Ilmessaggero.it, volley femminile. Conegliano vince anche la Coppa Italia: 3-0 a Busto, Egonu immarcabile

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di Vanni Zagnoli

L’Imoco Conegliano è talmente forte che quasi non c’è gusto a raccontarla, 3-0 ieri a Scandicci e 3-0 oggi nella finale di coppa Italia, nonostante si giocasse a Busto Arsizio. Solo la Savino del Bene è arrivata a 23 punti, nel terzo set di semifinale, il resto è chiuso in anticipo, senza pathos.

L’emozione è per l’inno di Mameli intonato dalle voci bianche ‘Sintonia’ di Olgiate Olona, poi è sinfonia trevigiana, dal 16-15 per l’Unet E-Work, con il primo set capovolto da Sylla e da Paola Egonu. Il secondo parziale è facile, tantopiù con il servizio di Hill, l’attesa a quel punto è per il debutto di Francesca Piccinini, 41 anni, neo farfalla. Il suo primo punto arriva sul 18-23, resterà in campo anche in avvio di terzo parziale. Egonu esce per un problema al ginocchio sul 7-9, entra Sorokaite, che ha disputato l’Europeo da titolare, con l’Italia, ma che nelle pantere è riserva. La centrale Folie è in forma come al mondiale per club, il resto è nelle bordate di Egonu, per il tris di trofei stagionali. Supercoppa, mondiale per Club e adesso coppa Italia, la scorsa stagione supercoppa e terzo scudetto. “Ma non la Champions league e neanche questo trofeo”, obietta Daniele Santarelli. Allora però Paola Egonu era avversaria, con Novara, adesso la sensazione è che possa aprire un ciclo simil Ravenna, 8 scudetti in sequenza negli anni ’80. “Io ero bambino – sorride il tecnico, marito di Monica De Gennaro -, me ne hanno parlato, ho visto filmati”.

Lo strapotere è in un numero, i 4 milioni di budget, top naturalmente della serie A, con eguali forse solo in Turchia. 

Mvp è Asia Wolosz, la palleggiatrice polacca che ama fotografarsi senza veli dietro il trofeo. Miriam Sylla è felice di lasciare il palcoscenico a Paola Egonu, sempre devastante: “E’ come fossimo sorelle, sono contenta di giocare con lei anche nel club”. Ogni suo trofeo è per mamma Salimata, scomparsa un anno fa. 

Neanche i cambi di allenatori dello scorso mese sono bastati a portare in finale Scandicci (l’ex ct Marco Mencarelli meritava maggiore pazienza, per il romano Luca Cristofani è l’occasione della vita) e Monza, dove Carlo Parisi sostituisce Carlo Dagioni. Il coach delle varesine Stefano Lavarini disputerà le olimpiadi da ct della Corea del Sud, si piega di fronte allo strapotere del sestetto di Santarelli, ct della Croazia che invece ha mancato la qualificazione. Con le pantere quest’anno può centrare il grande slam, restano solo scudetto e Champions, gli scogli più ardui. «Dipenderà anche dai sorteggi, dal tabellone».

Al PalaYamamay c’era naturalmente il tutto esaurito, con la regia di Mastergroup, che ha in mano anche il marketing del Sassuolo calcio e della federbasket, festeggiano soprattutto i “non plus ultras”, soverchiati da canti e tamburi bustocchi.

Il tabellino. Busto Arsizio-Conegliano 0-3: 20-25, 18-25, 16-25. 
Unet E-Work: Lowe 8, Orro 3, Bonifacio 7, Herbots 8, Washington 5, Gennari 4, Leonardi (L), Villani 3, Piccinini 2, Bici 1, Berti, Cumino. Ne: Cucco, Simin. All. Lavarini.
Imoco: Wolosz 3, Sylla 9, Folie 13, Egonu 18, Hill 9, De Kruijf 10, De Gennaro (L), Botezat, Sorokaite, Gennari, Geerties. Ne: Fersino, Enweonwu, Ogbogu. All. Santarelli. 
Arbitri: Simbari, Vagni. 
Note: spettatori 4397. Durata set: 26′, 24′, 25’ (75’).

Da “Ilmessaggero.it”

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