Il Gazzettino. La serie A vista da Antonio Cabrini: “Conte resta il miglior acquisto dell’Inter. L’imprevedibilità dell’Atalanta, a primavera sapremo se la Lazio terrà per lo scudetto. L’Europeo darà il vero valore dell’Italia. Ho instradato il calcio femminile al professionismo. Ora faccio il mental coach in aziende e coordino le Legends”

Antonio Cabrini con la nuova moglie (corriere.it)

https://www.ilgazzettino.it/pay/sport_pay/la_classifica_dell_anno_solare_2019_premia_la_juve_con_79_punti_davanti_a_inter-4959846.html

La classifica dell’anno solare, nel calcio, premia la Juve, con 79 punti, davanti a Inter e Atalanta, con 72, poi la Roma a 71. Il Napoli è solo a 59, il Milan a 58. 
Antonio Cabrini, chi vince lo scudetto?
«La Juve – risponde l’ex terzino sinistro, campione del mondo nel 1982 -, nonostante al momento sia pari all’Inter».
Dybala, Higuain e Ronaldo possono coesistere con regolarità?
«Dipende chi c’è con loro, vanno messi nelle condizioni di poter giocare assieme».
La Juve prende gol spesso su palla inattiva. Viene da rimpiangere Allegri, almeno per la fase difensiva?
«Pensare al tecnico precedente è l’ultimo dei problemi. Per il momento la squadra è su buoni livelli, non è ancora completamente entrata nel gioco di Sarri. Non gioca ancora come vorrebbe l’allenatore, serve tempo».
In Champions di quanto è favorita, sul Lione?
«Abbastanza per passare il turno».
Lukaku è migliore di Icardi?
«Sono due centravanti diversi, ha deciso l’allenatore, a seconda delle caratteristiche che vuole sul campo. Dipenda da cosa serve in quella determinata squadra, non è solo questione di gol».
Ma Conte ha fatto bene a lamentarsi spesso della rosa corta, dell’Inter?
«Arriverà probabilmente qualcuno. Quando un allenatore chiede così esplicitamente rinforzi sa che ha alle spalle una società che può soddisfare le sue richieste».
Si aspettava che l’Inter resistesse così tanto, alla Juve?
«Con Antonio Conte ci si deve attendere di tutto, resta il miglior acquisto. Molto bene anche i nuovi centrocampisti, Sensi e Barella».
La Lazio può reggere e giocarsi lo scudetto come quando lo vinse, 20 anni fa?
«Si è aggiudicata la supercoppa, viene da 8 successi di fila in campionato però è ancora troppo presto. Dobbiamo riparlarne almeno a metà del girone di ritorno».
Lei si rivelò nell’Atalanta, nel ’75-’76, prima di passare alla Juve. Qual è il segreto di Gasperini, altro ex bianconero?
«Ha creato una squadra competitiva, non è più una sorpresa. La città è di grande qualità, la squadra crede nel suo lavoro». 
Può battere anche il Valencia, negli ottavi di Champions?
«E’ capace di qualsiasi risultato, nel bene e nel male».
Ma Cabrini avrebbe esonerato Ancelotti?
«Non conosco i meccanismi del Napoli, è impossibile giudicare, la verità è conosciuta solo dall’allenatore licenziato e dalla società».
Gli 11 punti dalla Roma sono recuperabili, per la Champions? 
«Dipende soprattutto dai giallorossi e dalle altre che precedono la squadra di Gattuso».
Con il Barcellona sarà vittima sacrificale?
«A livello internazionale incide anche la mentalità, i blaugrana sono superiori ma non in maniera esagerata. Di Francesco con la Roma li ha eliminati».
Giampaolo meritava più tempo, al Milan?
«E’ una domanda che andrebbe rivolta a chi di dovere, cioè a Boban e agli altri».
Pioli viene dagli esoneri di Lazio, Inter e Fiorentina, alla fine sarà solo un traghettatore?
«Dipenderà molto dai risultati, da dove si assesterà in classifica».
Ibrahimovic cosa porta?
«Esperienza e qualità. Non si può sperare che sia il risolutore di tutte le problematiche, occorre che la squadra lo metta nelle condizioni ideali per segnare».
L’Udinese si salva in serie A ininterrottamente dal ’95, ce la farà anche quest’anno?
«Il potenziale c’è. La società ha ragione nel puntare su Luca Gotti, è giusto anche per lui alzare l’asticella, dopo avere scelto di fare il secondo».
Mancini ha stabilito il record di 11 successi di fila, con la nazionale, ma il girone era facile. Agli Europei siamo da semifinale?
«Il grande torneo risponderà sul valore dell’Italia, dopo l’uscita ai quarti con Conte, tre anni e mezzo fa».
Il 2020 sarà l’anno di…?
«L’importante è che sia un nome italiano».
Che mercato di riparazione è?
«Proprio di riparazione, lo dice la parola stessa. Non aspettiamoci rivoluzioni».
Qual è la favorita in Champions?
«Lì è proprio una guerra, con spagnole, inglesi e tedesche».
Chi è ora il Cabrini del calcio mondiale?
«Ci sono buoni esterni, come li chiamano adesso. E’ difficile paragonarli con il passato».
Con Milena Bertolini, la nazionale femminile è arrivata ai quarti dei mondiali. Lei in 5 anni raggiunse i quarti agli Europei, l’ultima volta era uscito al primo turno, dopo avere perso lo spareggio con l’Olanda, di qualificazione ai campionati del mondo.
«Sono ancora tutte le mie ragazze, le ho instradate io nel mondo professionistico, negli ultimi anni c’è stato il riscontro dei club maschili di serie A che hanno inglobato le femminili e così è arrivata la crescita esponenziale. Sino a tre anni giocavano su campi impraticabili, mancava proprio la cultura calcistica, erano già brave per quanto facevano. Mi auguro che il boom prosegua a lungo».
Oggi Cabrini cosa fa?
«Sono coordinatore delle Legends per la federazione, dunque delle partite con gli ex azzurri. E lavoro come mental coach in aziende. Come Paolo Rossi e Velasco, da quasi tre anni. Mi diverto molto».
Vanni Zagnoli

