Il Gazzettino. L’estate del Torino ai preliminari di Europa league. Cairo: “Crediamo molto nella programmazione. Mantenere l’intera rosa è fondamentale”

Urbano Cairo (business.it)

E’ l’estate del Torino, in coppa per la seconda volta in 24 anni, stavolta ai preliminari di Europa league. Passato il primo turno con un complessivo 7-1 agli ungheresi del Debrecen, domani riceve lo Shakhtyor Soligorsk, fresco vincitore della coppa di Bielorussia.
Urbano Cairo, che avversaria è?
«Non va sottovalutata e ha iniziato la stagione molto prima di noi», risponde il presidente, in Lega.
A fine luglio avete riempito lo stadio Moccagatta…
«Per me è stata una grande serata, da alessandrino, di origine, avevamo aggiunto 2mila seggiolini. Certo preferisco che i nostri tifosi siano nel nostro impianto, come questa settimana. L’abbiamo sistemato per l’Europa, siamo ripartiti in fretta e furia, a fine giugno è arrivata la rinuncia del Milan».
Con Ventura, 4 anni fa, arrivaste agli ottavi, in questa seconda manifestazione europea. Ora l’obiettivo sono i quarti?
«Cerchiamo di migliorarci, è dura anche solo arrivare alla fase a gruppi, considerando preparazione e caldo. Ci sarà un ulteriore turno, questo mese».
Solo Orfeo Pianelli, il presidente dello scudetto, è più longevo di lei, alla guida dei granata. Fu proprietario per 19 stagioni, sino all’82, Cairo eguaglia Ferruccio Novo, in sella per 14 sino al ’53.
«Sono grandi accostamenti, mi auguro di battere i loro primati. Il mondo è cambiato, in questi 40 anni e ci riflettevo a maggio, per il settantennale della tragedia di Superga. Il Grande Toro non cambiava mai, confermava tutti i migliori e innestava ogni tanto qualcuno. Lì ho pensato di trattenere tutti».
I tifosi aspettano la prima finale della sua èra, anche solo in coppa Italia.
«Si deve sognare, sempre, senza dichiararlo. E la concorrenza è notevole, in ogni competizione».
Perchè il mercato non è stato eclatante?
«Abbiamo pensato di trattenere più giocatori possibili, i sacrifici economici riguardano l’allungamento dei contratti, crediamo molto nella programmazione, tantopiù con Walter Mazzarri. Mantenere l’intera rosa è fondamentale, con un anno di esperienza in più migliorerà e qualcosa potremmo fare, prima della fine del mercato, magari in avanti. Ho rifiutato tantissime offerte, almeno 11, anche importanti».
Nel ’76, il Torino si aggiudicò l’unico scudetto, dopo Superga. Dal 2002, vincono solo la Juve (ora 8 di fila), l’Inter (5 in sequenza) e Milan (2). Il monopolio è spezzabile?
«Anche lì è molto dura, anche solo per questioni di budget, troppo differenti».
Chi è la favorita per lo scudetto?
«Naturalmente la Juve, poi il Napoli. Anche l’Inter ha carte da giocare, con un grande allenatore e una difesa granitica».
Nel ’92, con l’Ipifim di Gianmauro Borsano, il Torino fu terzo, nell’85 secondo, dietro al Verona. Traguardi irripetibili?
«Noi pensiamo a migliorare, anno per anno. Già con Ventura eravamo stati settimi, qualificandoci per l’Europa, l’obiettivo è assestarci in Europa. Siamo partiti per primi, il 4 luglio, bisognerà reggere sino a maggio. Un passo alla volta».
Il ds Gianluca Petrachi è andato alla Roma, l’addio è stato tumultuoso. Vi siete chiariti?
«E’ la storia, non è più di attualità».
Come immagina i derby?
«Il 3 novembre sarà in casa nostra, il 5 aprile il ritorno. Saremo prontissimi».
Come nel ’77, quando la Juve vinse lo scudetto per un solo punto.
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

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