Il Messaggero, Il Gazzettino. L’Italia argento ai mondiali di volley femmnile. Il ct Mazzanti: “Siamo arrivati qui sognando di giocare questa partita”

Davide Mazzanti con la moglie Serena Ortolani (dilei.it)

Il signor Ortolani è un signor ct. Il signor Ortolani è Davide Mazzanti, 42 anni, pesarese di Marotta, tre scudetti, triplete italiano con Conegliano e poi chiamato all’eredità di Marco Bonitta. Alle olimpiadi, l’Italia era uscita con due giornate di anticipo, l’allenatore marchigiano dai capelli ondulati e corvini, dallo sguardo penetrante, è ripartito rinunciando alle ultime veterane, a Eleonora Lo Bianco, arrivata in Giappone per incitare le ex compagne, forte delle 5 olimpiadi.

E adesso è Paola Egonu a valere, potenzialmente, altre 4 olimpiadi, ma pure le millennials. Mazzanti, dunque, ha tenuto solo tre over, il miglior libero al mondo Monica De Gennaro, 34 anni, la splendida Lucia Bosetti della finale, regina della ricezione e pure del mani e fuori, 29 anni, e la moglie Serena Ortolani, via da Conegliano assieme a lui. Serena è entrata pochissimo, due anni fa era la numero uno d’Italia, ovvio che non abbia fatto polemica con il padre di sua figlia.

Nella Marca, Mazzanti ha lasciato il vice, Daniele Santarelli, che di recente ha sposato Moky De Gennaro. Insomma il volley italiano al femminile vive molto di queste due coppie, di vincenti. Moky si è ripresa lo scudetto, aveva perso la finale di Champions un anno e mezzo fa, a Conegliano, con Mazzanti. Pattini d’argento, per loro, anche nel World Grand prix dell’anno scorso, al primo podio del nuovo ct. Che studia molto le avversarie, lascia spazio anche al vice, Giulio Bregoli, in un timeout dell’ultima gara della final six. 

«Giochiamo una pallavolo veloce – osserva Sylla -, spettacolare come la Serbia». Pochi challenge, nessun giochetto per interrompere il ritmo. Ricezione, alzata, preferibilmente per Egonu, posizionamento a muro e in difesa». «Pazienza» è la parola chiave di Mazzanti. «Nel 2002 – confessava -, ai tempi dell’oro guidavo la nazionale, intesa però come pullmino, in amichevole a Jesi».

Ieri non era deluso: «Siamo arrivati qui sognando di giocare questa partita. Il percorso è stato fantastico, al di là del colore della medaglia. Gestiremo con responsabilità l’accensione dei riflettori, il salto di qualità è stato eccezionale, dopo che avevamo vacillato». La Nations era stata negativa, come per i maschi. Hanno ragione Chirichella, Bosetti e Danesi: “A freddo, apprezzeremo tanto questo secondo posto». Il ct meriterebbe già l’allungamento oltre Tokyo, il movimento reclama la prima medaglia olimpica.

Vanni Zagnoli

Da “Il Messaggero”, “Il Gazzettino”

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