Ilmessaggero.it. Europei, l’Italia è in finale ma rischia di non avere Sylla

(ilmessaggero.it)

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di Vanni Zagnoli

Domani sarà ancora Italia-Serbia, come nella finale mondiale del 2018 (2-3), come nella semifinale di due anni fa (1-3) e come nei quarti all’olimpiade (0-3). Le azzurre non sono favorite, proprio per la sudditanza anche psicologica nei confronti delle slave, però hanno ritrovato il livello di gioco almeno della qualificazione olimpica dell’anno scorso, a Catania. L’Olanda conquista solo il terzo set, con la Slovacchia negli ottavi e la Russia nei quarti l’Italia non ne aveva concessi, comunque ritorna la nazionale più amata dagli italiani.

A Belgrado gran parte del pubblico se ne va, restano 2400 spettatori, dopo la prima semifinale, 3-1 della Serbia alla Turchia ma con parziali alti, 34-32, 28-26, 25-23, escluso il 13 finale. Il modenese Giovanni Guidetti, dunque, sfiderà i Paesi Bassi per il bronzo, era argento in carica.

A caricarsi sono le azzurre, intonando l’inno, colpisce la differenza di altezza fra Beatrice Parrocchiale, libero di riserva, e Anna Danesi, centrale titolare grazie all’infortunio al ginocchio di Sarah Fahr, di nuovo primattrice.

L’Olanda resta a galla all’inizio, sino al 6 pari, perde contatto grazie a un muro di Chirichella, sul 18-11 arriva un errore di Egonu, non saranno tanti. L’attacco azzurro va al doppio, come percentuali, rispetto ai Paesi Bassi, il contrattacco convince, sospinto dalla regia di Alessia Orro, di nuovo preferita a Lia Malinov, a contenere il ritorno sul 23-18, con un muro a tre. 

Elena Pietrini è in serata anche nel secondo parziale (7 punti su 9 attacchi nel primo, chiuso a 19), rispetto all’olimpiade (e alla qualificazione) rileva Caterina Bosetti, operata, assieme a Orro è la novità rispetto all’argento mondiale di tre anni fa e al bronzo del 2019, in Turchia, agli Europei. Danesi alza il muro del 7-4, le orange confermano l’inferiorità: ad allenarle c’è Avital Selinger, che ha rilevato il bolognese Giovanni Caprara.

L’Italia vola sul 17-11, con le schiacciate di Sylla e una buona distribuzione. Entra Beatrice Parrocchiale per rafforzare la ricezione. Che peraltro salta a Miriam Sylla, così le arancioni tornano a -3. L’Italia resiste senza affanni, al di là di un’invasione per Alessia OrroDe Gennaro alza per Sylla come fosse una palleggiatrice, la schiacciata impedisce di scendere sotto il +2. Con Parrocchiale al posto di Pietrini, come secondo libero, arriva il 23-16. Qualche imprecisione andrà levata, per aumentare le possibilità di battere la Serbia.

Alle olimpiadi Mazzanti ha cambiato troppo, in Croazia e in Serbia è rimasto sul medesimo sestetto, coinvolgendo le centrali anche in attacco. 

Egonu piazza il muro della parità in avvio di terzo set, impedendo a Plak e compagne di allontanarsi. Accade, in realtà, sul 4-8, con un paio di pallonetti. Dati i due set di vantaggio, Mazzanti chiede “bombe” in attacco, ovvero di spazzare via il timore. Un tocco sopra la rete di Egonu spezza la sequenza negativa, le azzurre sanno anche soffrire. Il pari arriva a quota 9, con il muro di Chirichella. Arrivano 5 punti di fila per le olandesi, serve la svolta in alzata, entra Malinov, mentre Alessia Gennari fa rifiatare Sylla per una leggera distorsione. Debutta Sylvia Nwakalor, per Egonu, il quarto parziale sul -7 è dato per perso dal ct marchigiano. Sul 14-23 sorridono le avversarie, chiudendo a 16. 

Resta come martello Gennari, torna Orro ad alzare e il muro di Paola Egonu vale il buon riavvio, sul 5-2 le sensazioni sono di nuovo positive. Con Danesi al servizio l’allungo è per 11-4, un margine già irrecuperabile. Una schiacciata e un ace di Egonu rendono la sensazione del potenziale in maglia Dhl. Il muro subito da Anna Danesi offre il 13-18. Niente spaventi perchè anche Chirichella svetta. Si finisce in gloria, con il lungolinea di Egonu e con il mani e fuori di Pietrini.

E’ anche questione di livello, oltre che di pressione psicologica, l’Italia a Tokyo ha perso con gli Usa e la Cina, poi con la Serbia, in Europa solo Turchia e le stesse serbe possono realmente impensierirla.

Domani sera, alle 20, a Belgrado, la finale, sempre con diretta Rai3 e su Dazn. La Serbia viene da due ori europei (da tre in 5 edizioni) e da due medaglie olimpiche, non è imbattibile, come dimostra il 3-0 subito in Giappone dagli Usa.

Da “Ilmessaggero.it”

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