Da “Il Gazzettino”

(Ziz)zagando. Chi gioca a Natale e Santo Stefano. La classifica di serie A dell’anno solare. Il Lipsia campione d’inverno. Sui social l’addio degli allenatori

Con Nando De Napoli

(v.zagn) 1) Una sintesi di Balotelli, dopo il gol a Parma. “Ho avuto pochi problemi in carriera, in genere sono stati ingigantiti. Pensavo di essere più avanti in classifica, comunque ci salveremo in anticipo. Penso di restare, se il presidente non mi vende… Ho avuto sfortuna, su 2-3 legni. Devo stare più in area, per sfruttare i cross. Non mi aspettavo il cambio di Grosso con Corini. Mister Grosso mi aveva soltanto detto che in allenamento non vedeva la giusta intensità e che potevo andare a casa. Ho avuto solo un mezzo calo, in stagione, proprio con lui. Adesso mi alleno 10-15 volte tanto, rispetto a quanto facessi in gioventù”.

2) Chi gioca a Natale e a Santo Stefano. Il derby di basket a Bologna la sera di Natale, con la protesta delle forze dell’ordine, Trento-Ravenna di volley, sempre a Natale, Saitta non voleva giocare. Anche la serie B a Santo Stefano.

3) La classifica dell’anno solare, l’Atalanta chiude da seconda, pari all’Inter, con 72 punti. Davanti la Juve con 79 punti, poi la Roma quarta con 71. Lazio a 63 con una partita in meno, il Milan solo a 58, Torino 57, rischiano il sorpasso del Napoli, a 56. Sempre ultime Fiorentina con 32 e Genoa a 29, fra quante erano già in serie A. Con maggiore pazienza, Giampaolo non avrebbe fatto peggio di Pioli.

4) L’arrivederci dell’allenatore esonerato avviene sui social. Montella su Instagram: “Con qualche correzione nel girone di ritorno avremmo fatto meglio”. Ancelotti aveva ringraziato il Napoli su twitter.

5) Il Lipsia campione d’inverno, anche grazie a Schick. Fra i 5 maggiori campionati è l’unica vera sorpresa, da anni ci prova ma poi continua a vincere il Bayern. Barcellona, Psg e Liverpool al vertice degli altri grandi campionati.

6) Dejan Stankovic debutta da allenatore nella Stella Rossa. La allenarono anche Zenga (scudetto e coppa) e Zeman. Era stato vice solo vice all’Udinese e tecnico delle giovanili dell’Inter. L’incidenza del nome, è opinionista a Dazn.

