Il Giornale di Sicilia. E’ agrigentino il vice allenatore della Germania under 21: Tony Di Salvo, mamma di Paternò. Il ct Kuntz: “E’ prezioso perchè non dice solo di sì”

Antonio di Salvo durante la finale dell’europeo Under 21 (TF-Images via Getty Images)

Vanni Zagnoli

Udine

Per il calcio siciliano, è la storia dell’anno. Un agrigentino, di Palma di Montechiaro, con madre catanese, di Paternò, è il vice allenatore della Germania under 21, vicecampione d’Europa, con la finale persa domenica sera allo stadio Friuli. Due a uno, dopo l’1-0 di due anni fa. 

Tony Di Salvo è un ex attaccante, emigrato da una vita in Germania. In genere ci studiamo i nomi di tutte le squadre, fu a Reggio Emilia che ci accorgemmo di questo siculo, grazie peraltro alla segnalazione di Luca De Capitani, la voce della Rai, per l’under 21. L’intervista fu articolata, all’uscita del Mapei stadium, l’abbiamo rivisto a Bologna, dopo il 4-2 alla Romania, che peraltro forse meritava i tempi supplementari, e quella sera abbiamo chiesto di lui a diversi suoi giocatori. “E’ un bel professionista – argomenta Amiri, a segno anche domenica, solo però a 2’ dalla fine -, utile nei movimenti offensivi”. “Anche a me ha insegnato parecchio”, aggiunge Gian Luka Waldschimdt, capocannoniere con 7 reti, come solo lo svedese Berg. 

Tony resta, dunque, come Stefan Kuntz, l’ex attaccante ct da tre stagioni. “Giocheremo le olimpiadi, naturalmente per vincerle”. Stessa cosa la Spagna, per la verità, e in effetti saranno le favorite, assieme alle sudamericane. Il contributo di Di Salvo non è banale. “Non è uno yesman – ci risponde Kuntz -, non si limita ad annuire per fare contento me, ct, la crescita è fatta anche di discordia, il confronto è fondamentale e per questo resterà”.

Di Salvo, 40 anni, è l’unico italiano extra azzurri della manifestazione, rimane ad alto livello, potrebbe valere magari una serie C, in Italia, eppure è felice in Germania, la sua patria, da tanto.

“Sono cresciuto nelle giovanili del Bad Lippspringe, in Renania . ricorda – e dai 12 anni al Paderborn 07, nella stessa regione settentrionale della Vestfalia, che la prossima stagione sarà in Bundesliga. Nel 2000 il passaggio al Bayern Monaco, a 21 anni, con 6 partite: era nella rosa che vinse lo scudetto, dopo la coppa di Germania, la Champions e la coppa Intercontinentale. Quindi 16 gol in 30 gare nella seconda squadra bavarese. Poi 5 stagioni all’Hansa Rostock, nella ex Germania est, con 20 reti, 11 nel biennio al Monaco 1860 e la chiusura in Austria, a 31 anni, in Stiria, al Kapfenberger”. 

Nel 2011 iniziò la carriera di tecnico, nell’under 17 del Bayern, prima di entrare nelle nazionali. “E’ proprio adatto a lavorare con i giovani”, sottolinea Kuntz, 57 anni e 7 squadre in carriera, da calciatore, più 5 da tecnico. Nel 2014, Di Salvo era il vice dell’under 17.

“Devo molto – racconta – a papà Luigi, 66 anni, che lavorava in una fabbrica di tubi, in Germania, e a mamma Rosaria, 60enne, che cuciva e ora lavora in ospedale. Sono qua con me anche la sorella Tania, 37 anni, e il fratello minore Vincenzo, 32, entrambi si occupano di marketing. In Sicilia abbiamo ancora i nonni, gli zii e i cugini”.

Dalla Germania Antonio segue un po’ il calcio isolano. “Mi spiace che il Palermo sia finito in serie D, dovevano salire in A, si ripetono i problemi, sicuramente la doppia retrocessione non è una bella notizia per la mia regione. Anni fa erano nel massimo campionato anche Catania e Messina, adesso non c’è più nessuno, spero tanto che i club ritrovino la via per emergere. Ho perso le tracce dell’Akragas”.

Di Salvo rientra spesso in Sicilia. “La scorsa estate per 3 settimane, a visitare i parenti: a Paternò da mia nonna materna, a Palma di Montechiaro a casa di papà, abbiamo trascorso anche due settimane a Taormina”.

Dalla Germania segue serie A e B, non la C. “So che il Trapani è risalito al secondo tentativo, in B, ma non sapevo avesse problemi societari, nè conosco mister Vincenzo Italiano, che imparo da voi essere nato in Germania”.

Di Salvo è l’unico siciliano tecnico professionista all’estero. “Non conosco nessuno, se non Domenico Tedesco, ex Schalke 04, ma calabrese”. E’ sposato con Kerstil, tedesca, e hanno due figli, Letizia di 13 anni, Elia di 10.

“Non ho mai giocato sull’isola, ma a metà dello scorso decennio parlai con il Messina, quando era in serie A, poi scelsi di rimanere in Germania, non abbiamo concluso. Dialogai con il ds, tramite un amico procuratore, scesi al Sanfilippo a seguire una partita. Ora rimango in Germania a preparare l’olimpiade”. Per vincerla.

vzagn

Da “Il Giornale di Sicilia”

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