Il Giornale, mondiali di calcio femminile. Il 2-1 all’Australia. Bonansea, sorella d’Italia fa innamorare delle azzurre. Le emozioni dell’esordio, 20 anni dopo, la ct filosofa. I movimenti di Bonansea da maschile

Barbara Bonansea (ilgiornale.it/Getty images)

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Vanni Zagnoli

“Bonansea, Bonanseaaa”. C’è il marchio di BB, Barbara Bonansea, sul 2-1 dell’Italia sull’Australia, al ritorno ai mondiali di calcio femminile dopo 20 anni. La torinese è una delle 8 juventine che vincono quasi tutto da un biennio e chissà per quanto domineranno, era stata la miglior giocatrice italiana nel concorso dell’assocalciatori, nel 2016. Come quasi tutte le calciatrici, ha i capelli lunghi, li raccoglie con un cerchietto rosso, è il simbolo del nostro calcio, bellezza ed energia, la più intrigante è Martina Rosucci, in panchina solo perchè reduce da un infortunio grave.

Il 2-1 sulle oceaniche è quasi garanzia di qualificazione agli ottavi, passano le prime due di ogni girone più le migliori 4 terze, fa sognare almeno il quarto di finale, se non la prima semifinale. L’Italia si innamora di queste ragazze filiformi, maglia fuori dai pantaloncini e testa alta, bella postura. Le abbiamo incontrate nelle amichevoli a Reggio Emilia e Ferrara, negli ultimi anni, alla coppa Italia di Parma, vinta dalla Juve sulla Fiorentina, allo stadio Mirabello e al Ricci di Sassuolo, e hanno tutti gli ingredienti per il successo. Il fascino, appunto, ma guai a chiederglielo, perchè soprattutto Rosucci si risente, mancava solo la tv a consacrarle, ovvero Sky e Raisport, che vanta Regina Baresi, l’affascinante figlia di Beppe, il fratello maggiore di Franco, azzurro a Euro ’80. Ci sono discipline come la pallamano e tutti gli hockey che mai avranno quest’opportunità, nonostante le rotelle abbiano portato campionati del mondo, adesso l’Italia adotta le azzurrissime, generose e convincenti. E’ tutto merito di Milena Bertolini, la ct che era stopper e stoppa le nostre chiacchierate fiume in zona mista, persino con il suo vice, Attilio Sorbi, ex Roma. Milena si è aggiudicata tre scudetti, è tattica e fairplay, applicazione e serietà. Non era sempre titolare nella Reggiana Zambelli che vinse molto, un quarto di secolo fa, in staff ha proprio alcune di quelle granata. E’ cultura e personaggio tv, fa buone letture e in fondo molte nazionali hanno libri in borsa. 

Al mondiale femminile c’è il Var, a metà primo tempo conferma il rigore per il fallo di Sara Gama su Kerr, fra le migliori al mondo. “Ho commesso una stupidaggine”, riconosce la capitana e simbolo, giuliana di padre congolese. La traversa ferma la punizione di Van Egmond, le gialloverdi mancano il raddoppio con Logarzo, di testa. Nella ripresa Sara Bartoli per Aurora (“Iaia voglio essere chiamata”) Galli rivitalizza l’azzurro. Pareggia all’11’ Bonansea, in fuga da quasi metà campo su errore difensivo. 

Ci starebbe un rigore per l’Italia, mano di De Vanna, sull’1-1, il Var non fa cambiare idea all’arbitra (?). Le australiane non trasformano due occasioni, mentre il vantaggio di Daniela Sabatino, milanista, è in fuorigioco. Al 95’ 

alla fine del recupero la punizione da destra di Valentina Cernoia, 33 anni, Bonansea dà una spintina leggera alla difensora (?) e deposita la doppietta. 

Venerdì, a Reims, sempre in Francia c’è la sfida alla Giamaica, cenerentola, battuta 3-0 dal Brasile. Le carioca, gli Stati Uniti e la Germania sono tra le favorite, per la quarta moneta chissà. Di certo Bertolini ha il pragmatismo di Lippi e Capello, di Allegri e Conte.

Da “Il Giornale”

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