7) Il Novara cambia proprietario, esce De Salvo, per Rullo, che ha un’azienda a Monaco di Baviera. De Salvo però si tiene Novarello, il centro sportivo gioiello. Il Novara con lui era passato dalla serie C alla serie A, con Tesser.

8) Il doping di Martina Caironi, paratletica, la procura riconosce lo scopo terapeutico e chiede un anno di sospensione. L’avvocato: “E’ un errore formale, non è doping, comunque un anno è tantissimo, contiamo di abbassare la squalifica”.

(Ziz)zagando. Quale campione vorreste far ritornare? I campionati italiani al top. Ancelotti da un presidente da 2 miliardi di euro. Fiorentina-Roma era anche Paulo Sousa mancato giallorosso e Di Francesco che aveva incontrato i Della Valle. A Modena la morte di padre Bernardini. Francesca Piccinini riprende ad allenarsi per l’olimpiade. Liverani contro Balotelli. I giovani Kulusevski e Vlahovic

Con Mario Tavaglione

(vzagn) 1) Sondaggi: che campione vorresti ritornasse? Totti a 43 anni dove potrebbe essere titolare? La Piccinini può davvero andare all’olimpiade? Sondaggi di fine anno, modello Gazzetta: i top di ogni disciplina e anche le squadre top. Anche del decennio, che in realtà si chiude fra un anno.

2) Campionati italiani al top: per l’equilibrio, la combattività, il livello elevato medio; gli arbitri, l’organizzazione, il pubblico, gli allenatori, il marketing – il merchandising resta superiore all’estero -, bilanci adesso sostenibili. diciamo le tre serie principali, anche l’A2, nel basket, l’A1 femminile, sino all’A2 nel volley, la top 10 del rugby, altro da studiare.

3) Ancelotti all’Everton, non la squadra principale, però di un nuovo ricchissimo, dal patrimonio di 2 miliardi di euro, se ho capito bene. La mappa dei tecnici italiani all’estero.

4) Fiorentina-Roma e gli intrecci di allenatori. La Roma aveva opzionato Paulo Sousa, al posto di Di Francesco, e poi il portoghese andò al Bordeaux. E Di Francesco prima di andare alla Roma incontrò Corvino, per la Fiorentina. Montella, gli alti e bassi in carriera, le tante chance avute.

5) Modena, la morte a 92 anni di padre Sebastiano Bernardini, fondatore della nazionale di calcio dei frati cappuccini, che tenne a battesimo il Mapei, nel ’95, contro la nazionale cantanti.

6) Francesca Piccinini riprende ad allenarsi, lo fa al centro Pavesi, a Milano, il centro federale, sperando di andare alla 5^ olimpiade. Da Rio si era autoesclusa a un torneo dalle convocazioni di Bonitta, probabilmente aveva capito di non avere chance.

7) La settimana dei giovani, no? Kulusevski re fra gol e assist, Vlahovic altro ex primavera. Il 17enne mata Inter.

8) Non credo c’entri la sconfitta a Brescia, però Liverani accusa Balotelli: “Credo che ognuno di noi abbia una storia. Io non ho mai preso un “buu” pur essendo di pelle nera. Non si può strumentalizzare certi episodi. Mi riferisco a Balotelli, tutti hanno gli occhi per vedere che si può avere un comportamento diverso. Bisogna saper fare e bisogna saper stare”

Il Messaggero. Spal-Napoli 1-1. Quel rigore concesso agli azzurri e poi levato al Var, puniti tanti falli di mano meno evidenti. La differenza tra Fabian Ruiz ed Elmas, l’evanescenza di Callejon. Comunque il Napoli ha costruito di più

(repubblica.it)

