La Rai, la Polonia e i mondiali di volley: uno spettacolo superiore al calcio e un servizio pubblico perfetto

untitledSono finiti i mondiali maschili, iniziano i femminile.

Gioisco per la Polonia, per un popolo che ci ha fatto amare papa Karol Wojtyla. “Se mi sbaglio, mi corriggerete”, disse nel ’78, quando avevo 7 anni.

Ecco, il popolo polacco è un qualcosa di incredibile, ama il volley sopra ogni cosa. La vita non è solo calcio è anche sport più nobili. A me piacciono tutti gli altri, la pallavolo è solo uno di quelli.

Il Brasile ha perso, come nel calcio, e io quando i più forti perdono sono felice, a prescindere.

Mi spiace che nel basket abbiano vinto gli Stati Uniti.

La Rai da quando faccio il giornalista è criticata, io invece dico che i colleghi sono bravi e competenti. Io, invece, sono incompetente, del gioco in quanto tale.

Alessandro Antinelli e Maurizio Colantoni, Andrea Lucchetta e Consuelo Mangifesta, così civettuola, adesso anche Simona Rolandi, così garbata, sono fuoriclasse del microfono. Antinelli per me è fra i migliori in assoluto. non amo Lucchetta, ma si fa ascoltare.

Io dico “brava Rai, grande volley”. Non esiste solo Sky.

 

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