Il Giornale. Ubriaco alla guida, si salva solo lui: muoiono i suoi 3 amici, lavoravano insieme al supermercato. Erano usciti dalla discoteca, a Ferrara: due giocavano a calcio

Le tre vittime dell’incidente (ilgiornale.it)

http://www.ilgiornale.it/news/politica/ubriaco-guida-muoiono-i-suoi-3-amici-1760069.html

Vanni Zagnoli

Notte in discoteca, qualche bicchiere di troppo, soprattutto di chi è alla guida: esce di strada e provoca la morte dei tre amici con lui in macchina.

Accade a Vigarano Mainarda, paese di 7mila abitanti nella Bassa Ferrarese, al confine con il Modenese, terra terremotata, nel 2012, dove il sindaco Barbara Paron proclama il lutto cittadino. I quattro hanno tutti meno di 30 anni, venivano da un locale del paese, Lo Spirito, verso le due della notte fanno per rientrare a casa, alla guida della Mazda 3 bianca c’è Enrico Felloni, 24 anni, ferrarese: è diretto verso la città, esce di strada poco prima di un rettilineo, verso il mobilificio Dondi. Lo schianto è terribile, l’auto è accartocciata, in particolare sulla destra. Rimbalza sulla carreggiata, senza coinvolgere altri mezzi, e finisce contro un platano. Si salva solo il guidatore, Felloni esce dall’abitacolo e allerta i soccorsi, ma per i tre amici non c’è niente da fare: lui è ricoverato all’ospedale Sant’Anna a Cona, non in pericolo di vita. 

Muoiono sul colpo due rodigini, Giulio Nali, 28 anni, di Occhiobello, e Manuel Signorini, 23 anni, di Salara, e la 21enne ferrarese Miriam Berselli. Gli esami tossicologici evidenziano il livello alcolemico di 1,3 grammi per litro, due volte e mezza superiore al limite di legge, per mettersi alla guida, di 0,5. Sulla tragedia incidono la velocità sostenuta e asfalto umido, che fanno uscire di strada l’auto in via Modena, comunque il 24enne è indagato per omicidio stradale plurimo. I quattro lavoravano in un supermercato di Ferrara, l’Iper Tosano, Miriam era popolare, su facebook e instagram. Dov’è ricordata da Andreas11: “Era una persona che meritava solo tanta felicità: non meritava tutto questo per colpa di un incosciente, non meritava un briciolo di male”. Aveva studiato alla fondazione per l’agricoltura fratelli Navarra, iniziò in una gelateria e da due anni era al supermercato, da cassiera. Bellissima, capelli lunghi a treccia, viveva a Ferrara con la madre, Monica. Svegliata nella notte assieme ai nonni, dalla tremenda telefonata: i tre sono corsi alla camera mortuaria e poi a vedere quell’albero maledetto. Gli amici si muovevano fra le discoteche della zona, dal Muretto di Jesolo alla Rimini beach arena, il biondo Manuel era stato in vacanza a Valencia, in Spagna. Lascia il padre Sauro, addestratore di cani rottweiler, mamma Susanna e la sorella Elena, che lavora da un commercialista: “Eri il mio fratellino… – scrive su facebook -. Mio dio mi sento morire… Manuel perchè ci hai lasciati così? Perchè?”.

Si era diplomato a Badia Polesine, faceva il commesso. Giocò a calcio nelle giovanili a Legnago, Badia e Lendinara, adesso era in seconda categoria, nel Salara. Appassionato di skateboard, d’inverno praticava lo snowboard, d’estate il wakeboard, a Lignano Sabbiadoro, dove andava in vacanza. Giulio Nali si era laureato in radiologia, a Ferrara, nel 2014, comunque aveva scelto di lavorare nel supermercato, come guardia giurata, da 2 anni, arrivava in treno da Santa Maria Maddalena, frazione di Occhiobello. Lascia il padre Enrico Maria, vigile a Melara, e la mamma, titolare della merceria Punto Rosa. Grande tifoso dell’Inter, era fidanzato con Benedetta, che pure lavora al Tosano. “Amava giocare a calcio a 5”, ricorda l’amico Giacomo. E il suo ex allenatore, Claudio Zangherati: “Era un ragazzo molto intelligente, generoso e sempre educato. Giocò nel Canaro, sempre nel Rodigino, nel 2011-12, era molto veloce e aveva segnato anche qualche gol”. Adesso potranno giocare solo lassù. 

Da “Il Giornale”

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