma pieni di talenti, creiamo tanto, è già molto. Vorrei essere tuttocampista come De Bruyne. La squalifica di Ronaldo sarebbe folle”

Federico Bernardeschi (corriere.it)

Tuttocampista, alla De Bruyne, il belga del Manchester City che fece uscire il Brasile dal mondiale. «Mi piacerebbe un sacco».
Federico Bernardeschi punta a prendersi tutto, dopo aver conquistato maggiore spazio nella Juventus ed essere stato artefice con Cristiano Ronaldo della rimonta in Champions sull’Atletico Madrid. In nazionale, a 24 anni è nel pieno della maturità eppure ha disputato solo due gare intere.
«Spero di diventare leader – racconta -, è il mio sogno anche se qui ce ne sono tanti, di potenziali: contiamo sulle personalità di Chiellini, Bonucci, Sirigu, spero anche sulla mia. Siamo giovani ma pieni di talenti e come la Juve l’Italia deve avere consapevolezza della propria forza. Dobbiamo crescere senza essere giudicati».
L’ex viola vede Ronaldo sereno: «Sarebbe folle una squalifica per l’esultanza con l’Atletico, è stato un gesto». Osceno, peraltro. «Ronaldo è un fuoriclasse assoluto, un campione, l’ha dimostrato in Inghilterra, in Spagna e adesso qui. Trasmette carisma: quotidianamente, se riesci a essere distaccato, da lui impari davvero tanto».
Alla seconda stagione in bianconero, Bernardeschi ha quasi eguagliato il minutaggio della scorsa. «Nella partita di Champions di una settimana fa, abbiamo dato tutto, scrivendo un pezzo di storia. La fiducia di Allegri mi ha fatto piacere, non è scontata. Ho lavorato molto sulla testa, sono più consapevole: mentalità e abnegazione al lavoro sono fondamentali».
Fa l’esterno offensivo, ma il tecnico bianconero l’aveva impiegato anche nel centrocampo a due. «Mi piacerebbe giocare tuttocampista, nella Juve come in nazionale, ma sono pronto anche da mezzala. Ero rimasto fermo due mesi per infortunio, è normale non essere al massimo, questo è un momento di partenza, per me».
Nonostante la prima sconfitta in campionato, con il Genoa, che anche all’andata bloccò la squadra destinata all’8° scudetto di fila. «Perdere non fa mai bene ma, se proprio dovevamo, l’occasione di domenica era giusta».
L’obiettivo è Euro 2020, in un girone alla portata, che l’Italia dovrebbe vincere, mentre Bosnia e Grecia sono in lizza per l’altro posto. Si comincia sabato, a Udine con la Finlandia, poi martedì a Parma, con il Liechtenstein: «Sono gare da vincere, la pressione fa parte del gioco. Lavoriamo per segnare di più, concretizzando quanto creiamo. Nelle ultime 4 partite siamo progrediti molto, nel gioco, divertendoci. Manca un po’ di esperienza». E anche i gol. «Creiamo tanto e segniamo poco, alla fine il gioco ti ripaga».
A Coverciano si è leggermente infortunato agli addominali Chiesa, che ha problemi anche agli adduttori: a Firenze ha raccolto l’eredità di Bernardeschi e sarà uomo mercato, valutato 70-80 milioni. «Decida sempre con la sua testa – è il consiglio dello juventino – scegliendo quanto più vuole, nessuno può permettersi di entrare nel suo privato e dirgli dove andare. Nessuno ha mai deciso per me».
In 5-6 faranno l’Europeo con l’under 21, a giugno. «Fa piacere a noi e a loro. Emergono giovani, è un grande risultato per i club e per i ct».
Nell’under 21, a Roma, ritorna Alex Meret, che complici gli infortuni si alterna con Ospina, nel Napoli. «Sono onorato di far parte di nuovo del gruppo azzurro – spiega il portiere friulano -. Vengo da un periodo non facile, ma ora sto bene. Trovo continuità nel club, voglio dare il mio contributo anche a Di Biagio». Che ha pure Audero, ex Venezia, e l’altro friulano Scuffet. «Li conosco dalle giovanili, non c’è mai stata rivalità fra noi. E la scuola italiana dei portieri è da sempre di altissimo livello». L’obiettivo degli azzurrini è la finale europea. «A Udine, la città dove sono nato e cresciuto. Sarebbe un sogno esserci».
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

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