Il Messaggero, Il Gazzettino, Parma-Milan 1-1. Gattuso: “Impattiamo male. Sul gol bastava aspettare”. Bruno Alves avrebbe fermato l’Ajax. Il buon subentro di Castillejo, i gregari rossoneri anonimi

(repubblica.it)

Parma
Il Milan è come se avesse vinto al Tardini grazie al Chievo, perchè per il resto meritava di perdere, questo ha detto il match. Il primo tempo è stato il miglior Parma interno della stagione, con il rigore rischiato da Donnarumma e due parate, nel secondo un po’ di rossonero, l’ingresso di Castillejo a raccogliere il cross di Suso, che finirà da trequartista. Lì è Dimarco a non chiudere e Gagliolo imperfetto sullo spagnolo. Sembra fatta, vinta, gli emiliani non hanno mai avuto la forza di rimontare le grandi, in casa (Juve solo l’1-1, l’Inter, la Lazio, il Napoli, l’Atalanta, la Roma), stavolta cambia la storia l’ingresso di Biglia, non ancora in condizione. Perde la palla chiave, Borini commette fallo su Sprocati e Bruno Alves segna una punizione alla Cristiano Ronaldo. Inteso come efficacia, perchè lo stile è molto diverso. “Mi spiace per l’eliminazione della Juve ai quarti, l’ho seguita ci sentiamo”. E’ il suo miglior amico, ha qualche ciuffo bianco, a quasi 37 anni, è stato il capolavoro del mercato del ds Daniele Faggiano, perchè al Cagliari sembrava finito.
Finito sembra sempre anche il Milan. “Impattiamo male, soprattutto il primo tempo – ammette Gattuso -, ma non sarei così negativo, non meritiamo tante domande critiche. Sul gol, bastava aspettare, farlo accentrare, questo è l’unico errore imperdonabile”.
Per la classifica no, per il gioco sì. Lissù, a prescindere da come andrà, meriterebbe molto di più l’Atalanta. “Persino da secondo posto, come gioco, unico in Europa”.
Ecco, è per evidenziare la differenza di emozioni fra il pragmatismo gattuseo e i raid gasperiniani.
A Parma emoziona la curva milanista, con 3500 vocianti, ancor più che a San Siro. Fa poco il centrocampo muscolare di Bakayoko e Kessie (a Bergamo super, qua gregario), Calahnoglu è inutile, Piatek quando non segna è un attaccante di secondo piano e in trasferta accade spesso. Conti è il re della fascia destra, però concede tanto, il resto è grigiore, tenuta, traccheggio, palleggio orizzontale. Eppure il Milan è lì, le altre si perdono ancora di più. I cambi di modulo sono 4, durante la gara, utili a cercare il momento giusto e poi a controllare. Ah, il fuorigioco di Cutrone era millimetrico e questo è il rammarico dei rossoneri, verso il pullman. 
Vanni Zagnoli
Parma-Milan 1-1 

Parma (5-3-2): Sepe sv; Gazzola 6, Iacoponi 6, B. Alves 7, Gagliolo 5,5, Dimarco 5,5 (26’ st Siligardi 6); Kucka 6,5, Scozzarella 6 (45’ st Stulac sv), Barillà 6,5; Gervinho 6,5, Ceravolo 6 (30’ st Sprocati 6). All. D’Aversa 6.5.

Milan (4-3-3): Donnarumma 6; Conti 5,5 (21’ st Castillejo 6,5), Zapata 6,5, Romagnoli 6, Rodriguez 6; Kessie 6, Bakayoko 5,5 (13’ st Cutrone 6), Calhanoglu 5 (29’ st Biglia 5); Suso 6, Piatek 5, Borini 5. All. Gattuso 5.5
Arbitro: Valeri di Roma 6,5.
Marcatori: st 24’ Castillejo, 41’ Alves. 20mila spettatori. Angoli 8-4 per il Parma.

Da Il Messaggero e Il Gazzettino

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