Lo scambio di like non è gradito. Arrivano decine di richieste la settimana di like, io metto il mi piace a tutti ma quando lo chiedo per vannizagnoli.it e per il nostro profilo aperto non vedo risposte o entusiasmi.

Vanni Zagnoli in mixed zone al Tardini.
Vanni Zagnoli in mixed zone al Tardini.

di Vanni Zagnoli

Di recente ho proposto dove collaboro, invano, la questione del mercanteggio dei mi piace su facebook.

Dunque, oggi milioni di italiani nel tempo libero si dedicano a questo. A se stessi, agli amici, al web marketing. Dunque con gli strumenti della rete chiedono a tutti gli amici di facebook i mi piace, il più possibile. La mia risposta in genere è molto rapida e metto i mi piace a tutti.

Poi rispondo in privato, ora avrei piacere che mettessi tu il mi piace a vanni zagnoli e silvia gilioli giornalisti e a vannizagnoli.it. Lì cala il silenzio, spesso. Visualizzano, non visualizzano, dicono che hanno messo ma non si vede. Se il mi piace è messo, appare.

Uno lo può mettere e poi levare io lo lascio, a prescindere, non mi costa nulla, fa piacere, non c’è problema.

Poi, è chiaro, un conto è il mi piace per qualcosa e un conto per una persona. Io non ho problemi, li metto a tutti.

Però, appunto, lo scambio non è fatto volentieri.

Da tempo volevo scrivere questo pezzo, un collega oggi è stato così gentile da precisarmelo: “La mia era una proposta, non una proposta di scambio di mi piace”.

Allora io dico: “Bene, il mi piace che mi hai chiesto lo lascio, i due – o anche solo uno – che ti ho chiesto io non lo metti volentieri. Pazienza”.

Secondo me è bello sempre lo scambio, nella rete.

Per esempio Silvia e l’amico Rosario Giudice seguono, mettono mi piace a tanti, io non ho tutto il tempo per mettere mi piace ai post di tante persone. Ma alle richieste di mi piace per profilo non dico mai di no. Da qualche mese li chiedo in cambio ma vedo che è un problema. O meglio, lo spirito delle richieste è: “Te lo chiedo senza impegno. Se vuoi, mettilo, ma non chiedermi nulla in cambio”.

A me lo scambio sembra normalissimo e accettabile. Viene in mente la massima imparata da Giorgio Cagnotto, il ct dei tuffi: “Un po’ per uno in braccio al nonno”.

 

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