Parma. Le storie di Cassano e Coda, attaccanti agli antipodi, all’inseguimento della salvezza. Massimo tornerà in tempo?

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Coda e Cassano esultano dopo un gol

Doveva essere la coppia d’attacco di questo campionato ma qualcosa non ha funzionato. Già Cassano – Coda doveva essere il reparto avanzato del Parma in questa stagione, ma l’infortunio del secondo contro l’Inter ha stravolto i piani di Donadoni. Quel 2-0 al Tardini, l’unica vittoria interna, doveva essere la gara della rinascita, quella disputata nell’anticipo del primo novembre. Da allora invece è arrivato solo un punto conquistato con il Cagliari nell’ultima uscita davanti al pubblico amico. Cassano è il miglior marcatore del Parma con cinque reti che non sono bastate per evitare ai crociati l’ultimo posto sinora. E’ tornato a Collecchio in quest’estate da un mondiale negativo dove non era titolare, ha litigato con la squadra prima dell’inizio del campionato, sembrava dovesse finire sul mercato ed è rimasto nella pianura Padana.  Per Coda doveva essere l’anno della consacrazione alla sua prima stagione in A. Ha disputato un campionato strepitoso nel Nova Gorica allenato da Apolloni risultando il miglior calciatore della Slovenia con 18 gol in 33 partite. In nove gare disputate in A ha segnato soltanto al Chievo Verona siglando il terzo gol dei ducali (unica vittoria esterna giunta al Bentegodi che ha completato la rimonta portata avanti dalla doppietta di Cassano) e al Genoa la cui rete del momentaneo pareggio non servì (vinsero i rossoblu al 92′ con Matri). Coda è fermo da novembre e il suo stop sembra ancora lungo. Chissà se quando rientrerà non sarà troppo tardi per contribuire ai punti salvezza.

Biagio Bianculli

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