Il Giornale. La prima del Carpi a Modena, in serie A: tremila abbonati sui 21mila di capienza e Paolo Belli allo stadio Braglia. Alcuni giovani appaiono acerbi per essere titolari.

Fabrizio Castori portato in trionfo dai biancorossi, per la promozione. Ma alcuni artefici partono dalla panchina
Fabrizio Castori portato in trionfo dai biancorossi, per la promozione. Ma alcuni artefici partono dalla panchina

L’integralità della vigilia di Carpi-Inter, per Il Giornale. Con il grazie a Elia Pagnoni.

Vanni Zagnoli
Modena
E’ la prima interna del Carpi in serie A, ma il 5-2 di Genova smorza un pizzico di entusiasmo. E magari alimenta i dubbi di Borriello e Amauri, centravanti ai margini del grande calcio che tuttavia non gradiscono la destinazione emiliana e preferiscono restare in panchina, al Genoa e al Torino.
Stasera allo stadio Braglia c’è l’Inter, in questo mese di casa in zona, dall’amichevole (positiva) di Parma con l’Athletic Bilbao al triangolare Tim di Reggio, con la doppia sconfitta. L’impianto intitolato all’ex campione di ginnastica rivede il grande calcio 11 anni dopo la retrocessione del Modena in B e a 3 dal terremoto. Sembrava la prima scelta del Sassuolo, due stagioni fa, ma poi il patron Squinzi preferì acquistare il Mapei nella vicina Reggio. Il Cabassi non è a norma per la A, dunque il Carpi ha scelto di restare nella sua provincia, anzichè emigrare a Parma e Bologna, nonostante l’ostilità degli ultras modenesi, al di là della categoria quasi sempre superiore frequentata dai canarini rispetto ai biancorossi. Il tifo di stasera sarà dunque in equilibrio, fra interisti in trasferta, emiliani sostenitori nerazzurri e ultrà modenesi che almeno alla prima partita intoneranno cori contro. Ci sarà Paolo Belli, showman juventino quasi sempre presente nella cavalcata della squadra di Castori verso la serie A, potrebbe affacciarsi anche il campione mondiale di nuoto Gregorio Paltrinieri, rientrato a Carpi dalla Russia. Gli abbonati sono appena 3mila, sui 21mila della capienza, non ci sarà l’esaurito anche perchè la stessa Inter in Emilia non fa più il pienone. Il primo anno di serie A biancorossa costa 13 milioni ai tre soci, Bonacini e Marani (proprietari di Gaudì) e Caliumi (Madrilena, presidente): 700mila euro arrivato da Azimut investimenti, lo sponsor meno munifico del campionato. Il ds Sean Sogliano piaceva al Milan per il dopo Braida, è arrivato da Verona con la benedizione del presidente Setti, già socio del Carpi.
Sul campo, manca Mbakogu, il bomber della promozione che aveva stuzzicato il Borussia Dortmund, e allora c’è Wilczek, capocannoniere in Polonia. Appaiono fragili i 23enni Bubnjic, difensore croato, e Fedele, centrocampista svizzero debuttante, e pure l’ex Wallace, brasiliano in fascia. Sei artefici della promozione aspettano in panchina, mentre il capitano Porcari è stato ceduto in B, al Bari. Esordiente in A a 61 anni, Castori schiera un 3-5-1-1: “L’Inter ha una corazzata, gente di qualità, dobbiamo aggredirli e ripartire. Voglio la squadra che conosco”.
Carpi diem, insomma.
L’Inter è senza Icardi, Palacio affianca Jovetic e Guarin è favorito su Hernanes come trequartista. ”Per vincere – sostiene Mancini – dobbiamo giocare al 200%, voglio una gara straordinaria. In Italia c’è troppa pressione, anche nelle amichevoli. Eder? Mi sembra una trattativa difficile. Come per Felipe Melo, uomo di esperienza che può aiutarci in mezzo al campo”. Per non restare in mezzo al guado.

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