Il Secolo xix, edizione di Savona. Alberto Colombo presenta la sua Reggiana in maniera umile, il 5-0 resta sorprendente

E’ l’integralità del testo concordato con Giovanni Ciolina de Il Secolo XiX, edizione di Savona, come vigilia della Reggiana. La mia prima intervista al tecnico della Reggiana, eccezionale, se consideriamo che ha appena 40 anni.

Vanni Zagnoli
Reggio Emilia.

Alla 2^ stagione da allenatore in campo professionistico, Alberto Colombo si sta imponendo alla Reggiana, al punto che non abita più in hotel, ha preso casa in viale Risorgimento, alla periferia della città del primo Tricolore, assieme al  preparatore atletico Carlo Simonelli.
Mister, cominciamo dagli assenti, ci fa il punto?
“Ne mancano 5. I difensore centrali De Biasi, fuori da luglio per l’operazione a un crociato, e il montenegrino Sabotic, da 10 giorni. L’esterno offensivo di destra, Ricci, si è rotto il crociato con la Pro Piacenza. Il 35enne Parola ha rimediato una botta sopra il ginocchio, Brunori Sandri ha un problema muscolare”.
Come giocherà?
“Con il 4—3-3 abituale”.
Dunque Feola; Andreoni, Spanò, De Giosa, Mignanelli; Bruccini, Maltese, Angiulli; Tremolada, Ruopolo, Siega. Sarà il suo primo confronto con Arturo Di Napoli?
“Certo, anche perchè lui è debuttante, fra i professionisti. Gli striscioni non hanno calciatori di nome ma un modo di giocare particolare, che mette in difficoltà. L’anno scorso avevo perso a Savona 1-0 e vinto il ritorno a Busto Arsizio per 3-2, con la Pro Patria”.
Il pubblico vi segue. Al Mapei c’erano 6mila spettatori, con l’Ascoli.
“Siamo contenti, probabilmente è un lavoro più semplice del previsto. Basta fare poco, per accontentare la gente, dopo stagioni negative in sequenza, così la piazza è diventata meno esigente”.
Nonostante il confronto con la serie A del Sassuolo?
“Beh, quello interessa tanto la tifoseria, noi siamo due categorie più indietro”.
Siete terzi, dopo essere stati a lungo la difesa meno battuta in Europa.
“Avevamo perso il debutto a Forlì, poi inanellato 10 risultati utili, quindi 3 sconfitte (a Gubbio, con l’Ascoli e a Teramo, ndr), infine abbiamo battuto il Prato e vinto il derby a Carrara”.
Come si attende i biancoblù?
“In trasferta giocano a 5, ma non è detto. Ho visto le ultime 4 partite, sono passati dal 5-3-2 al 4-2-3-1, al 4-3-3. Sono tutti giovani, a parte qualche elemento di Lega Pro e anche in B. Ricordo Scappini a Grosseto”.
E’ Bruccini il vostro leader?
“Ma silenzioso, può fare di più. Ha mezzi fisici e tecnici importanti, è timido, in campo parla poco”.
Quanti stranieri avete?
“A parte Sabotic, rivelazione, un ragazzo in prestito dalla Juve, Ahmed, classe ’95, in panchina”.
Tremolada era stato anche in under 21. Tornerà in serie A?
“A patto che cambi la testa, giocando per la squadra e non per se stesso”.
Ruopolo ha segnato 4 reti, a 33 anni è tornato a fare la differenza.
“Ce l’aspettiamo così, ultimamente è risalito ai livelli precedenti ai 16 mesi di squalifica”.
E il giovane Siega?
“Gioca per la squadra”.
Sinigaglia ha una storia simile ad Acerbi, battè un tumore ai testicoli.
“Fa controlli, non non ne parla apertamente”.
A parte l’Ascoli, che a Reggio ha vinto, solo l’Aquila ci ha pareggiato, per 1-1. A 37 anni, Alessi perchè non ha ancora giocato titolare?
“Può ritornare utile, soprattutto se la gara non va come vogliamo noi. In questo momento altri hanno spazio dall’inizio”.
Obiettivo promozione?
“Non siamo costruiti per questo. Salgono le prime direttamente e solo una fra le 8 che si giocheranno i playoff”.
Perchè Paolo Zanetti si è ritirato, a 32 anni?
“Da mesi aveva problemi fisici, mi affianca nello staff, ha grandi qualità nel rapporto con i compagni”.
Quanto arriverà il presidente Pietro Vavassori, dalla Pro Patria?
“Spero il prima possibile”.

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