Per carità, il Napoli meritava di vincere, ha costruito abbastanza più della Spal, attaccato tanto e raccolto poco. Come la Juve a Lecce, comunque ha figurato meglio dell’Inter con il Parma. La percentuale realizzativa è attorno al 10%, in base alle occasioni create, quasi metà rispetto alla prolificità dell’Atalanta, avversaria di mercoledì. Ecco, il -3 da Bergamo è significativo, solo per due volte in questo decennio il Napoli è uscito dalle prime tre, Ancelotti è insofferente, quando spiega che “Ghoulam non era in condizione per questa partita, ci sono le scelte dell’allenatore”. Con Sarri era devastante, i due infortuni gravi pesano, il tecnico sposta a sinistra Di Lorenzo, vulnerabile in difesa e meno scatenato in spinta. Quando Malcuit esce in lacrime per un colpo preoccupante al ginocchio destro, Allan arretra a terzino, mancando Manolas, Hysaj e Mario Rui. 
Va bene il turnover ma il macedone Elmas, 20 anni, da titolare poteva andare bene al San Paolo, in una partita del genere, l’ingresso di Fabian Ruiz almeno doveva essere all’intervallo. A 32 anni Mertens perde brillantezza nelle partite ravvicinate, l’altro in scadenza Callejon subentra senza decidere: “Servivano più cross alti, con Llorente”, ammette Carletto. Lo stesso spagnolo quando c’è da abbattere una delle difese più indomite d’Italia tradisce limiti, Ibrahimovic parttime avrebbe un altro impatto. Milik è in palla, Insigne di meno, al rientro da titolare.
Il bigmatch della domenica pomeriggio a tratti è intenso come una partita di basket, conclusioni frequenti, rimbalzo fuori area e azione riciclata. Il sinistro di Petagna su punizione coglie la traversa, la Spal resterà penultima ma non c’è all’allarme perchè 5 avversarie sono nel giro di 3 punti. Paloschi fa buon pressing, concede peraltro la punizione che origina il gol: Allan avanza, attira Murgia e serve lateralmente Milik, Arcadio il polacco segna dal limite, nello stadio in cui si era infortunato, due anni fa, fanno tre reti in due gare di campionato. “Avremmo dovuto uscire tempestivamente”, riconoscerà Vicari. Come Martens nell’ultimo biennio ha segnato 7 reti da fuori, solo Messi fa meglio. Il pari è sul cross da destra di Strefezza, brasiliano di 22 anni potenzialmente da Champions: Insigne e Luperto non chiudono, Elmas non arriva e il destro di Kurtic è nell’angolino, lo sloveno è al 21° gol in 5 anni, tanti per un centrocampista. La Spal ha un buon momento, poi si abbassa. Vicari muove il braccio in maniera istintiva sul cross di Mertens, è vicino al corpo, con le nuove regole è strano che La Penna conceda il rigore e poi ci ripensi al Var. Ospina esce a vuoto, è graziato da Paloschi, si rifarà volando su Vicari, romano di 25 anni, da nazionale. I cambi portano il Napoli a chiudere con 5 elementi offensivi, Fabian Ruiz da fuori coglie il palo, Berisha è attento su Milik. “Non abbiamo mai perso lucidità – chiosa Ancelotti -, non abbattiamoci”. Tre punti persi con il Cagliari, due a Ferrara, con le piccole il Napoli non è sempre grande.
Vanni Zagnoli
Spal-Napoli 1-1
Spal (3-5-2): Berisha 6; Tomovic 6,5, Vicari 7, Igor 6 (9′ st Cionek 6); Strefezza 6,5, Murgia 6, Missiroli 5,5, Kurtic 6,5 (32’ st Valoti 6), Reca 6; Paloschi 6 (16′ st Floccari 5,5), Petagna 6. A disp.: Thiam, Letica, Valdifiori, Moncini, Sala, Felipe, Salamon, Kryezui, Mastrilli. All. Semplici 6,5. 
Napoli (4-4-2): Ospina 6,5; Malcuit 6 (24’ st Callejon 5,5), Luperto 6, Koulibaly 6, Di Lorenzo 6; Elmas 5 (9′ st Ruiz 6,5), Allan 6,5, Zielinski 6,5, Insigne 5,5; Mertens 6 (27’ st Llorente 5,5), Milik 7. A disp.: Meret, Karnezis, Lozano, Maksimovic, Ghoulam, Younes, Tonelli, Gaetano. All. Ancelotti 6,5. 
Arbitro: La Penna di Roma 5,5. 
Marcatori: pt 9′ Milik, 16′ Kurtic.
Note: ammoniti Strefezza, Tomovic, Luperto, Cionek e Berisha. Espulso per proteste Fabbrizzi, preparatore atletico della Spal. Angoli 4-4. Recupero: pt 2’, st 6′. Spettatori: 14726.

