Ilmessaggero.it, Milano in crisi nera, ko anche con Reggio. Repesa è in bilico: «Mai stato esonerato»

Jasmin Repesa è coach di Milano dal 2015 (foto Ciamillo-Castoria)

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di Vanni Zagnoli
Bologna
Gelsomino Repesa è disteso, Milano ha perso al PalaDozza per 91-87 eppure il coach croato abbozza sorrisi, si ferma con amici. Deve avere annusato un po’ dell’aroma che porta il suo nome, Jasmin significa Gelsomino e ha qualità euforizzanti, stimola l’ipotalamo a produrre encefaline, inibitore del dolore e procuratore di benessere. Dissolve le paure e le tensioni. Ecco, ne avrebbe bisogno l’Olimpia perchè finisce in crisi anche in campionato e allora si scaldano il vice Cancellieri e magari l’ex ct Carlo Recalcati, a 71 anni.
Sette sconfitte di fila in Eurolega, in campionato era già caduto a Venezia, recuperando da -25.
A Bologna era avanti 19-36, grazie a Sanders, l’affossa Reggio Emilia nelle ultime due finali scudetto. Basta la zona alla Dado Lombardi, antico maestro di Massimiliano Menetti, per girare la partita, la Grissin Bon la rovescia sul 45-40 con le strisce di Aradori, resiste dopo l’intervallo con Polonara e di nuovo con Needham e De Nicolao quando la palla scotta. L’EA7 è senza Macvan, i biancorossi emiliani mancano di Stefano Gentile (fratello maggiore di Alessandro, finito in Grecia, perchè non andava d’accordo con il gruppo nè con l’allenatore) e di Amedeo Della Valle, fermo per un mese e mezzo per problemi alla schiena. Nel finale si distorce una caviglia Delroy James, americano criticato, al pari di Sava Lesic, gregario serbo.
Accade qualcosa di inimmaginabile, perchè i 5500 spettatori arrivati da Reggio non possono giocare e assistono a una caduta impossibile. Questo esaurito si ripeterà anche per l’Epifania, a Casalecchio di Reno, per il derby di basket city, abbassata alla serie A2, con la Virtus capolista e la Fortitudo non lontana, ma ne sarà salirà solo una, con i playoff.
Bassa è anche la tenuta psicologica di Milano, con Pascolo anonimo, Abass che mette solo una tripla chiave (74-71) e si fa stoppare da Cervi e il pivot azzurro si ripete su Hickman. Il georgiano (di passaporto) è il migliore, con il lituano Kalnietis e Sanders, ma giocare in tre non basta, neanche di fronte al 18enne Strautins (“Fra un anno diventerà italiano”, annuncia coach Menetti) e al 17enne Federico Bonacini, azzardato in quintetto.
Repesa parla di errori tecnici: “Un backdoor di Dragic, la stoppata subita da Hickman, Kalnietis non ottiene lo sfondamento. Radulica dev’essere più duro, sottocanestro, andare a schiacciare, a costo di sbagliare. Avremmo potuto vincere di 2, anzichè perdere di 4, ma in generale la situazione non è come si vuole presentare”.
Beh, insomma, la faccenda è alquanto intricata, in Europa servirebbero 11 vittorie in 17 partite. In serie A, Venezia è a 2 punti, Reggio e Avellino a 4. Milano ha 3 squadre, eppure non rende, non può essere così fragile, non sapere attaccare la zona. Attende rinforzi, intanto deve preparare la partita di domani al Forum, con lo Zalgiris Kaunas. Per rientrare fra le prime 8 ha bisogno di 11 vittorie, quasi impossibile per questa rosa.
“Va migliorato l’aspetto mentale e fisico, tecnico e tattico. Non abbiamo una settimana per preparare la partita, è tutto ristretto”.
E’ inevitabile chiedere a Gelsomino se si senta in discussione, senza pronunciare la frase fatidica: “Rischia l’esonero?”.
“In 55 anni, mai nessuno mi ha mandato via. Nessuno. Spero di finire la carriera così. Quando le cose non sono andate come volevo, sono risalito da solo. Onestamente non mi sento in bilico”.
Non ci fossero gare così ravvicinate, l’esonero sarebbe molto più agevole, così forse resisterà ancora, ma il patron Giorgio Armani non può continuare a gettare milioni, con budget triplicati rispetto alle inseguitrici italiane. In Europa siamo fermi a due Eurolega, di Bologna, dall’88 a oggi. La final four è lontanissima, persino il 28° scudetto è in discussione e comunque non basta più.

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