Ilmessaggero.it, calcio a 5. L’Acqua e Sapone rivince a Bassano, è il primo scudetto per Città Sant’Angelo: 4-2 alla Luparense, 3-2 la serie, Jonas è l’mvp. Terni aveva vinto lo scudetto femminile

 

foto Vanni Zagnoli

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E’ il primo scudetto dell’Acqua e Sapone, guidata dallo spagnolo Tino Perez, uno più titolati coach del futsal europeo, non il 7° della Luparense.

A Bassano del Grappa, nel tempio dell’hockey giallorosso ci sono la banda, con gli alpini, un caldo atroce e 3mila spettatori, ad accompagnare il 2-4 degli abruzzesi, 2-3 nella serie.

Naturale l’esaurito, i lupi giocano qui dalle semifinali playoff, poichè il palazzetto di San Martino dei Lupari non va oltre i 500 spettatori. La bella è tesa, si susseguono i falli e le ammonizioni, il computo è di 5 contro i veneti a 2, in 11’, con due sole parate di Mammarella, portiere del Città Sant’Angelo, ma la superiorità territoriale è dei biancoblù.

Prevale il tatticismo, Acqua e Sapone pressa e al quarto d’ora passa, con un bel contropiede chiuso da Edgar Rocha Bertoni, fra i tanti brasiliani naturalizzati italiani della finale. E’ un antipasto della festa per il centinaio di tifosi arrivati dal Pescarese. Il quintetto patavino non trova spazi, i biancoblù sono grintosissimi. Borja Blanco ci prova da fuori, Mammarella respinge, sull’azione successiva la palla entra su tocco di Rafael Rafinha, l’1-1 è a un minuto dall’intervallo. Passa mezzo minuto e Jonas con un destro da quasi metà campo sorprende Miarelli. Alla ripresa c’è il tris, ancora di Bertoni, con una bella triangolazione. Sopra di due, la squadra pescarese controlla, è anche fortunata per un salvataggio sul destro di Borja Blanco. Il tempo passa e la Luparense sembra la Pro Recco della finale di Champions di pallanuoto, in casa ma battuta. Aveva il vantaggio del fattore campo, l’ha perso in gara-2, ai rigori, l’ha ripreso imponendosi a Pescara. A meno 6’38” accorcia da distanza ravvicinata proprio Borja Blanco. Mammarella evita i supplementari per 5 volte, Honorio peraltro avrebbe potuto concludere meglio. L’assedio è affascinante, sintetizza il bello del calcetto, con occasioni sbagliate in contropiede dall’Acqua e Sapone. L’ultima parata chiave è di Mammarella, sul solito Borja Blanco.

Infine, sul tiro di Taborda c’è il tocco involontario di Honorio a mancare la porta. A 8” dalla fine il tripudio con il pallonetto dalla propria trequarti di Fabrizio Calderolli, a porta vuota.

E’ lo scudetto dell’Abruzzo, la società è nata nel ’97, sino al 2013 ha giocato a Città Sant’Angelo, poi a Montesilvano, da questa stagione a Chieti, a parte le finali.

Premia il presidente federale Andrea Montemurro, che racconta di un movimento in crescita: “Siamo a 460mila tesserati, fra gli sport di squadra registriamo il segno più maggiormente accentuato. E i palazzetti sono strapieni”.

Ieri la Ternana si è aggiudicata il titolo femminile, 2-0 a Milano, contro il San Donato.

Jonas è l’mvp del 35° scudetto, la coppa è sollevata da capitan Murilo. Emozioni e spettacoli non sono mancati, per questo titolo. E’ il 5° trofeo nella bacheca del presidente Nando Barbarossa. Dice tutto lo striscione “Mammarella orgoglio d’Abruzzo”.

Da “Ilmessaggero.it”

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