Il Gazzettino, i De Agostini, Gigi e Michele: “Ho la stessa corsa di papà”

Luigi de Agostini (juventus.com)

Servirebbero ore per visitare la casa dei De Agostini, con quella stanza museo, dove abita Gigi. Il Gazzettino ha questo privilegio, in presenza anche di Michele. Sono i mesi del Friuli, inteso anche come stadio, con il Pordenone al debutto in serie B, dopo 98 anni di storia. Nell’impianto dell’Udinese, dove la Spagna il mese scorso si è aggiudicata l’Europeo under 21. Stasera, dalle 21, su Dazn, c’è il Frosinone di un campione del mondo, Alessandro Nesta, nel 2006.
Tricesimo non è lontana e lì Gigi custodisce i ricordi di quella grande carriera, dall’Udinese al Catanzaro, dalla Juve a Verona, passando per la nazionale: «L’Europeo dell’88, con la semifinale, e il quarto posto alle olimpiadi di Seul. Il terzo a Italia ’90, da titolare, a sorpresa». L’eredità di Platini, alla Juve, stritolò un bassanese, Marino Magrin. «Non me, perchè non ero un trequartista, dunque il numero 10 non pesava».
Il confronto non schiaccia Michele, 36 anni fra due mesi, viso allungato, persino più magro del padre, vagamente ingobbito, mancino anche difensivo, naturalmente portato a folleggiare in fascia. «In serie B – racconta – debuttai alla Triestina, 4 partite nel 2005-06. Non era ancora in plancia la famiglia Fantinel, che papà Gigi ebbe alla Reggiana, ma Flaviano Tonellotto. Non fu una buona stagione. Di lì comincia il mio giro in serie C1, a Busto Arsizio con la Pro Patria, e poi 6 a Prato, con la famiglia Toccafondi, la più longeva proprietà del calcio italiano, dopo i Gabrielli a Cittadella. Sette stagioni e poi il passaggio al sud, all’Ischia, il rientro a Prato e nel 2015-16 il passaggio ai ramarri».
A quasi 32 anni. «Il meglio deve ancora venire», per dirla al libro di Mazzarri. Così deve avere pensato Michele, vicino alla B con Bruno Tedino in panchina, ex collaboratore della pagina di Treviso de Il Gazzettino. «Perdemmo la semifinale playoff ai rigori, con il Parma, ma l’arbitro ci penalizzò, sugli episodi chiave. Nella scorsa stagione abbiamo comandato, grazie a Tesser».
Emozioni straordinarie, nella città del Noncello, peccato soltanto per lo stadio. «Ma sapremo farci valere anche a Udine».
Intanto ci spostiamo, per casa di papà Gigi, felice di mostrare le casacche del figlio: «La rossa della Triestina, invernale, numero 21 – indicano in coro -. L’azzurro delle universiadi, argento nel 2007, a Bangkok, con Giorgio Veneri in panchina. Fra i neroverdi, di recente, Filippo Florio ha giocato le universiadi di Napoli, arrivando terzo, ai rigori». C’è il legnetto di Italia ’90, punto più alto nella parabola di Luigi. «Ho la sua stessa corsa – conferma Michele -, ma apprezzo tanto anche Chiellini, per la determinazione. A Tricesimo facevo l’attaccante e fra i dilettanti segnavo tanto. Cercherò di farlo anche in B, papà era molto prolifico: rigori, punizioni, botte da lontano. Qualche gol di destro l’ho fatto».
I De Agostini pensano alla scuola calcio, Gigi aveva giocato in prima categoria, a 40 anni, e in promozione a 42 anni. «A Savorgnano ci sarà presto un bel campo». Il Pordenone si allena vicino al centro della città, lì ieri ha preparato la sfida ai giallazzurri, neoretrocessi. «Contiamo di salvarci, anche grazie al blocco promozione», auspica Michele». «Che – conclude il padre -. Meritava almeno la serie B già 10 anni fa e 2-3 volte la sfiorò: alla Nocerina, all’Empoli». Da un anno e mezzo ho un procuratore, Matteo Roggi, figlio di Moreno, ex mancino della Fiorentina. «Un peccato non averlo conosciuto prima». I De Agostini hanno sempre fatto da soli, senza procuratore. Gente vera, friulani.
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

Related Posts

Leave a reply