Il Giornale. Piacenza, due albanesi falciati all’uscita dell’Altro Village. La guidatrice era ubriaca e le avevano già ritirato la patente. La passeggera è fuggita prima dei soccorsi, il buio è la causa della doppia morte. Il racconto della nostra serata nel locale più in del Trebbia, verso il paese di Bersani

(ilpiacenza.it)

http://www.ilgiornale.it/news/politica/due-travolti-e-uccisi-fuori-discoteca-arrestata-trentenne-1719126.html

Vanni Zagnoli

Piacenza. Erano stati a L’Altro Village, a Piacenza, come noi la notte della mancata serie B dei biancorossi, nel calcio, a inizio mese. Ergi Skenderi e Xhulio Kaya erano due amici di 20 e 22 anni, avevano appena trascorso insieme una serata allegra e spensierata in discoteca. Con tanti altri della loro compagnia, gli albanesi avevano ballato e scherzato sino a tardi, in quel locale che in riva al Trebbia è molto di moda. E’ partner del Piacenza calcio o forse anche comproprietario, per questo l’avevamo visitato: per caricare il computer, avevamo visto per caso l’industriale Luciano Arici, bresciano, proprietario dell’Ipr (freni) e il suo barman capo ci aveva pregato di non riprendere nessuno, comunque avevamo già fatto e poi intervistato a lungo uno dei buttafuori. All’uscita del Village, alle 4, i giovani d’oltre Adriatico sono falciati da una Renault Twingo, schizzata a gran velocità, sulla statale 45, e perdono la vita all’istante. Alla guida dell’auto, distrutta, c’è una donna di 30 anni, arrestata per omicidio stradale plurimo: ha un tasso alcolemico di 2,44 grammi per litro, quasi cinque volte superiore al limite di 0,5 e in passato ebbe problemi per guida in stato di ebbrezza, al punto che di recente le venne ritirata la patente; andrà ai domiciliari in attesa della convalida, davanti al gip di Piacenza. Nelle prossime ore la procura affiderà l’autopsia sulle salme. Grazie anche ad alcune testimonianze, la stradale ha ricostruito la dinamica, la Twingo viaggia verso Bobbio, verso le terre dove abita ancora l’ex leader del Pd Pierluigi Bersani. Davanti all’ingresso della discoteca travolge i due che probabilmente raggiungevano la loro vettura posteggiata lì vicino. Magari non sono stati fortunati quanto noi che, in quanto giornalisti, grazie al parcheggiatore montenegrino, intervistato, avevamo sistemato nei pressi dell’ingresso la nostra vettura-ufficio, accanto alle supercar dei vip. Non è chiaro se attraversassero o percorressero la strada sul ciglio, quel tratto è completamente buio e privo di attraversamenti pedonali, nonostante gravi incidenti si fossero già verificati. L’impatto fa volare i ragazzi a decine di metri, la Twingo rossa è sfasciata sull’anteriore, termina a oltre cento metri, nel mezzo di un campo coltivato, dove la scientifica svolge i rilievi. Le indagini devono chiarire chi accompagnasse la guidatrice, perchè un’altra persona secondo testimoni è fuggita prima dei soccorsi. Tanti gli amici delle vittime accorsi appena si sono accorti della tragedia, usciti dal locale insieme a numerosi avventori: alcuni hanno accusato malori, uno è portato al pronto soccorso. Dove la pluriomicida resta piantonata, in stato di choc e con prognosi di 20 giorni. Al momento del sinistro i lampioni al margine della carreggiata erano spenti, ora il sindaco Patrizia Barbieri li farà tenere accesi. Quella strada è abbastanza larga, invita alla velocità, anche da sobri, figurarsi per chi, come la 30enne, aveva bevuto. Rimane una strage del sabato sera, ma adesso avvengono anche il venerdì e la domenica e anche il mercoledì, le sere dello sballo. Anche in città, non solo in riviera, non solo in Romagna.

Da “Il Giornale”

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