Ilmessaggero.it, Ilmattino.it. Parma, il ds Carli: «Ho scelto io Liverani, sa anche difendere. Su D’Aversa ero perplesso»

(ansa/ilmessaggero.it)

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di Vanni Zagnoli

D’Aversa-Faggiano-Parma era un bel sodalizio, sulle orme di Gasperini-Sartori-Atalanta, è finito dopo meno di 4 anni, quando il Genoa ha scelto Faggiano. “Il ds va in una piazza superiore, a Parma”, dice l’ingegner Dallara, 83 anni, uno dei 7 di Nuovo Inizio. 
Come pubblico, come potenziale, sì, come situazione economica di Preziosi, da anni contestato, no.

Dopo Gasperini, al via per la 5^ stagione di fila, D’Aversa era il tecnico più fedele della serie A, assieme a Inzaghi, subentrò qualche mese prima del tecnico laziale, per panchine con il Parma è secondo soltanto a Nevio Scala, l’uomo della prima serie A e di 4 trofei.

A Parma si aspettano i qatarioti per rinverdirli, sognano di imitare le parabole dei club grandi e piccoli arrivati al top d’Europa con vagonate di milioni, come Manchester City e Psg.

In questo contesto al Tardini si è presentato, in mattinata, Marcello Carli, il direttore sportivo che a Cagliari si ricorda per una sfuriata su Sky: “Se questo torto arbitrale lo subisce una grande se ne parla per settimane, se tocca a noi finisce in pochi minuti”.

Toscano, 56 anni, Carli è stato calciatore in serie D e C, alla Cerretese (Cerreto Guidi, Firenze), alla Massese e a Carrara, all’Empoli e al Livorno. Dal 2000 è stato all’Empoli, viceallenatore, dirigente del settore giovanile, ds per 6 stagioni, due da dg. Da aprile 2018 era in Sardegna, con il presidente Giulini.

Nell’attesa dei soldi arabi, appunto, il Parma ripunta sui giovani, da valorizzare. D’Aversa ha compiuto miracoli per 4 stagioni, subentro ad Apolloni in serie C, vittoria dei playoff (ma in semifinale il Pordenone era stato superiore e anche penalizzato dall’arbitro, si arrese ai rigori), secondo posto e promozione diretta a spese del Frosinone, due salvezze larghe in serie A. D’Aversa con Faggiano sarebbe rimasto, senza chiedeva magari una squadra con qualità superiore, con scommesse inferiori, due settimane fa si era incontrato con il presidente Pizzarotti, costruttore, il vice Malmesi, avvocato, e l’attivissimo Marco Ferrari, giornalista, ne avevano deciso la permanenza, a metà della scorsa settimana il ripensamento.

D’Aversa è un pragmatico, può arrivare ai grandi club e anche a successi: “Ammiro Allegri”. 
Non accettava le critiche sul gioco che allo stadio Tardini spesso era deludente, in serie B evidenziava la superiorità di budget e uomini delle antagoniste, per l’eredità il Parma ha scelto un tecnico che strabilia, per numero di occasioni create. Fabio Liverani, l’ex regista della Lazio, meritava la salvezza, con il Lecce, l’ha mancata per i disastri difensivi rituali, distrazioni a volte da calcio dilettantistico. Mica è detto che ottenga più punti che D’Aversa, anzi, potrebbe ripetersi la storia del cambio fra Guidolin, inviso a Leonardi, di recente condannato a 6 anni, in prima grado, e Pasquale Marino, esonerato a primavera perchè rischiava la retrocessione.

La piccola Parigi comunque vira, Liverani debuttò in A nel Genoa, a 37 anni, ma era acerbo. Passò in Inghilterra al Leyton Orient, nel reality di Agon Channel, nel 2014-15. Alla Ternana conquistò 3 anni fa una salvezza incredibile, in serie B, poi le due promozioni a Lecce.

Qualche distillato dell’ora di conferenza.

Marcello Carli: “Abbiamo una ventina di giocatori che torneranno da prestiti, tutto normale. Ad Empoli eravamo falliti (novità, ndr), a Cagliari solo uno stupido come me poteva andarci, figuriamoci qui a Parma, una situazione ottima, società seria, un ambiente straordinario con una tifoseria sana, bella. Il mercato sarà in ritardo, con meno denaro, partirà dal 10 settembre. Il Parma in questi anni ha lanciato Bastoni e Kulusevski, i giocatori forti, giovani o vecchi, giocano. Il Parma ha tracciato una linea, se il giovane è forte è pronto. D’Aversa ha valorizzato al massimo la rosa. Liverani ha preso tanti gol ma dalla sua carriera si vede che la difesa la sa fare. L’intelligenza di un allenatore è questa, starà a noi fargli una squadra vicina al suo modo di intendere calcio. Cercheremo di fare una squadra a somiglianza delle sue idee. Il mister è giovane, era il meglio sul mercato. E’ una mia scelta, la proprietà non ha messo parola. Se sono venuto qui è anche per questo, spero stia con noi qualche anno”.

Carli ritorna sul predecessore Faggiano. “Sino al 5 agosto c’era lui, l’addio era inaspettato. Prima hanno voluto trovare il ds, sono operativo da 10 giorni. Volevo D’Aversa, gli ho parlato credendo di continuare con lui. Poi, è stata una decisione mia, e abbiamo preso la scelta di cambiare l’allenatore perché partiamo in maniera diversa. Per me era fondamentale partire con un allenatore, abbiamo ritardato perché lavoro da una settimana. Capisco l’affetto della gente, può sembrare ci sia un momento di scoramento ma io sono tranquillo. Ho deciso io, ho preferito ragionarci cinque giorni in più”. 

Alessandro Lucarelli: “C’è stato malumore nelle ultime settimane, fra dubbi. L’ingrediente fondamentale per raggiungere l’obiettivo è l’unità di intenti, la salvezza non è scontata”.
“Lucarelli sarà un ds assieme a me – promette Carli -, saremo sempre insieme, spero nei suoi consigli giusti. Quando sono andato via dalle società, chi ha lavorato con me rimane sempre. Faccio i complimenti a Faggiano, lo rispetto e ha fatto un lavoro importante. Avevo due strade: restare a Cagliari con il contratto e riposarmi, mi ha spinto a Parma la compattezza della dirigenza”.

In realtà, Pizzarotti e gli altri 6 dirigenti seguono i modelli De Zerbi, Juric, Di Francesco, ovvero se dai spettacolo ogni volta che puoi valorizzi anche la rosa e fai plusvalenze e i tifosi si entusiasmano. D’Aversa ha sempre ottenuto il massimo con il minimo, proprio De Zerbi, con la Spal, invece, ha perso regolarmente. Se va al Genoa, faticherà a fare meglio, se Preziosi non investe, diversamente aspetterà la prima buona panchina che andrà a liberarsi. A 45 anni, è pronto per l’Europa. Per l’Europa del Parma basterebbe il gioco del Lecce di Liverani, ma meno spregiudicato.

Da “Ilmessaggero.it”, “Ilmattino.it”

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