Il Giornale. Pugile italiano ucciso da un ko. Il fratello: «Morto da campione»

Christian Daghio (ilrestodelcarlino.it)

http://www.ilgiornale.it/news/politica/pugile-italiano-ucciso-ko-fratello-morto-campione-1596683.html

Vanni Zagnoli

Modena

Si continua a morire di boxe. La storia della noble art è infarcita di lutti, al punto che la stampa cattolica da sempre si batte perchè non si combatta più. Bisognerebbe almeno proibire i combattimenti in tarda età, perchè questa tragedia forse è anche figlia dei 49 anni della vittima.

Venerdì si è spento all’ospedale di Bangkok Cristian Daghio, fra i primattori mondiali del thaiboxe. “È morto come voleva – racconta il fratello Fabrizio, suo preparatore e già allenatore di calcio -. Non ho rimpianti perché lui era fatto così, avrebbe voluto combattere sino a 80 anni. Il ring era la sua vita, è morto da campione”. 

Il modenese dagli addominali di ferro era in coma da giorni, dopo un brutto kappaò. “Puntava al terzo titolo di campione d’Asia, era stato anche campione intercontinentale, ma di thaiboxe”.

Christian aveva scelto la boxe da poco, dopo una vita nel thaiboxe (muay thai), con 7 titoli, l’ultimo l’anno scorso. Aveva una compagna in Thailandia e una bambina di 5 anni, che ancora non ha capito che il padre non c’è più. “Il suo Kombat group resterà aperto – conclude il fratello -, faremo di tutto per mantenere il resort in Thailandia perché era il suo sogno realizzato. Per la memoria, la bimba e per i 40 lavoratori”. 

Laggiù Daghio viveva da re, al punto che il funerale sarà domani, a Pattaya. Là era proprietario del Kombat Village, gli è stato fatale un brutto ko. In rete, il filmato è cliccatissimo, dopo il comunicato diffuso su facebook dalla world fight news.

Viveva in Thailandia dal ’96 e un decennio più tardi aprì la scuola di thai boxe. Nel 2007 divenne campione thailandese, nel ’10 conquistò la cintura mondiale wma, confermata l’anno scuccessivo. Con l’Italia, si è messo al collo tre bronzi: due agli Europei (a Pafos, ovvero a Cipro, e a Mosca) e uno al mondiale di Caorle. Il suo bilancio è stato di 131 vittorie, in 170 incontri.

Nel 2002, fu il primo italiano ammesso allo stadio Lumpini di Bangkok, il palcoscenico più prestigioso della muay thai, e vinse. Cinque anni dopo, è il primo europeo campione della Thailandia nel muay thai. Nel 2009 la psi era dato anche alle mma (arti marziali miste), con 3 vittorie e due sconfitte, e sempre quell’anno debuttò fra le 4 corde, professionista dei mediomassimi, con bilancio di 31 successi, di 27 prima del limite. A quasi 50 anni, sognava una chance mondiale. 

L’agonia è durata una settimana, gli è stato fatale un pugno del thailandese Don Parueang, 37 anni, nel 12° round, l’ultimo. Finisce al tappeto, si rialza e una nuova combinazione lo manda all’ospedale. “Christian è stabile e reagisce bene alle cure – scrivono gli amici del Kombat -, pur restando in prognosi riservata”. Finchè il presidente della Wbc (world boxing council), Mauricio Sulaiman, annuncia: “Riposi in pace”.  

Era nato a Carpi, aveva vissuto nel Modenese, a Sant’Antonio in Mercadello, dove sarà ricordato con una messa, fra una settimana. Era il riferimento degli stranieri che imparano la disciplina di calci e pugni, nella località turistica di Pattaya. Atmosfera unica, in guardia e poi rilassamento al mare. In Thailandia resterà un idolo. Di thai(boxe).

Da “Il Giornale”

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