Da “Il Messaggero”

Ilmessaggero.it, Spal-Napoli 1-1. Un legno e un gol per parte, il braccio di Vicari era punibile. La parata di Ospina, Di Lorenzo a sinistra perde tanto

(ilmessaggero.it)

https://www.ilmessaggero.it/sport/calcio/spal_napoli_risultato_pareggio_ancelotti_milik_insigne-4824536.html

di Vanni Zagnoli

E’ il weekend delle provinciali, neanche il Napoli va oltre il pareggio. A Ferrara meritava di vincere, sull’1-1 pesa il rigore per il braccio di Vicari, concesso e poi levato al Var, in una stagione in cui nel dubbio si fischia contro il difensore. 

Il bigmatch del pomeriggio a tratti è intenso come una partita di basket, azioni insistite e riciclate. Il sinistro di Petagna su punizione coglie la traversa, Ancelotti si lamenta perchè c’erano ferraresi a meno di un metro dalla barriera, vicino a Callejon.

Il ritmo è vorticoso, come tante volte quando la Spal gioca al Mazza, e per vincere. Paloschi fa buon pressing, concede peraltro una punizione, Allan avanza, attira fuori Murgia, serve lateralmente Milik e il polacco segna dal limite, nello stadio in cui si era infortunato, due anni fa. “Avremmo dovuto uscire tempestivamente”, riconoscerà Vicari. E’ la quarta marcatura stagionale del mancino polacco, come Martens negli ultimi due anni ha segnato 7 reti da fuori area: solo Messi ha fatto meglio. 

Semplici era contento dell’avvio, sprona ad aumentare il pressing. In maglia blu, la Spal continua a pungere, Paloschi gira di testa fuori ma era in fuorigioco. Serve peraltro l’uscita laterale di Berisha per chiudere Milik, servito da Insigne. In maglia blu, la Spal recupera palla e riparte di gran carriera. Pareggia al 16’ grazie al cross da destra di Strefezza, l’esterno aggira Insigne, Luperto non chiude e il destro di Kurtic è imparabile, nell’angolino, con mancato arrivo di Elmas. Lo sloveno è al 2° gol stagionale, può battere il suo record della scorsa stagione, di 6, tanti, per un centrocampista.

Si riparte con l’arrembare napoletano, Di Lorenzo a sinistra si adatta, è comunque insidioso, al punto da far ammonire Strefezza. Mertens arretra sulla trequarti, a impostare, la squadra di Ancelotti si difende con umiltà, manca precisione in Elmas, macedone di 20 anni, impiegato più del previsto. La Spal si abbassa, Tomovic chiude Milik vicino alla linea. Gli attaccanti azzurri si muovono fin troppo, Mertens non trova la porta in tirocross. Vicari muove il braccio in maniera istintiva sulla cross di Mertens, è vicino al corpo, con le nuove regole è strano che non ci sia rigore. Il centrale colpisce palla e ritrae, La Penna va al Var e si rimangia la decisione. La Spal si gasa, Ospina esce a vuoto, Paloschi ha perso il fiuto del gol, tocca fuori: aveva giocato solo 19’ in totale. L’irruzione di Tomovic su Insigne era da cartellino arancione, se venisse introdotto. 

Si riparte, Murgia calcia dalla bandierina, Vicari anticipa Di Lorenzo e fa volare Ospina, sulla linea, è la parata del mese. Esce il timido Elmas per Fabian Ruiz, in panchina per turnover, il Napoli concede qualcosa di troppo e ha frenesia nelle uscite e nelle rifiniture. Kurtic e Fabian Ruiz calciano da fuori, la deviazione di Tomovic è rischiosa. Il pubblico estense entusiasma, in questo stadio all’inglese, gasa Vicari, in chiusura su Milik: il romano è da nazionale, a 25 anni. E’ un po’ come Salisburgo-Napoli, gli azzurri sono superiori, cingono d’assedio la trequarti però è dura imporsi, il guizzo non arriverà. Malcuit esce in lacrime, il ginocchio destro potrebbe accusare una lesione ai legamenti: Ancelotti è già senza Manolas, Mario Rui e Hysaj.

