Parma. Massimo Gobbi. “Giochiamo per continuare ad avere voce e salvare la società ma seguiamo con attenzione il consiglio di domani. Sarà un segnale”.

Massimo+Gobbi+Parma+FC+v+Sassuolo+Serie+TSdYrg-3M_8xDal sito del Parma.

Collecchio  –  Massimo Gobbi si è messo oggi a disposizione dei media nella sala stampa del centro direzionale di Collecchio. Il primo tema affrontato è quello dell’incontro con il presidente della FIGC Tavecchio lunedì scorso a Roma.

“L’incontro è stato positivo, poi lo dirà il tempo. Con Tavecchio abbiamo parlato della nostra situazione e delle cose di cui vogliamo si parli nel consiglio di domani e siamo soddisfatti che già due punti da noi proposti saranno all’ordine del giorno. Si parla di alcune regole che devono essere cambiate perché in futuro non succeda più quel che è successo a Parma. Ci aspettiamo in questo senso delle delibere e Tavecchio ci è parso favorevole. Il presidente ci ha poi detto che c’è un fondo canadese interessato al Parma. Nulla di più, vedremo”.

Uno dei nodi da risolvere per i curatori è l’abbassamento del  debito sportivo, siete pronti a rinegoziare in questo senso?

“Per il momento con i curatori non si è ancora parlato di questo. Quando è iniziata la procedura fallimentare sapevamo comunque che c’è questo aspetto da affrontare. Io sono disponibile come penso anche gli altri che sono qui al Parma. Sono a disposizione, la scelta di continuare a giocare è perché c’è la speranza che si salvi il club e tutti quelli che ci lavorano. Quindi siamo a disposizione. I curatori hanno detto che entro il 15 aprile dovranno dire se si andrà avanti o no. Ci hanno detto che sono ottimisti e noi ci atteniamo a quanto ci han detto”.

Si giocherà Inter-Parma se dal consiglio non avrete le risposte che vorrete?

“Vedremo le delibere, poi c’è ancora tempo eventualmente per altri incontri.  Noi continuiamo a giocare ma certamente guardiamo allo step di domani perché sarà un segnale. La partita con l’Inter? Non è ancora il momento di pensarci. Noi come detto vigileremo, pronti a tornare a Roma e a ridiscutere in caso affinchè le nostre richieste vadano a buon fine poi con le società in Lega. Bisognerà vedere se queste vorranno cambiare il sistema o rimanere in quello che ha visto il Parma finire come è ora”

Cosa ti ha deluso di più in questo periodo così negativo?

“Sono stati mesi molto difficili, in cui abbiamo pensato principalmente a cosa extra calcio piuttosto che al campo. Mesi difficili appunto e giunti a questo punto vogliamo che siano serviti a qualche cosa. Per chi li ha vissuti sono stati davvero un incubo, quindi noi stiamo agendo affinchè non si ripetano più, né qui né altrove. Mi sento molto tradito da chi ha amministrato il Parma fino a qui e anche a livello umano. Spero che indagini vadano avanti perché chi ha portato il Parma allo sfascio paghi”.

Avete mai pensato che poteva finire tutto?

“Sì, più di una volta, perché c’erano giorni magari più positivi e poi altri invece molto negativi.  E’ stato un periodo veramente duro. Noi in campo abbiamo sempre fatto il possibile e cercheremo di farlo sempre. Come domenica sul 2-0 per il Torino,  i miei compagni in 10 hanno continuato a lottare, dando il massimo, per il rispetto di tutti”.

In serie B saresti disposto a restare?

“Non posso parlare per gli altri, io sì. Io sono in scadenza, io mi libererò in ogni caso, ma valuterò il futuro”.

Nei dilettanti invece rimarrebbe?

“Non lo so, nella mia condizione potrei già sentire e valutare tante offerte, appunto perché sono in scadenza. Ma non ci sto pensando perché in questo periodo siamo completamente immersi in una condizione straordinaria:  siamo in una società fallita, c’è una procedura provvisoria, stiamo discutendo le norme e poi ci sono le partite e noi cercheremo di fare punti da qui alla fine”.

Cosa pensa della manifestazione di domenica dei tifosi a Carpenedolo?

“Penso sia comprensibile. Quindi c’è rabbia nei confronti di chi ha gestito la società fino a portarla a questa situazione”.

Come è il rapporto con i tifosi in questo momento?

“Noi durante questa situazione abbiamo avuto più confronti con le rappresentanza dei tifosi e abbiamo spiegato le loro ragioni. E’ comprensibile la loro voglia di combattere le istituzioni nel modo più eclatante. Anche noi la decisione di continuare a giocare non è stata immediata, si è discusso. Giochiamo per salvare il Parma ,chi ci lavora e soprattutto il settore giovanile che è il patrimonio più grande. Sono qui da 5 anni e gli altri anni, a parte la scorsa stagione che è stata eccezionale, mi sono battuto alla morte per salvarlo in serie A e ora sto provando con gli altri per salvarlo in B. Continuando a giocare abbiamo ancora voce per provare a cambiare le norme e per salvare il Parma in B”.

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