Il Giornale. Il Bologna di Joe&Joey, dai brividi ai proclami. Personaggi e interpreti della promozione: Delio Rossi, Finucci e Corvino; Saputo e Tacopina, Diego Lopez e Guaraldi; Morandi, Cremonini, Carboni, Mingardi e Lucio da lassù.

Joe Tacopina and Joey Saputo
Joe Tacopina and Joey Saputo

Di Vanni Zagnoli

Bologna

Per avere l’uomo più ricco del calcio italiano, il Bologna ha decisamente fatto troppa fatica per tornare subito in serie A. Negli anni Trenta, quando vinse 4 scudetti, la squadra faceva tremare il mondo, nei playoff ha tremato con l’Avellino e nelle due gare con il Pescara, resistendo a fatica. In tribuna, ma lontani, c’erano i due azionisti principali, il canadese Joey Saputo e l’avvocato Joe Tacopina. Normale, perchè fra loro da tempo c’è il gelo. L’uomo forte è Saputo, assieme al padre Lino, siciliano di Montelepre, è 313° al mondo quanto a patrimonio. Tacopina ci mette il nome e il gel sui capelli nerissimi, nelle pause tra processi di prestigio (Meredith Kercher) e affari con l’America. Accanto, allo stadio, ha sempre la segretaria.

Mr Joe voleva comprare il Bologna già nello scorso decennio, non ha però abbastanza soldi e vuole persino comandare, di qui gli scontri con Joey. Tacopina segue la partita con trasporto, il calcio lo prende al punto che era entrato nella Roma, vicepresidente con Dibenedetto. Al Bologna ha chiamato Delio Rossi due mesi fa, appena in tempo per consentirgli di migliorare la squadra, specializzata in 0-0 casalinghi con Diego Lopez. Delio a Bologna può ridare spettacolo. E’ meno zemaniano, attacca con maggiore raziocinio ma i rischi difensivi restano, come evidenziato dalle traverse allo scadere colte da Avellino e Pescara.

Alcune paure le ha cancellate Gianluca Sansone, lucano come Zaza e pure passato dal Sassuolo, ma non parente del “tedesco” Nicola. Venne valorizzato da Pea, in B, alla Sampdoria viaggiava da 6+ in pagella, ad Avellino e martedì sera ha segnato con il suo sinistro effettato e potente. In serie A merita di essere titolare, non è scontato perché l’ambizione di Saputo è di raggiungere la Champions league, in 4 stagioni. Per questo a novembre aveva incontrato Roberto Mancini in un albergo di Firenze: gli propose un quinquennale da manager all’inglese, all’epoca però l’uruguagio Lopez viaggiava discretamente e il Mancio in fondo non era convinto di uscire dal calcio che conta per tornare alle origini, ai suoi gol in A a 16 anni, nell’81. Nella notte ha twittato felicità, come i tifosi vip petroniani: il presidente onorario Gianni Morandi e l’onnipresente Alberto Tomba, Cesare Cremonini e Luca Carboni, Andrea Mingardi e, da lassù, forse, Lucio Dalla. Il sindaco Merola dà il via libera per il restyling dello stadio, ci sono gli ingredienti perché il Bologna torni leader di una regione trainante del calcio italiano. Perché l’Emilia ha 3 squadre in A, come Lombardia e Lazio.

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