Dentro Callejon, poi Llorente, per Mertens, poco illuminante. Allan arretra come esterno destro difensivo, la circolazione di palla infinita porta al palo mancino di Fabian, da fuori. In questa situazione sarebbe utile Ibrahimovic, meno macchinoso dello spagnolo, nonostante i 4 anni in più. Il sinistro di Milik impegna Berisha, soprattutto nella seconda opportunità. Il forcing non trova sbocchi, resta l’abilità spallina nel chiudersi. Di Lorenzo crossa, Milik poi sbaglia il traversone, Semplici può esultare: tutti in cerchio e poi sotto la curva. 

In serie A l’Atalanta resta infinitamente più vivace e produttiva, rischia di sfuggire nella lotta per il terzo posto. In questo decennio solo due volte il Napoli è finito oltre le prime tre, quest’anno faticherà a rientrarvi. “La prestazione c’è stata, ottima – sottolinea Ancelotti -, abbiamo scelto di andare più sulle fasce, serviva magari qualche cross alto. Tante occasioni sono arrivate, con lucidità. Non abbattiamoci, mercoledì abbiamo proprio l’Atalanta. Ghoulam non gioca perchè non è in condizione”.

Da “Ilmessaggero.it”

Forza Reggiana. Carlo Ancelotti: “Seguo la Reggiana con particolare affetto, le auguro di tornare in alto il prima possibile”

Carlo Ancelotti (90min.com)

Vanni Zagnoli

“La differenza, nello sport, la fanno le motivazioni. Sempre”. Sembrava una banalità, è la verità. Anche nella vita.

Così mi rispondeva Carlo Ancelotti, a Parma. Già, so di dare un dispiacere ai tifosi della Reggiana, a nominare il crociato, ma una volta restai solo con lui, allo stadio Tardini. Non ricordo se fu intervista o meno ma in quella frase c’è tanto di Carlo. Conosciuto a Reggio, in quella cavalcata verso il ritorno in serie A, seguito in quel biennio crociato, assieme a Pietro Strada, e poi incrociato in sala stampa, in Emilia e non solo, fra Juve e Milan, Napoli la scorsa stagione. A Reggio, al Città del Tricolore, si presentò ai giornalisti il figlio Davide: “Per me è un’emozione essere qui, anche se quando il papà iniziò ad allenare la Reggiana ero piccolo. Ho visto i filmati, ho visto la Reggiana”.

Quel giorno, di Sassuolo-Napoli, Carlo non venne a parlare con i giornalisti, era troppo addolorato per la morte di Alberto Bucci, l’ex presidente della Virtus Bologna. Che gli aveva fatto da consigliere, per anni, anche al Bayern Monaco, con la sua battaglia per la vita.

Carlo è il calcio, Carlo è il più grande personaggio che sia passato dalla Reggiana, per longevità ai massimi livelli: Taffarel è stato campione del mondo da titolare ma non era così bravo, in senso assoluto, neanche da portiere. Ancelotti non ha eguali, nel mondo, per quanto è stato da calciatore, pur penalizzato da due gravi infortuni, e per quel che è da allenatore, per la continuità ai massimi livelli.

Carlo non ha praticamente mai sbagliato. Ha vinto ovunque, anche a Parma, ma da centrocampista. Da allenatore, venne congedato da Calisto Tanzi dopo due anni di grandi piazzamenti e fu la sua fortuna.

L’Ancelotti allenatore fu una grande intuizione di Franco Dal Cin, una delle tante. Era in bilico, dopo il 4-1 di Pescara, il manager friulano lo difese e Ancelotti nel ’96 riportò la Regia in A. La squadra base era: Ballotta; Tangorra, Gregucci, Cevoli, Tonetto; Schenardi, De Napoli, Colucci, Strada; Simutenkov, Rizzolo. E poi Orfei e Caini, Mazzola e Di Mauro, Sgarbossa e Pietranera.

Si portò ovunque, per quasi 20 anni, l’amico William Vecchi, ritornato a Reggio, con Mike Piazza. “Seguo la Reggiana con particolare affetto – ha detto Carlo a Margherita Grassi, di Telereggio, che l’è andato a trovare a Castel Volturno -. Le auguro di tornare in alto il prima possibile”. Idea. Perchè Doriano Tosi non offre la panchina ad Ancelotti junior? Difficilmente accetterebbe però vale la pena provarci.

