La Voce di Reggio. Rubiera, la morte del casaro Angelo Barbieri: fra due settimane avrebbe festeggiato 69 anni di matrimonio. Il genero Mauro Giaroli: “Si salvò nel campo di concentramento grazie alle bucce di patate”

Angelo Barbieri con la moglie Angiolina Salami

RUBIERA. Fra due settimane avrebbe festeggiato i 69 anni di matrimonio. Si è spento nella notte fra lunedì e martedì Angelo Barbieri, 92 anni, reggiano che da molto tempo viveva a Rubiera.
Restò a lungo deportato nei campi di concentramento, in Germania. “Era militare – ricorda il genero Mauro Giaroli, 64 anni, antennista – e nel ‘43 venne catturato. Rimase prigioniero per un anno intero, si salvò grazie all’amicizia con un kapò. Mangiò bucce di patate e altri scarti di verdure, integrando così quel poco di alimentazione che ebbe in quei mesi tremendi”.
Al rientro a Reggio, fece il casaro per 50 anni, a Marmirolo e soprattutto a Marzaglia, sulla via Emilia verso Modena, e poi alla latteria Montecatini di Rubiera.
“Fin da ragazzino faceva il formaggio Parmigiano-Reggiano, poi si mise in proprio. A fine carriera venne premiato come casaro benemerito”.
Lascia la moglie Angiolina Salami, reggiana, pure 92enne, al suo fianco nelle avventure professionali nei tre caseifici: si sposarono il 24 gennaio del 1948. Due i figli: Maria Luisa, farmacista alla Ghiara, e Athos, ora in pensione.

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