Ilmessaggero.it, Ilgazzettino.it, Leggo.it, Corriereadriatico.it. Spal-Napoli 1-2. Il palo di Milik, Allan scatenato, il tedesco Younes utile. Ferrara gioca meglio della scorsa stagione

Amin Younes (Getty Images)

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di Vanni Zagnoli

Il Napoli ha voglia di finire bene, di riavvicinare magari la Juve e chiudere con un secondo posto rotondo, allontanando Inter e Atalanta. Vince a Ferrara per 2-1, con Mario Rui a 2’ dalla fine. La Spal cerca il decimo posto (anche il Sassuolo ha perso), viene da 6 vittorie in 8 gare, gioca meglio rispetto alla scorsa stagione e vuole vivere cicli in serie A analoghi a Sassuolo e Bologna, al primo Parma. La famiglia Colombarini ha in programma l’Europa, il settimo posto, al più presto, magari serviranno anni ma prima o poi arriverà, intanto è piegata dagli azzurri.

Il match è vivo sempre, con il palo di Milik di destro e la parata di Viviano sul sinistro, propiziato da Allan. Sull’errore di Fabian Ruiz, Petagna vola verso Meret, la scivolata di Koulibaly è ai limiti. Dalla tribuna sembra regolare, il replay evidenzia un tocco minimo, sulla palla, il Var non interviene.

Il Napoli ha buoni sprazzi, Milik è anticipato da Cionek. Manuel Lazzari piace ad Ancelotti, costa 20 milioni, confermati dal bel cross chiuso timidamente da Petagna. Si fa male il regista ferrarese Missiroli, sostituito dal predecessore Schiattarella, napoletano. Younes e Zielinski e Callejon e Milik si fanno vedere verso l’intervallo, alla ripresa il vantaggio. Allan calcia, respinta, raccoglie Younes, serve ancora il brasiliano che infila. Mario Rui prova il raddoppio, gli ex laziali Murgia e Floccari accarezzano il vantaggio, più di Valoti. Ruiz e Malcuit azionano la plasticità di Viviano, Antenucci vivacizza il finale, sono però in fuorigioco Floccari (aveva segnato) e Antenucci (parata di Meret). Il portiere della promozione in A e di parte della salvezza (a lungo era infortunato, giocò Gomis) cattura anche la girata aerea di Floccari, che potrebbe andare oltre i 38 anni, come Zola. Al 38’ ruba il tempo al 22enne Salvatore Luperto e lucra il rigore, sotto la pioggia. Il mancino Petagna rischia, Meret intuisce e tocca solo la palla.

Ancelotti vuol dimostrare di non essere inferiore a Sarri, finalista di Europa league con il Chelsea. Il gioco è meno spettacolare, è arrivata anche la flessione di fine stagione, tipica del triennio precedente. Il bilancio è di uscite premature: in Champions nel girone, a Liverpool (la doppia finalista aveva comunque rischiato tanto, come il Psg), in coppa Italia a San Siro con il Milan (ci fosse stato il ritorno, magari sarebbe passato il Napoli), lo 0-3 complessivo in Europa con l’Arsenal.

A consolare arriva lo scambio pregevole al limite dell’area, fra Mario Rui e Callejon, l’esterno mancino bombarda sul primo palo. Nel recupero Alex Meret respinge la conclusione di Jankovic, alla seconda presenza nella Spal, e devia il sinistro di Antenucci. Si gioca per lo spettacolo e per la conferma, Semplici (se resta) e Ancelotti non chiederanno rivoluzioni. Il Napoli ha concesso troppo, nel finale, dopo avere attaccato tanto, con 11 angoli calciati a uno.

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