Da “Forza Reggiana”

(Ziz)zagando. Colonia, Podolski il fornitore di gelati. La vulnerabilità di sportivi e allenatori, Mihajlovic, Sarri, Blatt. I viaggi negli stadi, dal 2014 con lo smartphone. I weekend infiniti del calcio

Con Antonella Del Core

(v.zagn) 1) L’ex interista Podolski rifornirà di gelati il Colonia, con la sua Ice Cream United. Ha 34 anni, gioca in Giappone, è stato campione del mondo con la Germania.

2) I sorteggi di champions femminile, due grandi per Juve e Fiorentina, il Barcellona e l’Arsenal, sembra una Champions vera.

3) La vulnerabilità degli allenatori: Mihajlovic, Sarri con la polmonite, Blatt con la sclerosi multipla. Ancelotti si era fatto operare quell’anno che restò fermo, era un problema particolare. La vulnerabilità degli sportivi.

4) Chi è Martusciello, il vice di Sarri, è retrocesso due anni fa, con l’Empoli, sprecando 11 punti di margine sul Crotone, poi ha fatto il vice di Spalletti, all’Inter.

5) Campionati al via. L’incidenza del sud (in serie A solo Lecce e Napoli), come seconda squadra c’è solo la juve under 23. L’assocalciatori si è battuta per anni per avere le seconde squadre, ce n’è solo una.

6) Alessandra Favoriti, medico della Ternana, adesso, da 6 anni con la nazionale femminile, vanta due scudetti con il calcio a 5 femminile, a Terni.

7) Sassuolo, De Zerbi a mie domande: “Decide i cambi il mio vice, Possanzini. Torino da champions, Mazzarri modello. Come lavoriamo in staff, il tremendismo granata e i nostri pochi in trasferta”.

8) Dal ’90, i viaggi negli stadi, dal 2014 con lo smartphone. Ovunque, dialoghi, riprese, staff, personaggi, vip, donne, proprietari, spogliatoi, procuratori, addetti stampa, sicurezza, hostess, steward. Il viaggio in federvolley, in qualche sede e palazzetto di basket. Realizzate un museo con le maglie, con la storia, gli articoli di giornale, i video, gli store non solo di merchandising. L’essenza dello sport italiano, dallo Stadium al campo Levantini di Lentigione.

9) I weekend infiniti del calcio, dal venerdì – devo controllare se ci saranno ancora partite -, al lunedì. Di lunedì ci sono di sicuro. Calcio sempre. Anni ’70, tutto la domenica. Il racconto, allora, a pioggia, di tutto il calcio minuto per minuto. La sventagliata sulle trasmissioni tv, Pressing, La Domenica Sportiva, Dribbling la scorsa stagione era di domenica, la trasmissione estiva di Mazzocchi su Rai2, molto bella, e poi Sky e Dazn, con le varie declinazioni.

10) Basket, sarà divertente se il ct Sacchetti – oggi 66 anni – porterà al mondiale il figlio Brian, bravo nelle qualificazioni ma non superiore ad Aradori e ad altri. Quando Prandelli scelse il figlio nicolò come preparatore atletico a Euro 2012.

Forza Reggiana. Il top 11 del centenario, da Corradini e Passalacqua

Carlo Ancelotti (repubblica.it)

Vanni Zagnoli

Dipingiamo un top 11 per il centenario della Reggiana, i criteri possono essere infiniti, qui magari scegliamo i più grandi personaggi in senso assoluto, in campo internazionale, a prescindere da quanto hanno dimostrato in maglia granata.

In porta, il più blasonato è sicuramente Taffarel, campione del mondo con il Brasile nel ’94, ai rigori sull’Italia. In difesa, Corradini, scudettato a Napoli, magari Gregucci, con Filippo Galli, per la loro statura anche nelle coppe (Galli in granata retrocedette), a sinistra Luigi De Agostini, terzo da titolare al mondiale di Italia ’90. A centrocampo scegliamo De Napoli, due mondiali da titolare, Matteoli, vicecampione d’Europa con l’under 21 di Vicini, da fuoriquota, e Oliseh, fra i primi africani giunti in Italia. In avanti, Futre, vicepallone d’oro a 21 anni, con l’Atletico Madrid, Morello (amatissimo anche a Bologna e al Genoa) e Padovano, autore di un rigore chiave nella seconda Champions league vinta dalla Juve, nel ’96. Come allenatore il ballottaggio è fra i due tecnici che hanno portato la Reggiana in A, Marchioro e Ancelotti. Ovviamente Carlo sovrasta Pippo per il palmares. A decine potrebbero essere messi nel top 11 di ogni tempo, pensiamo ai protagonisti dei murales davanti al Mirabello: Flaviano Zandoli, Dante Crippa e Sileno Passalacqua. E poi Beppe Alessi, in tempi più recenti.

