Il Messaggero, mondiali di volley. La Polonia e il vantaggio di giocarsi un mondiale in casa

Katowice
Doveva essere il mondiale della Russia, cui è stato revocato per la guerra, può essere della Polonia. Sfrutta al massimo il fattore campo e abbatte il Brasile, come nella finale del 2014, allora però era contro pronostico, e come 4 anni fa, a Torino. Stasera dalle 21, con dirette su Rai2 e Skysport si giocherà l’oro. 
Perde il primo set, si aggiudica i successivi facilmente, si smarrisce nel quarto e si ritrova nel tiebreak, recuperando il 10-11. Lo spettacolo del volley qui è impressionante, con rockstar a bordo parquet, con majorette, nell’arena Spodek, che tradotto significa piattino. Cori, mascotte, una festa che sarebbe stata non solo per 11mila e 500 persone ma per 63mila, come nella partita inaugurale del mondiale del 2014, allo stadio di Varsavia, record di ogni tempo per la storia della pallavolo. 
Il Brasile conduce sempre il primo set, ha un leggero passaggio a vuoto nel finale, ma chiude 23-25. Il secondo è polacco, già sul 15-10, sempre con la festa popolare di ogni azione accompagnata dai cori, per difesa, alzata e attacco. Allenatore del Brasile è Renan dal Zotto, che l’anno scorso sconfisse una forma violenta di covid, a Parma era un mito, alla grande Sisley Treviso fu eliminato nei quarti di playoff. Cambia il palleggiatore, nel secondo parziale, dopo Cachopa si riaffida a Bruninho, il 36enne che per la quarta volta era tornato a Modena. “Polska, Polska”, canta il pubblico, soprattutto nelle sospensioni si canta al ritmo di Yellow submarine. Torna Cachopa, prima del terzo set, giocherà a Monza, in una squadra che, come al femminile, punterà allo scudetto. Dalla Brianza era passato anche Kurek, mvp del mondiale italiano di 4 anni fa ma che lì visse l’unica stagione negativa. L’1-1 pari è agevole, per 25-18, l’intervallo si prolunga per esibizioni assortite. Il terzo set nelle sfide molto equilibrate in genere è decisivo, non lo è stato in Francia-Italia, lo sarà qui. Si gioca sul filo dei nervi, con grande potenza, Flavio piazza due punti di seguito per i carioca, rintuzzati dall’ace di Bieniek, già campione del mondo per club con la Civitanova di Fefè De Giorgi, il ct dell’Italia. Da seconda linea Kurek martella che è un piacere, il Brasile però torna avanti di due. Gli scambi sono lunghi, si difende e si mura. Con Bieniek, a firmare la parità. La Polonia aveva battuto gli Usa al tiebreak, facendosi rimontare due set, ha ottenuto di giocare la prima semifinale, da Volleyballworld e da Fivb, per riposare qualche ora in più. La pipe è un colpo caro ai sudamericani, la piazza Semeniuk per il 15-13, poi sono Kurek e Sliwka a mandare in crisi Leal e compagni, come nel quarto di Nations league, a Bologna, per un significativo 25-20. Difficoltà in ricezione e difesa per la squadra di Renan anche nel quarto set, con Bruno ad alzare. Con Wallace e Lucarelli comunque passa sul 14-16 e poi a +5, con Flavio, approfittando del calo biancorosso. Il 21-25 porta al 5°. Lì è il solito tripudio polacco, qualcosa di unico. Il muro di Kochanowski e il contrattacco di Kurek danno il 7-4. Nikola Grbic è finalista scudetto non confermato da Perugia, come il predecessore Heynen, campione con questa Polonia, chiama timeout sul 7 pari. Salgono Leal e Rodrigo, la Polonia sbaglia un attacco e il Brasile avanza. Leal spreca il contrattacco del +2, sono invece Semeniuk e Sliwka a portare ai due setpoint: 15-12m giusto così.
Vanni Zagnoli

Da “Il Messaggero”

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