Il Messaggero. I 24 campionati di A del Parma, che presto sarà cinese al 60%. L’Alessandria manca dal ’60 (da Rivera) e dalla B dal ’75

La curva del Parma durante il derby con la Reggiana. Non si è ripetuto in finale

L’ultimo verdetto stagionale per il calcio italiano per club arriverà per cena. A Firenze, dalle 18 (Raisport) c’è la finale per la promozione in serie B, tra Parma e Alessandria. Aria di supplementari e rigori, come quelli che martedì sera hanno promosso i crociati contro il Pordenone, al quale l’arbitro Pillitteri ha fermato un contropiede da gol sicuro e negato un probabile rigore al 120’: anche per questo l’allenatore crociato Roberto D’Aversa esultava con moderazione: “Anche i friulani meritavano di passare”.
Il Parma era la favorita per la serie B, ha il maggior budget per l’intera stagione, oltre 15 milioni, assieme al Venezia, promosso direttamente. Due anni fa la retrocessione in B e il fallimento, la promozione in Lega Pro è stata facile, con Apolloni in panchina, a novembre l’esonero, con dimissioni del dt Minotti e del ds Galassi e pure del presidente Nevio Scala. Da allora la società è retta dal vice Marco Ferrari e dagli altri 6 soci: presto il 60% passerà alla cinese Desport, rappresentata dal vicepresidente Crespo, mentre il proprietario Lizhang ha già preso il Granada, in Spagna.
Della serie A c’è ancora Alessandro Lucarelli, che a 40 anni vuol riportare il Parma in cadetteria, da capitano: martedì ha segnato il rigore decisivo, non è al meglio, il fratello Cristiano gli consiglia di chiudere oggi ma poi gli verrà voglia magari di battere i record di Totti e Costacurta, per risalire anche in A. L’allenatore D’Aversa chiede “di giocare con emozione”, ha il dubbio Scozzarella, uno dei tanti rinforzi arrivati dalla B, a gennaio, manca di Corapi e Scaglia.
Se i crociati vantano 24 campionati di A, dal ’90, l’Alessandria ne disputò 13 (l’ultimo nel ’60, con Gianni Rivera) e manca dalla B dal 1975. A tre giornate dalla fine ha sostituito Piero Braglia, in testa al girone A dall’inizio e beffato dalla Cremonese, con Bepi Pillon, a caccia dalla 6^ promozione e a inizio carriera capace di portare il Treviso a 3 salti in sequenza: C2, C1 e B. La stella è Pablo Andres Gonzalez, l’ex postino argentino che a sua volta compì il doppio salto con il Novara, sino in A, e mercoledì matador della Reggiana con una doppietta. I grigi possono affiancare Novara e Pro Vercelli in B, dietro Juve e Toro, portando il Piemonte accanto a Emilia Romagna e Lombardia, con 5 rappresentanti nel calcio di vertice.
Vanni Zagnoli

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