Da “Forza Reggiana”

(Ziz)zagando. La vigilia della Spal contro la Juve, Semplici: “Firmerei per il pareggio”. 40 anni da Pellissier. Lotta, Khamizo campione d’Europa nella categoria 74 kg. Ginnastica, agli Europei quarta Alice D’Amato (la gemella è in una finale) sesta Giorgia Villa

(v.zagn) 1) La vigilia della Spal, verso la Juve. Semplici: “Firmerei per il pareggio, ma bisogna meritarlo”.

2) Il classico dei ritorni: Montella, Ranieri, Tudor, il richiamo di Andreazzoli, Di Carlo.

3) De Laurentiis non rimprovera mai Ancelotti, con Sarri era molto più duro, teme di perderlo ma non sta facendo meglio.

4) La curiosità del prete ultrà del Verona aggredito a Palermo, insieme ad altri 7 tifosi dell’Hellas.

5) I 40 anni di Pellissier.

6) Calcio femminile. Elena Linari e i 61mila spettatori di Atletico Madrid-Barcellona. “E la voglia di doblete, allenarsi con l’Atletico Madrid maschile. In Spagna non si guadagnano più soldi, mi hanno cercata”.

7) Lotta, Khamizo è campione d’Europa, anche nella categoria 74 chili. Cubano, italiano per matrimonio, ha vinto l’europeo nei 74 chili, dopo avere vinto nelle categorie inferiori, ha dominato la finale, 8-0 contro un francese.

8) Sollevamento pesi, l’oro europeo in rimonta del trapanese Antonino Pizzolato, nella categoria 81 chili. L’Italia finisce così gli Europei con un totale di 10 medaglie, di cui 5 d’oro.

9) Ginnastica, il primo posto agli Europei di Giorgia Villa, bergamasca, dopo due rotazioni, alla trave.

10) Ginnastica, il quarto posto agli Europei di Alice D’Amato, genovese classe 2003, con una gemella in una finale di specialità, e il sesto di Giorgia Villa, nel concorso generale.

11) Volley, il mercato è già iniziato, Modena annuncia il ritorno di Matt Anderson. Era da 7 anni a Kazan. Del resto un anno fa Kazan annunciò Ngapeth prima delle semifinali con Modena. Si era fermato un anno per depressione.

12) Basket, a Bologna oggi il ritorno di Michael Ray Richardson, Suger che con la Virtus vinse una Coppa delle Coppe.

13) Basket, gli addii di Wade e Nowitzki, il tedesco è probabilmente il più grande europeo nella storia Nba, e anche di Magic ai Lakers. L’Arsenal degli italiani e dei mancati italiani: l’allenatore Emery era stato vicino al Milan, Mustafi è stato nella Sampdoria, Papastathopoulos al Milan e al Genoa, Ramsey viene alla Juve, Aubameyang era stato vicino al Milan.

(Ziz)zagando. Guinness dei primati per il portiere iracheno che gioca a 73 anni. Il Como ceduto agli inglesi. La flessione del Napoli, -11 rispetto a Sarri

Con Lele Oriali

(v.zagn) 1) Il guinness dei primati al portiere iracheno che in Israele gioca a 73 anni, in serie D, Boranga era arrivato a 75.

2) La flessione del Napoli, -11 rispetto a Sarri, non c’entra solo il Cristiano Ronaldo che ha la Juve. Caratterialmente, Ancelotti ha già conquistato il presidente. La tabella per il 4° posto, con il Torino che sta meglio della Roma. Dal Genoa, in 8 si battono per evitare gli ultimi 2 posti, il Chievo è andato, il Frosinone quasi.

3) Il Como ceduto agli inglesi, c’è un ex di Thohir dell’Inter, le traversie del Como negli ultimi anni.

4) Il tutti contro Bonucci, sempre più voci contro il razzismo e la sua richiesta a Kean di venire via da sotto la curva.