Ilmessaggero.it, volley. Velasco non allenerà più, ha 67 anni. Il calcio e la filosofia, l’Inter e la Lazio, la nazionale del secolo e l’Iran, il coaching e la Cechia. Le donne

Julio Velasco (ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/altrisport/pallavolo_velasco_ritiro_annuncio_modena_volley-4482945.html

di Vanni Zagnoli

Per tanti è semplicemente Giulio. (Julio) Velasco lascia, lascia la panchina, lascia la pallavolo, per ora smette, poi magari chissà farà il dirigente, il filosofo, l’autore televisivo, il dg di calcio, lo scrittore, il motivatore di sicuro, tutte cose che ha già fatto benissimo. Velasco è il più grande personaggio nella storia del volley mondiale, ha creato la generazione di fenomeni, ha vinto tutto esclusa l’Olimpiade. Ha allenato persino le donne, è stato nella staff della Lazio e dell’Inter, era ritornato in Argentina come ct, è uscito nella seconda fase del mondiale italiano.

Julio ha 67 anni, l’età giusta per smettere, proprio al mondiale era parecchio nervoso, ma pure a Modena, al di là del successo in supercoppa, a Perugia. Giulio è stato volley e vita, anche in questa stagione, in cui ha salvato il quarto posto e avvicinato la finale, impegnando due volte su tre Perugia a Perugia, dove nessuno vince, nei playoff, da 3 anni.

Julio ha qualche riflesso bianco nei capelli, resta carismatico, magari adesso si godrà la famiglia e lo sport, con il disincanto abituale.

Julio è stato portato in Italia da Beppe Cormio, 36 anni fa, a Jesi, in serie A2, dal ds che aveva appena lasciato la carriera di giornalista e adesso vive l’8. finale di seguito, con la probabilità di perderla, fra domani, in gara4, e martedì, all’eventuale bella in Umbria, con Civitanova. Julio aveva gli occhi di tigre, li ha trasmessi, ha cambiato la storia della pallavolo italiana, portandola davvero al terzo posto di squadra, per importanza, dietro al calcio e un po’ più vicina al basket. Julio ha ispirato allievi in campo, come Anastasi e Bernardi, e fuori, Montali e Berruto, collega di antropologia. Julio parla di Messi e politica, di letteratura e sudamerica, di Italia e Islam, è stato ct dell’Iran e andava a pregare. Julio ha tenuto clinic per industriali e aziende, Julio avrebbe fatto bene qualsiasi cosa, persino il premier. E’ stato anche ct della Cechia e tecnico di Piacenza e Montichiari, ct della Spagna. Magnetizza chiunque sia al suo fianco. “Chi vince festeggia, chi perde spiega”. Dalla semifinale playoff non spiegava, era troppo macerato dalla decisione. “Voglio chiudere la carriera a Modena”, disse a metà stagione. La presidentessa Catia Pedrini l’ha ringraziato. Adesso ci sarà la corsa del volley mondiale a chiedergli consigli.

Da “Ilmessaggero.it”

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